Partiamo dalla risposta alla domanda che tutti fanno e che nessuno vuole dare con precisione: tre settimane sono il minimo realistico. Non due. Non dieci giorni “intensi”. Tre settimane per percorrere i 3.940 chilometri tra Chicago e Santa Monica con un ritmo che ha ancora qualcosa a che fare con il viaggio, non con il check delle caselle.
Chi ci prova in meno tempo finisce per guidare 8-10 ore al giorno, saltare le deviazioni più interessanti, e tornare a casa con la sensazione di aver attraversato l’America invece di averla vissuta. Quattro settimane sono meglio. Il confine superiore non esiste.
Detto questo, pianificare la Route 66 è meno complicato di quanto sembri — a patto di avere le informazioni giuste prima di iniziare.
Quando andare: le finestre giuste (e quella sbagliata)
La Route 66 attraversa climi radicalmente diversi: dall’umidità del Midwest ai deserti dell’Arizona e del Nuovo Messico. Questo rende la scelta del periodo più decisiva di quasi qualsiasi altra variabile.
Aprile–maggio è la finestra migliore: temperature miti ovunque, paesaggi ancora verdi nell’Oklahoma e nel Missouri, deserti ancora percorribili senza soffrire. Il traffico turistico non è ancora al picco.
Settembre–ottobre è la seconda scelta, spesso preferita da chi ha vincoli lavorativi estivi: il caldo del deserto si attenua, i parchi nazionali si svuotano, la luce autunnale del Southwest è straordinaria.
Giugno–agosto: tecnicamente percorribile, ma il caldo nel Texas Panhandle, in Nuovo Messico e in Arizona può toccare i 45°C. Chi sceglie questo periodo deve pianificare le tappe desertiche nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, e accettare che alcune attività outdoor siano sconsigliabili nelle ore centrali.
Novembre–marzo: sconsigliato, soprattutto per il tratto dell’Oklahoma e del Missouri, dove il meteo invernale può essere severo e molte attrazioni minori riducono gli orari o chiudono.
Est verso ovest, o ovest verso est?
La direzione classica è Chicago → Santa Monica (est → ovest), che segue la logica storica della strada — la direzione in cui la percorrevano i migranti di Steinbeck, i viaggiatori di Kerouac, i protagonisti di Easy Rider. C’è qualcosa di narrativamente corretto nel finire sul Pacifico.

La direzione inversa (Santa Monica → Chicago) ha un vantaggio pratico: i voli su Los Angeles sono spesso più economici e frequenti dagli aeroporti italiani rispetto a Chicago. In questo caso si inizia con la costa e si finisce nel Midwest — narrativamente meno epico, logisticamente più conveniente.
La scelta dipende dal budget aereo e da dove si preferisce noleggiare e riconsegnare l’auto.
L’auto: cosa noleggiare (e cosa ignorare)
Dimenticare l’idea dell’auto d’epoca. È romantica, è cara, è problematica meccanicamente per un viaggio di migliaia di chilometri su strade non sempre perfette. Le agenzie di noleggio lungo il percorso non sono attrezzate per assisterla.
L’auto giusta è un SUV compatto o mid-size americano: spazio sufficiente per i bagagli, adatto alle strade secondarie e agli sterrati che si incontrano sui tratti originali del percorso, relativamente economico nel noleggio. Ford Explorer, Jeep Cherokee, Chevrolet Equinox sono scelte affidabili.
Attenzione alla one-way fee: noleggiare a Chicago e riconsegnare a Los Angeles (o viceversa) comporta una tariffa aggiuntiva che varia significativamente tra le agenzie e i periodi. Vale la pena confrontare almeno tre preventivi. Alcune agenzie la includono nel prezzo base durante certi mesi.
| ⚠️ Cosa verificare prima di firmare il contratto di noleggio |
| Copertura assicurativa per danni: verificare se la propria carta di credito la include già |
| One-way fee: chiedere il costo esplicito per la riconsegna in una città diversa |
| Chilometraggio illimitato: indispensabile — evitare contratti con limite km |
| Copertura su strade non asfaltate: alcuni tratti originali della Route 66 sono sterrato |
La struttura dell’itinerario: 8 stati, 4 settimane
La divisione logica è per stato, con tempi indicativi per un ritmo sostenibile:
| Stato | Km circa | Giorni consigliati | Highlight |
| Illinois | 480 km | 2–3 giorni | Chicago, Springfield (Birthplace) |
| Missouri | 460 km | 2–3 giorni | St. Louis, Ozark Plateau |
| Kansas | 19 km | Mezza giornata | Galena — il tratto più corto |
| Oklahoma | 660 km | 3–4 giorni | Oklahoma City, Tulsa, Woody Guthrie Center |
| Texas | 380 km | 2 giorni | Amarillo, Cadillac Ranch |
| Nuovo Messico | 560 km | 3–4 giorni | Albuquerque, Santa Fe (deviazione), Gallup |
| Arizona | 400 km | 3–4 giorni | Flagstaff, Grand Canyon, Seligman |
| California | 380 km | 2–3 giorni | Barstow, San Bernardino, Santa Monica |
Dove dormire: la scelta che cambia il viaggio
Lungo la Route 66 esistono due mondi paralleli: i motel storici — alcuni degli anni Cinquanta, alcuni autenticamente kitsch, alcuni sorprendentemente curati — e le catene affidabili (Best Western, Holiday Inn Express, Hampton Inn) che garantiscono standard prevedibili ma sacrificano tutto il carattere.
La scelta ideale è mista: motel storici nelle tappe più iconiche (Albuquerque, Flagstaff, Seligman), catene affidabili nelle tappe di transito o nelle città grandi dove il prezzo delle strutture indipendenti può essere elevato.
Una regola pratica: prenotare con anticipo i primi 3-4 giorni di viaggio e gli ultimi 2-3, lasciando libera la parte centrale per adattarsi al ritmo reale. Chi arriva in giugno-luglio dovrebbe prenotare tutto con almeno 4-6 settimane di anticipo.
| 🏨 Prenota il tuo alloggio lungo la Route 66 |
| Di seguito una selezione di strutture lungo il percorso, filtrate per tappa e categoria. |
| I motel storici tendono a esaurirsi prima nelle date di punta: conviene prenotare con anticipo. |
| Chicago / St. Louis / Oklahoma City / Amarillo / Albuquerque / Flagstaff / Santa Monica ] |
Il budget reale: meno di quello che immaginate
Il confronto con altri viaggi di pari durata è il modo più efficace per ridimensionare la percezione di “viaggio proibitivo”:
| Voce di spesa | Route 66 (3 sett.) | Maldive (2 sett.) | Grecia isole (2 sett.) |
| Volo andata/ritorno (a persona) | € 650–900 | € 900–1.400 | € 150–350 |
| Alloggio (a persona) | € 800–1.400 | € 1.500–4.000 | € 600–1.500 |
| Noleggio auto / trasferimenti | € 700–1.100 (totale) | € 200–500 | € 400–900 |
| Carburante | € 200–300 | — | € 100–200 |
| Cibo e attività | € 600–900 | € 800–1.500 | € 500–900 |
| TOTALE STIMATO a persona | € 3.000–4.600 | € 4.000–8.000 | € 2.000–4.000 |
Il carburante americano costa circa un terzo di quello italiano. Il cibo nei diner lungo il percorso è economico e abbondante. I parchi nazionali si visitano con l’America the Beautiful Pass (circa 80 dollari), che copre tutti i parchi federali per un anno — nel caso del Grand Canyon da solo il risparmio ripaga il pass.
| 📚 Una lettura per ogni tratto |
| Oklahoma e Texas — John Steinbeck, Furore: i paesaggi del Dust Bowl visti da dentro |
| Texas e Nuovo Messico — Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi: la pianura come territorio morale |
| Arizona e California — William Least Heat-Moon, Strade azzurre (Blue Highways, 1982): il viaggio lento per le strade secondarie americane — forse il libro meno conosciuto e più adatto a chi fa la Route 66 davvero |
LEGGI ANCHE: 10O anni di Route 66: il viaggio che ha cambiato il mondo
La checklist finale prima di partire
- Passaporto valido + ESTA (autorizzazione elettronica USA, da richiedere online almeno 72 ore prima)
- Patente italiana valida — riconosciuta negli USA senza necessità di patente internazionale
- Assicurazione sanitaria internazionale: indispensabile, le spese mediche negli USA sono elevatissime
- App utili: Google Maps (offline per le zone senza copertura), GasBuddy (prezzi carburante), iOverlander (campeggi e aree sosta), AllTrails (sentieri hiking)
- Contanti in dollari: i piccoli esercizi lungo i tratti più remoti non accettano carta
- America the Beautiful Pass se si prevede di visitare almeno 2-3 parchi nazionali
- Prenotazione auto con anticipo: le tariffe salgono significativamente sotto le 3 settimane dalla partenza
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