Esistono luoghi in cui la natura continua a vivere e trasformarsi, anche nelle profondità più oscure, lontano dalla luce del sole. Ambienti nascosti nelle viscere della montagna, dove l’acqua scorre da millenni, modella la roccia e crea le condizioni ideali per ospitare forme di vita sorprendenti. La Grotta di Rio Martino, nel cuore delle Alpi piemontesi, è uno di questi.
Situata a oltre 1.500 metri di altitudine, nel territorio di Crissolo, in alta Valle Po, questa cavità custodisce un autentico spettacolo della natura: una cascata sotterranea alta più di 40 metri, raggiungibile attraverso un percorso tra gallerie tortuose e suggestive formazioni rocciose. Ma la grotta è soprattutto uno dei più importanti rifugi italiani per i pipistrelli, che qui trascorrono i mesi più freddi dell’anno.
Con l’arrivo dell’autunno, il suo delicato ecosistema si prepara al lungo riposo invernale e dal 1° novembre le visite saranno sospese per tutelare le colonie di chirotteri durante il letargo.
Ottobre è quindi l’ultima occasione per scoprire questo luogo prima della chiusura. E proprio per l’occasione, domenica 25 ottobre 2026, è in programma un’escursione guidata gratuita alla scoperta della grotta e dei suoi piccoli abitanti.
La Grotta di Rio Martino, un mondo sotterraneo nel cuore del Piemonte
La Grotta di Rio Martino si trova a 1.530 metri di altitudine, sulle pendici della Rocca Granè, poco sopra l’abitato di Crissolo. È immersa in un paesaggio boschivo, tra faggete e lariceti, in uno degli ambienti carsici più interessanti della regione. La sua origine è strettamente legata all’azione dell’acqua che, nel corso dei millenni, ha scavato le rocce carbonatiche creando un articolato sistema di cavità sotterranee. Alla formazione della grotta hanno contribuito anche le acque dei torrenti subglaciali, che scorrevano sotto l’antico ghiacciaio che modellò la Valle Po.

Oggi la cavità si sviluppa complessivamente per circa 3.200 metri, tra gallerie, pozzi e sale naturali. Gran parte del sistema è accessibile soltanto a speleologi esperti, mentre il ramo inferiore, lungo 530 metri, è attrezzato per le visite accompagnate. Lungo il percorso si incontrano stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni calcaree, formatesi lentamente attraverso la deposizione dei minerali trasportati dall’acqua. Alcune hanno assunto forme particolari, tanto da ricevere nomi speciali, come il Vescovo, il Frate e la Monaca.
La cascata del Pissai, uno spettacolo nascosto nelle profondità della montagna
Uno degli elementi più affascinanti della Grotta di Rio Martino è la presenza di una vera e propria cascata sotterranea, nascosta nel cuore della montagna: la cascata del Pissai, alta oltre 40 metri, punto culminante della visita al ramo inferiore. Nel buio della grotta, rischiarato soltanto dalle lampade frontali, il rumore della cascata rompe il silenzio e accompagna i visitatori, mentre l’umidità e gli spruzzi d’acqua rendono l’atmosfera ancora più particolare.
Lo spettacolo cambia anche con le stagioni. In primavera, quando lo scioglimento della neve alimenta maggiormente il corso d’acqua, la cascata può diventare particolarmente impetuosa, riempiendo l’ambiente di acqua nebulizzata.
Questa grotta è il regno dei pipistrelli
Oltre alla sua bellezza geologica, la Grotta di Rio Martino riveste un’importanza ecologica eccezionale. È infatti una Riserva naturale, inserita nella rete europea delle Zone Speciali di Conservazione, poiché funge da rifugio fondamentale per numerose specie animali.
Al suo interno vivono diversi invertebrati e sono state rilevate almeno dieci specie di pipistrelli, molte delle quali utilizzano la cavità durante il periodo di ibernazione. Tra queste ci sono il vespertilio smarginato, il vespertilio di Bechstein, il vespertilio di Daubenton e soprattutto il barbastello. Proprio quest’ultima specie rende Rio Martino un luogo particolarmente importante: la grotta è infatti il principale sito di svernamento del barbastello conosciuto in Italia, con centinaia di esemplari censiti nel corso dei monitoraggi.

Ma perché questi piccoli mammiferi scelgono proprio questo ambiente? La risposta è legata alle particolari condizioni climatiche della cavità. All’interno della grotta la temperatura rimane intorno ai 5 °C durante tutto l’anno, mentre l’umidità è prossima al 100%. Caratteristiche che la rendono un rifugio adatto a trascorrere i mesi più freddi.
Con l’arrivo dell’inverno e la diminuzione degli insetti di cui si nutrono, i pipistrelli entrano in uno stato di torpore prolungato. La temperatura corporea si abbassa, il metabolismo rallenta e le funzioni vitali vengono ridotte al minimo, permettendo agli animali di consumare lentamente le riserve energetiche accumulate.
È una fase estremamente delicata, durante la quale anche un semplice disturbo può provocare un risveglio anticipato, con un dispendio di energia potenzialmente fatale. Per questo motivo la grotta viene chiusa ogni anno dal 1° novembre al 31 marzo. La riapertura può però essere posticipata quando le condizioni climatiche o la presenza di pipistrelli ancora svernanti lo richiedono.
Il 25 ottobre un’escursione speciale prima del letargo dei pipistrelli
Per chiudere la stagione, domenica 25 ottobre 2026 il Parco del Monviso organizza un’escursione guidata gratuita dedicata alla scoperta di questo particolare ecosistema. L’appuntamento è alle ore 14:00 presso il parcheggio della Sala delle Guide di Crissolo. Da qui i partecipanti raggiungeranno l’ingresso della grotta attraverso un sentiero nel bosco lungo circa un chilometro e mezzo, con 190 metri di dislivello.
Dopo un breve briefing sulle norme di sicurezza, il gruppo entrerà nella cavità per percorrere il ramo inferiore fino alla spettacolare cascata del Pissai. La visita sotterranea durerà circa due ore, lungo un itinerario di poco più di un chilometro tra andata e ritorno.
Durante l’esplorazione, le guide racconteranno la storia geologica della grotta, il ruolo dell’acqua nella sua formazione e l’importanza di questo habitat per la sopravvivenza dei pipistrelli.
Non si tratta quindi di un’escursione finalizzata all’avvistamento degli animali, ma di un’occasione per conoscere il loro ambiente naturale e comprendere perché sia così importante proteggerlo.
Il rientro a Crissolo è previsto intorno alle 18:00. L’attività è aperta anche alle famiglie con bambini dai 6 anni in su, ma i posti disponibili sono soltanto 20. La prenotazione è obbligatoria entro le ore 12:00 di sabato 24 ottobre.
L’iniziativa è organizzata da Monviso Hub nell’ambito delle attività escursionistiche e di educazione naturalistica promosse dal Parco del Monviso.
Come arrivare alla Grotta di Rio Martino e info utili
Come anticipato, la Grotta di Rio Martino si trova nel comune di Crissolo, in provincia di Cuneo, nell’alta Valle Po. In automobile si può raggiungere il paese passando da Saluzzo e Paesana, per poi proseguire lungo la strada che risale la valle. Da Crissolo l’ingresso della grotta si raggiunge esclusivamente a piedi, attraverso i sentieri che partono dalla zona del ristorante La Spiaggia o dal ponte di Riondino.
Quest’anno la stagione di apertura si chiude il 31 ottobre, con visite esclusivamente accompagnate e su prenotazione. Per prenotare le visite ordinarie si può contattare Monviso Tourism.
Fondamentale è infine l’abbigliamento: all’interno della grotta la temperatura si mantiene intorno ai 5 °C, con umidità elevatissima e tratti di terreno che possono risultare scivolosi. Sono quindi necessari scarponcini da montagna, pantaloni lunghi, pile, giacca impermeabile e guanti impermeabili. Per informazioni più dettagliate invitiamo a contattare l’ente parco.
Foto VisitCuneese.it, ParcoMonviso.eu.
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