Le città italiane che all’estero amano nel 2026: non diamole per scontate, riscopriamole!

Il Guardian, il Telegraph, il New York Times, la Lonely Planet e centosettantacinque esperti di viaggio intervistati da CNBC hanno pubblicato nel 2026 le loro classifiche delle mete da non perdere. Sette sono italiane. Non sono Roma, Venezia e Firenze. Sono città che molti italiani conoscono bene, ci passano davanti in treno, forse ci sono nati vicino e non ci vanno da anni. Lo sguardo straniero ha questa capacità irritante: vedere quello che la familiarità ha reso invisibile.

Più si conosce un posto, meno lo si vede. Il turista che arriva per la prima volta nota l’architettura, i colori, l’atmosfera. Il residente ci passa in mezzo e non vede niente. La stampa straniera fa esattamente questo: arriva con occhi nuovi e vede città che gli italiani hanno smesso di guardare.
Nel 2026 sono almeno sette le città italiane che hanno ricevuto questo tipo di attenzione dall’estero, da parte di testate come il Guardian, il Telegraph, il New York Times e la Lonely Planet.
Nessuna di loro è Roma, Venezia o Firenze. Tutte sono posti che buona parte degli italiani conosce già, o crede di conoscere.

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Verona, il Guardian la riscopre artistica

Il Guardian ha dedicato un articolo a Verona inserendola in una selezione di cinque destinazioni europee capaci di offrire un’esperienza d’arte autentica, lontana dal turismo di massa. Non il balcone di Giulietta, quello lo conosce già tutti. Ma il Palazzo della Gran Guardia con le mostre fotografiche contemporanee, la Torre dei Lamberti con il panorama sulla città, la Cappella dei Notai, l’offerta museale stratificata su secoli di storia.

Verona viene descritta come una città romantica che ha molto più da offrire di quello che il suo stereotipo suggerisce. Una scena artistica articolata, capace di coprire secoli senza perdere di vista il contemporaneo. È la stessa Verona che gli italiani usano per i concerti all’Arena e poi ripartono. Il Guardian ci va e guarda altro.

Mantova, il Telegraph la incorona città dell’anno

Il Telegraph ha inserito Mantova tra le venti destinazioni mondiali da visitare assolutamente nel 2026, descrivendola come “una città che non somiglia a nessun’altra.” Non ha colline, è circondata dall’acqua come un’isola incantata, e conserva uno dei patrimoni rinascimentali più intatti d’Europa.Mantova, Lombardia

Il Palazzo Ducale, 35.000 mq, una città nella città, con la Camera degli Sposi di Mantegna. Palazzo Te, la villa suburbana dei Gonzaga con i dipinti di Giulio Romano. Una scala umana che le grandi città d’arte hanno perso. Il Telegraph ha visto quello che Mantova è: non una tappa secondaria tra Milano e Venezia, ma una destinazione in sé.

Genova, il NYT la mette in lista come unica grande città italiana

Il New York Times pubblica ogni anno la lista delle 52 Places to Go, cinquantadue destinazioni in tutto il mondo per l’anno corrente. Nel 2026, tra le italiane, c’è Genova al 44° posto, unica grande città del paese nella selezione.genova

“La Superba”, la chiama il NYT. Una città che per anni è rimasta in secondo piano rispetto ad altre mete del Nord Italia e che sta vivendo una vera rinascita: i vicoli del centro storico UNESCO, il porto che si trasforma, i musei di Palazzo Reale e Palazzo Rosso, la vivacità che cresce nei quartieri storici. Genova è da anni sulla bocca degli esperti di viaggio internazionali. Da anni gli italiani la sorvolano letteralmente, è la città dell’aeroporto di Ryanair per Barcellona.

Assisi e gli 800 anni di San Francesco

Assisi è nella lista del New York Times per una ragione precisa e temporanea: il 2026 è l’anno degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, con il Giubileo Francescano e un calendario fitto di eventi. Ma il NYT non si ferma alla motivazione religiosa: descrive Assisi come una destinazione con una capacità di raccoglimento e di bellezza che le grandi città d’arte non possono più offrire.Assisi

La Basilica superiore e inferiore con il ciclo di Giotto, il Sacro Convento, il percorso tra il centro medievale e l’eremo delle Carceri: una concentrazione di storia e paesaggio umbro che funziona sia per chi viene per motivi spirituali sia per chi viene per l’arte. Il NYT lo sa. Gli italiani hanno smesso di ricordarselo.

Bologna, la più sottovalutata del mondo per CNBC

Bologna non è stata segnalata da una sola testata ma da 175 esperti di viaggio intervistati da CNBC, che l’hanno nominata città più sottovalutata del mondo per il 2026. Non città più sottovalutata d’Italia, del mondo.Portici di Bologna patrimonio UNESCO, prospettiva delle arcate e colonne storiche

La motivazione è quella che chiunque abbia trascorso del tempo a Bologna già conosce: una qualità della vita che le grandi capitali europee del turismo hanno perso, un centro storico con i portici UNESCO, una scena gastronomica che è la più seria d’Italia, un’università che porta in città una vitalità intellettuale costante. Bologna viene visitata soprattutto come tappa di passaggio. Quasi nessuno ci dedica i giorni che merita.

Sardegna, la Lonely Planet e quello che i turisti non vedono

Oltre al Veneto, Lonely Planet ha incluso la Sardegna tra le 25 destinazioni mondiali del suo Best in Travel 2026, non per le spiagge, non per le acque cristalline, ma per qualcosa di più difficile da vendere: la lingua sarda, il patrimonio dei nuraghi, l’identità culturale di un’isola che è rimasta se stessa nonostante decenni di turismo di massa.

La guida descrive la Sardegna come un’isola “dove ogni stagione rivela un volto diverso, tra mare, montagna e tradizioni ancestrali.” Un profilo che i turisti italiani conoscono per metà: il mare estivo. La Sardegna di ottobre, dell’entroterra, dei borghi del Nuorese, della cultura dei pastori è un’altra cosa che la Lonely Planet ha visto e che la maggior parte di chi va in Sardegna non cerca.

Trieste, sempre presente, mai abbastanza visitata

Trieste non è comparsa in una classifica singola ma in una serie di articoli e guide internazionali che nel 2026 la citano sistematicamente come una delle mete europee più interessanti e più sottovalutate. La stampa anglosassone la descrive con un fascino mitteleuropeo che nessun’altra città italiana ha: i caffè storici dove sedevano James Joyce e Italo Svevo, il golfo con il Castello di Miramare a picco sul mare, la convivenza tra culture e lingue diverse, la cucina che mescola Adriatico e cucina austro-ungarica.trieste

Trieste è a due ore da Venezia. Ha un aeroporto, un porto, una ferrovia. Eppure nel turismo italiano è sempre stata trattata come una destinazione di confine, marginale per definizione geografica. La stampa straniera la tratta come un gioiello.

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