Il viaggio lungo la strada panoramica nazionale Hardangervidda, ovvero quella che unisce la località di Eidfjord a Haugastøl, si trasforma in un’esperienza sensoriale prima ancora che visiva. Questa arteria stradale, posizionata strategicamente nel corridoio geografico tra le città di Oslo e Bergen, conduce verso uno dei fenomeni naturali più imponenti della Scandinavia. Molto prima di raggiungere la destinazione, infatti, i finestrini abbassati del mezzo di trasporto lasciano entrare un rombo sordo, simile a un tuono costante che preannuncia la presenza di una colossale massa idrica. Ci si trova a circa 700 metri sopra il livello del mare, dove l’altopiano montano si interrompe bruscamente per lasciare spazio a pareti rocciose verticali.
Ed è proprio a quel punto che si rivela la cascata di Vøringfossen, una monumentale colonna liquida che compie un salto complessivo di 182 metri, precipitando con furia geologica verso il fondo della stretta gola di Måbødalen. L’impatto del flusso genera una nube perenne di goccioline sospese che accarezza il volto dei visitatori, portando con sé il profumo di muschio bagnato e terra umida. Il sito, protetto come Area di Conservazione del Paesaggio Nazionale, rappresenta il punto d’incontro definitivo tra la severità della roccia basaltica e la fluidità della neve disciolta.
Origine glaciale e metamorfosi millenaria
La genesi di Vøringfossen affonda le radici alla fine dell’ultima era glaciale, circa 10.000 anni fa. Il progressivo ritiro delle immense masse di ghiaccio ha scolpito profonde valli a forma di U, lasciando dietro di sé dislivelli topografici drammatici tra i plateau d’alta quota e le insenature marine sottostanti. Il corso del fiume Bjoreio, alimentato dalle nevi perenni dell’altopiano di Hardangervidda, ha trovato in questo punto una spaccatura tettonica ideale, tanto da iniziare un lavoro incessante di erosione regressiva.
La roccia è stata scavata millimetro dopo millimetro, definendo la fisionomia attuale della gola in cui l’acqua si divide in due sezioni principali prima di schiantarsi nel vuoto. Il fascino del luogo ha radici storiche profonde, al punto da influenzare gli intellettuali del Romanticismo nazionale norvegese a partire dalla metà del XIX secolo, periodo in cui il pittore Johan Christian Dahl immortalò queste dinamiche naturali, trasformando il sito in una meta ambita dal turismo europeo.
Architettura d’avanguardia tra sentieri e piattaforme
L’esplorazione dell’area permette di osservare da vicino il connubio tra ingegneria moderna e geologia. Le opzioni di sosta logistica si dividono tra due aree principali: il parcheggio inferiore, situato lungo la strada numero 7 nei pressi di Fossatromma, risulta spazioso e dotato di servizi completi e colonnine di ricarica; alcontrario, l’area di sosta superiore vicino allo storico Fossli Hotel, offre dimensioni ridotte e una maggiore quiete notturna.
Chi proviene in auto o in camper da Eidfjord affronta un percorso caratterizzato da una pendenza importante, che include il transito all’interno del Storegjeltunnelen, una galleria elicoidale plasmata interamente nella roccia che permette di superare la differenza di altitudine. Il sistema di osservazione attuale è il risultato di un lungo progetto urbanistico terminato nel mese di settembre 2024.
Partendo dal parcheggio inferiore, un sentiero si snoda verso est per poi deviare nettamente a sinistra, conducendo alla prima terrazza panoramica che si affaccia sul salto iniziale della cascata (con una portata idrica impressionante). Proseguendo l’itinerario, si raggiunge una delle attrazioni ingegneristiche più spettacolari del sito: un ponte pedonale a gradini, interamente realizzato in acciaio autopatinabile, che scavalca direttamente il canyon.
Oltrepassata questa struttura, il percorso si sviluppa sulla sponda opposta, inerpicandosi verso le piattaforme panoramiche posizionate nei pressi del Fossli Hotel. Da questi balconi sporgenti nel vuoto si ottiene la prospettiva migliore sul secondo grande salto della cascata, consentendo di percepire le vibrazioni della roccia provocate dall’energia cinetica dell’acqua.
Il ponte d’acciaio sopra l’abisso di Måbødalen
La passerella metallica che unisce i due versanti della gola rappresenta l’elemento più distintivo dell’intero complesso turistico. Questa struttura a sbalzo, progettata dallo studio Reiulf Ramstad Arkitekter dopo anni di studi geologici, sembra emergere direttamente dalle fratture della pietra. La griglia della pavimentazione permette di osservare il vuoto sottostante, regalano una visuale zenitale sulla spumeggiante corrente del fiume che si lancia nel precipizio.
Durante i mesi primaverili ed estivi, la portata d’acqua raggiunge i massimi livelli stagionali grazie allo scioglimento delle nevi superiori, creando arcobaleni che si formano tra i riflessi solari e i flussi vaporizzati. Nei mesi invernali, il panorama muta radicalmente: le temperature rigide trasformano parzialmente o totalmente la cascata in una colossale scultura di ghiaccio statico. In questo periodo, a causa degli accumuli di neve che coprono le barriere di sicurezza, l’accesso alle piattaforme e al ponte viene interdetto per garantire l’incolumità pubblica.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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