Poesia, foreste, ouzo, terme sul mare: Lesbo è la Grecia più sorprendente da vedere questa estate

Terza isola greca per dimensioni, a pochi chilometri dalla Turchia, Lesbo è la patria di Saffo, la capitale mondiale dell'ouzo, la seconda foresta pietrificata più estesa del pianeta e undici milioni di ulivi. È grande, varia, ancora autentica e quasi sempre fuori dai circuiti del turismo di massa

Lesbo - Mytinini

Lesbo è un’isola che quasi nessuno riesce a raccontare in modo semplice, perché non è semplice. È grande — 1.630 chilometri quadrati, terza isola greca per dimensioni — con un interno montuoso, undici milioni di ulivi, lagune salmastre, sorgenti termali che sgorgano direttamente sulla spiaggia, una foresta sepolta da un’eruzione vulcanica venti milioni di anni fa e un porto con moschee ottomane affiancate a chiese bizantine.

È l’isola dove è nata Saffo, la prima grande poetessa della storia occidentale. Ed è la capitale mondiale indiscussa dell’ouzo.
Non assomiglia a nessun’altra isola greca. E per questo vale esattamente il viaggio.
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Saffo: la poetessa che ha dato il nome a tutto

Siamo nelle Sporadi. Eressos, sul versante sud-occidentale dell’isola, è il villaggio natale di Saffo — vissuta intorno al 630-570 a.C. — e del filosofo Teofrasto, padre della botanica. Saffo è la prima poeta della Grecia classica di cui ci rimane un corpus di opere significativo. Scriveva in greco eolico, in prima persona, con una precisione emotiva che i filologi classificano ancora come tecnicamente straordinaria. Platone la chiamò la decima Musa.

Le sue poesie descrivevano l’amore per le sue compagne con una franchezza che i secoli successivi hanno tentato di silenziare, riscrivere o reinterpretare. Il termine lesbismo deriva da lei, e da quest’isola. Eressos ogni settembre ospita l’International Women’s Festival, due settimane di eventi che attirano visitatrici da tutto il mondo. Ma il villaggio è bello in qualsiasi momento — spiaggia di sabbia scura vulcanica, taverne con i tavoli sull’acqua, un’atmosfera libera che non si costruisce a tavolino. Come a Tinos.

La foresta pietrificata di Sigri: venti milioni di anni sotto i piedi

Nell’entroterra occidentale dell’isola, vicino al villaggio di Sigri, giace uno dei luoghi geologicamente più straordinari d’Europa. La Foresta Pietrificata di Lesbo è la seconda più estesa al mondo dopo quella dell’Arizona, riconosciuta dall’UNESCO come Geoparco Mondiale. Non è una metafora: sono tronchi di alberi reali, silicizzati dalla lava di un’eruzione vulcanica avvenuta circa venti milioni di anni fa, conservati nella stessa posizione in cui crescevano quando l’eruzione li ha sepolti.

Il tronco più alto ancora in posizione verticale misura 7 metri. Alcuni tronchi hanno una sezione di quasi 9 metri di diametro. I colori variano dall’ocra al rosso al grigio, a seconda dei minerali che hanno sostituito il legno nel corso dei millenni. Camminare tra questi alberi di pietra in un paesaggio quasi lunare, con il mare sullo sfondo, produce una sensazione difficile da descrivere con precisione — qualcosa tra lo stupore e il disorientamento temporale.

Il Museo di Storia Naturale dell’Egeo a Sigri è uno dei migliori musei scientifici di tutta la Grecia: allestimento moderno, interattivo, con reperti unici. Vale la visita anche per chi non ha interesse specifico per la geologia.

Molyvos: il villaggio che lo Stato greco ha dichiarato monumento

Molyvos — il suo nome antico è Mythimna — è sul versante nord-orientale dell’isola, su una collina che scende verso il mare con case in pietra, vicoli fioriti, botteghe artigiane e una fortezza genovese del XIII secolo sulla cima. Lo Stato greco lo ha dichiarato villaggio-monumento: non si può costruire nulla che alteri il profilo medievale del borgo. Non è una misura comune in Grecia. Qui è stata applicata, e si vede.

Di giorno ci si perde nei vicoli, si sale alla fortezza per il panorama sull’Egeo, ci si ferma nelle botteghe di ceramiche e tessuti. Di sera il porto si anima: taverne con i tavoli sulla banchina, ouzo con polpo marinato, musica tradizionale greca. Nei dintorni di Molyvos si trovano le terme di Eftalou — sorgenti naturali a 46°C che sgorgano sulla riva del mare, con una piccola piscina coperta in pietra ottomana — e alcune delle spiagge più belle del nord dell’isola.

Mitilene: la capitale con cinque millenni di storia

Mitilene — conosciuta anche come Mylitini — è la capitale e il porto principale: una città costruita su sette colline, come Roma, con un tessuto urbano che sovrappone senza soluzione di continuità il periodo romano, quello bizantino, quello genovese e quello ottomano. La fortezza medievale, ampliata nel XIV secolo ma con fondamenta che risalgono a Giustiniano, domina il porto con le sue mura doppie. L’acquedotto romano di Moria, a sei chilometri dalla città, risale alla fine del II secolo d.C. ed è uno dei meglio conservati di tutto l’Egeo orientale.

I due musei Theophilos e Teriade formano una coppia unica nel contesto dell’isola: il primo espone i dipinti naif di Theophilos Hatzimihail, pittore popolare greco del primo Novecento che ha illustrato scene di vita quotidiana arcaica con una qualità visiva straordinaria; il secondo — fondato da Stratis Eleftheriadis, il critico d’arte che usava lo pseudonimo Teriade — ospita un’eccezionale collezione di arte moderna, con opere di Picasso, Matisse, Léger, Chagall e Miró. Due musei a dieci minuti a piedi dall’altro, in un sobborgo di ulivi.

Le terme: le più calde d’Europa sono qui

Lesbo è l’isola termale della Grecia. Le sorgenti sono sparse su tutto il territorio, con temperature e caratteristiche diverse. Le terme di Polichnitos, nell’interno meridionale, registrano 92°C alla sorgente — le più calde d’Europa. Le acque vengono raffreddate per i bagni terapeutici e sono note per le proprietà benefiche su articolazioni e problemi circolatori.
Le terme di Eftalou, vicino a Molyvos, sono le più pittoresche: la struttura è un vecchio hammam ottomano sulla riva del mare, con l’acqua a circa 46°C che si mischia con quella del mare in una piscina esterna. Le terme di Therma Geras, nella baia di Gera a sud di Mitilene, sono le più frequentate dai locali — meno scenografiche, più autentiche.

L’ouzo di Plomari: perché Lesbo è la capitale mondiale

Plomari, sulla costa meridionale, è un porto con case neoclassiche affacciate sul mare e alcune delle distillerie di ouzo più antiche e importanti di Grecia. L’ouzo di Lesbo rappresenta circa il 70% della produzione nazionale. Le distillerie Barbayanni — fondata nel 1860 — e Veto sono visitabili con degustazione. Il Museo dell’Ouzo Barbayanni ha gli alambicchi originali in rame ancora funzionanti e una collezione di bottiglie che documenta la storia della bevanda dalla metà dell’Ottocento.

L’ouzo lesbiaco è più secco e più profumato di quelli del continente — il clima e l’acqua dell’isola fanno la differenza. Si beve lentamente, con ghiaccio, con un po’ d’acqua, sempre con qualcosa da mangiare: polpo grigliato, ladotyri — il formaggio locale di pecora conservato nell’olio — olive, sfougato (frittata con zucchine e erbe).

Il birdwatching nella baia di Kalloni

La baia di Kalloni, al centro dell’isola, è una delle zone umide più importanti del Mediterraneo orientale per l’avifauna migratoria. Ogni primavera e autunno, decine di migliaia di uccelli migratori si fermano qui durante la rotta tra Africa ed Europa settentrionale.
L’isola registra oltre 350 specie di uccelli — un numero che attira ornitologi da tutto il mondo. Aironi, cicogne, fenicotteri, martin pescatori, falchi e specie rare che in Europa si vedono quasi solo qui. Il birdwatching a Lesbo è diventato un turismo di nicchia consolidato, con guide specializzate e strutture ricettive orientate a questo pubblico.

Le spiagge: dalla sabbia vulcanica alle calette nascoste

Lesbo non è un’isola da spiaggia nel senso delle Cicladi — ma le spiagge ci sono, e alcune sono eccezionali. Skala Eressos ha tre chilometri di sabbia vulcanica scura, con un lungomare di taverne su palafitte e tramonti sull’Egeo che cambiano colore ogni sera.
Vatera, sulla costa meridionale, è la più lunga dell’isola — 9 chilometri di sabbia dorata, con tratti organizzati e tratti selvaggi.
Agios Isidoros, vicino a Plomari, è la spiaggia preferita dai locali. Gavatha, nel nord-ovest, è quasi sempre deserta anche in agosto. Chrisi Ammos, raggiungibile solo su strada sterrata, ha sabbia dorata e acque trasparenti.

Trekking e outdoor: il Monte Olympos e i sentieri del nord

L’entroterra di Lesbo è attraversato da una rete di sentieri che sale fino al Monte Olympos — non il celebre monte degli dei nel nord della Grecia, ma una cima da 968 metri nel centro dell’isola, con boschi di pini e panorami sull’Egeo.
I sentieri sul crinale tra Petra e Molyvos sono tra i più panoramici: si cammina tra ulivi e macchia mediterranea con il mare sempre in vista. In primavera i sentieri esplodono di fiori selvatici, orchidee comprese. Il kayak costiero è una delle attività outdoor più praticate: la costa frastagliata del nord, con le scogliere basaltiche e le piccole calette, si presta a escursioni di mezza giornata o giornate intere.

Come arrivare e quando andare

Come arrivare — volo diretto su Mitilene da Atene con Olympic Air e Sky Express (55 minuti), da Roma e Milano con scalo. In traghetto dal Pireo circa 9 ore con Blue Star Ferries e Hellenic Seaways. Lesbo è ben collegata anche con Chios, Samos e Limnos via traghetto. Auto a noleggio indispensabile per esplorare l’isola liberamente — le distanze sono significative.

Quando andaremaggio-giugno per il birdwatching nella baia di Kalloni, la fioritura e sentieri percorribili con temperature miti. Luglio-agosto per il mare e la spiaggia, con temperature alte ma mitigate dalla brezza marina. Settembre per il Festival di Eressos e la fine della stagione balneare con prezzi più bassi.

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