Un immenso gigante di pietra calcarea emerge dalle acque del Mar Egeo, collegato alla terraferma solo tramite una sottile striscia di asfalto. Questa scogliera fortificata custodisce un segreto millenario nel sud-est del Peloponneso, precisamente lungo il litorale della Laconia, la mitica regione storica che ha come capoluogo l’antica Sparta. Parliamo di Malvasia, e chi viaggia in questa porzione di territorio ellenico si trova davanti a uno scenario inaspettato, lontano dagli stereotipi delle casette bianche e blu delle Cicladi: il luogo evoca atmosfere da cavalieri crociati, in cui il rumore dei passi risuona sulle pietre consumate dal tempo e lo sguardo spazia verso l’orizzonte alla ricerca di antiche imbarcazioni veneziane in rotta verso epiche battaglie navali.
La fortezza dal varco solitario e le sue origini leggendarie
Il nome ufficiale della località, Monemvasia, deriva dall’unione di due vocaboli greci che indicano la presenza di un unico accesso blindato. Gli italiani la conoscono storicamente come Malvasia, denominazione che ha dato i natali anche al celebre e omonimo vitigno esportato in tutto il bacino del Mediterraneo. Una strana conformazione geologica che si originò nell’anno 375 dopo Cristo, quando un catastrofico terremoto separò definitivamente il promontorio dal continente.
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Molto prima di questo evento, la zona fungeva da avamposto strategico per i minoici di Creta. Successivamente, la rupe divenne un rifugio sicuro per le popolazioni locali che cercavano di scampare alle devastanti incursioni barbariche. Architetture bizantine, influenze della Serenissima Repubblica di Venezia e fortificazioni ottomane si sono sovrapposte lungo i secoli, creando un tessuto urbano stratificato che ha rischiato lo spopolamento totale nel corso del XX secolo, prima di essere riscoperto come gioiello culturale.
Esplorazione del borgo fortificato tra vicoli in pietra e mare cristallino
La visita si sviluppa all’interno del Kastro, l’antico nucleo fortificato interamente pedonale. Per i veicoli è necessario trovare un posto lungo il ponte di collegamento o nella cittadina moderna di Gefyra, situata sulla terraferma. Una volta superata la porta d’ingresso, ci si ritrova in un labirinto di stradine acciottolate divise in due livelli distinti.
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La parte inferiore pullula di residenze storiche sapientemente restaurate, piccole botteghe e locande. Qui si trova la piazza centrale con la Chiesa di Cristo Elkomeno, le cui origini risalgono al VI-VII secolo, e la Collezione Archeologica, ospitata in un edificio che nei secoli ha svolto le funzioni di moschea, prigione e persino caffetteria.
Poco distante dalle mura orientali prende vita il faro ottocentesco, edificato nel 1896 in concomitanza con le prime Olimpiadi moderne di Atene. Per chi ama la letteratura, la cittadella conserva la dimora natale del celebre poeta Giannis Ritsos, che definì suggestivamente questo luogo una “nave di pietra”. Il Portello, un’apertura che si affaccia direttamente sui flutti, permette ai più audaci di fare il bagno usandone la pietra come trampolino.
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Per gli amanti delle spiagge classiche, la costa offre la distesa sabbiosa di Ambelakia o i ciottoli della Paralia cittadina. A breve distanza merita una sosta la rinomata Pori Beach, premiata con la Bandiera Blu.
La ripida ascesa ad Ano Poli e lo spettacolo di Santa Sofia
L’esperienza più intensa richiede una camminata di circa 15 minuti lungo un sentiero ripido e tortuoso che conduce alla città alta, denominata Ano Poli. Le rovine di questa zona archeologica testimoniano lo sfarzo delle antiche famiglie aristocratiche locali. Sulla sommità della vertiginosa parete rocciosa sorge la maestosa Chiesa di Agia Sophia, uno degli esempi più fulgidi di architettura bizantina dell’intera nazione.
Foto: Di Patrice78500 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia
Da questa altitudine, la panoramica sul Kastro sottostante regala la percezione di un borgo abbarbicato sulle onde dell’Egeo, lambito anche da un tramonto che da solo giustifica il viaggio e un pernottamento in questa fortezza senza tempo.
Foto di copertina: By Katsikas pantelis – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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