La Costa Azzurra fa pensare a bagnanti, aperitivi sul porto, il glitter di Nizza e Montecarlo. Eppure a poco più di un’ora dall’acqua salata, salendo verso le Alpi Marittime francesi, esiste un luogo che con tutto questo non ha nulla a che fare.
Siamo nella Valle delle Meraviglie — in francese Vallée des Merveilles — un altopiano pietroso, spesso avvolto dalla nebbia, dove qualcuno ha passato secoli a incidere figure sulla roccia rossa: più di diecimila, forse quarantamila secondo i conteggi più aggiornati.
Il sito si trova nel Parco Nazionale del Mercantour, a un’altitudine tra i 2000 e i 2700 metri, e rappresenta il più straordinario patrimonio di arte rupestre dell’arco alpino europeo.

Non è un posto comodo. Non ci sono strade asfaltate fino all’ingresso, né caffè con vista panoramica. Per arrivarci bisogna camminare, e questa è forse la ragione per cui conserva ancora qualcosa di autentico.
Un museo a 2000 metri impossibile da descrivere
Il paesaggio di questo angolo del Mercantour è quello di un luogo montano che non ha ceduto nulla alla modernità. Rocce levigate dai ghiacciai, laghi glaciali dal colore spento, creste che tagliano il cielo. Il Mont Bégo, che si erge a 2872 metri, domina l’intera area e per le popolazioni preistoriche era evidentemente qualcosa di più di una cima — una presenza sacra, forse un dio della tempesta, forse un punto di connessione con forze che nessun nome poteva contenere.
Le incisioni che ricoprono le rocce di questa zona risalgono principalmente all’Età del Rame e del Bronzo, tra il 3500 e il 1800 a.C. circa. Bovidi con corna lunghissime, aratri, figure geometriche, armi, reti, e la misteriosa figura dello “Stregone” — un personaggio antropomorfo con le braccia alzate diventato il simbolo non ufficiale dell’intero sito. Guardarlo inciso nella roccia scura, a 2000 metri di quota, con il vento che scende dal Bégo, fa uno strano effetto. Non è la stessa cosa che vedere una riproduzione su un libro.
Le due anime del sito: Vallée des Merveilles e Fontanalba
Il sito archeologico di Les Merveilles si articola su due aree distinte, entrambe sul massiccio del Mont Bégo ma su versanti opposti. Da una parte la Vallée des Merveilles, dall’altra il sito di Fontanalba. Sono complementari, non intercambiabili, e chi ha tempo e gambe forti dovrebbe visitarle entrambe.
La Vallée des Merveilles è la più spettacolare sul piano paesaggistico. Il terreno è aspro, i laghi glaciali si incastonano tra le rocce, e le incisioni si trovano in modo apparentemente casuale su lastre che sporgono dal suolo. L’Intaglio dello Stregone è il pezzo forte. Dal rifugio delle Merveilles ci vogliono circa due ore di visita per esplorare il nucleo principale delle incisioni, dopo le tre ore necessarie per raggiungere il rifugio dal basso.

Fontanalba, raggiungibile da Castérino in circa due ore di cammino fino al Lac Vert, è più boscosa e meno battuta. La sua attrazione principale è la “ciappa” — una vasta lastra di roccia rossastra coperta di incisioni fitte come un testo antico, che funge da vera e propria via sacra. Il sito è meno iconico della Valle delle Merveilles, ma proprio per questo conserva una qualità di silenzio e di stupore più difficile da trovare altrove. Anche qui si contano le stesse due ore di visita una volta raggiunto l’ingresso al Lac Vert.
Chi sono i personaggi scolpiti nella pietra
Nessuno lo sa con certezza, ed è proprio questo il fascino. I ricercatori ipotizzano che le incisioni fossero legate a rituali agricoli o propiziatori. I bovidi potrebbero rappresentare divinità ctonie, gli aratri un’invocazione alla fertilità della terra, mentre le figure geometriche sfuggono a qualsiasi interpretazione consolidata.
Quello che colpisce di più, però, non è il significato delle singole figure ma la loro densità. In certi tratti della roccia le incisioni si sovrappongono, si intrecciano, si cancellano a vicenda — come se generazioni diverse di persone fossero tornate nello stesso posto, per secoli, a lasciare il loro segno.
Un luogo di pellegrinaggio, forse. O semplicemente un posto in cui l’altezza e la solitudine mettevano addosso la voglia di comunicare qualcosa a qualcuno. La visita al settore più sensibile del sito è possibile solo con una guida autorizzata, misura di protezione necessaria dopo che il calpestio incontrollato aveva già danneggiato alcune superfici nel corso del Novecento. Le guide operano principalmente da Tenda (Tende in francese) e da Saint-Dalmas-de-Tende, i centri più vicini all’accesso principale.
Come organizzare l’escursione
Il punto di accesso classico alla Vallée des Merveilles è il Lago delle Meraviglie (Lac des Merveilles), raggiungibile dalla Miniera di Vallauria, nei pressi di Saint-Dalmas-de-Tende.
Da lì si sale a piedi lungo un sentiero ben segnato, con un dislivello intorno ai 700 metri. Per Fontanalba il punto di partenza è invece Castérino, una borgata a pochi chilometri da Saint-Dalmas.
Chi viene dall’Italia ha un vantaggio logistico non trascurabile. La valle è raggiungibile attraverso il Colle di Tenda, che collega Cuneo al versante francese, oppure tramite la linea ferroviaria Cuneo–Ventimiglia, che passa proprio per Tende con alcune fermate nel fondovalle della Roya. Non servono voli né autostrade lontane.
La stagione giusta è da luglio a settembre. Prima di luglio la neve copre le rocce e i sentieri restano impraticabili o pericolosi. In agosto il sito è più frequentato, ma partendo alle sei o alle sette di mattina si hanno luce e silenzio in abbondanza.

Chi ama il trekking d’alta quota può abbinare la visita a una notte al Rifugio des Merveilles (aperto da giugno a settembre), lasciando per il giorno dopo la discesa più calma, con le incisioni ancora in testa.
Per un’altra esperienza di arte scolpita nella roccia — stavolta tutta italiana — il confronto con le incisioni della Val Camonica è inevitabile e illuminante.
Info pratiche
Dove: Vallée des Merveilles, Parco Nazionale del Mercantour, Alpi Marittime, Francia — versante sud del Mont Bégo, vicino a Saint-Dalmas-de-Tende.
Come arrivare: dall’Italia via Colle di Tenda (SP20 da Cuneo, poi D6204 in Francia) oppure in treno sulla linea Cuneo–Ventimiglia, fermata Tende o Saint-Dalmas-de-Tende. Dall’uscita ferroviaria si raggiunge Castérino o la Miniera di Vallauria con auto o taxi locale.
Quando: da luglio a settembre inoltrato. Il periodo ideale è la prima metà di luglio o l’intero mese di agosto, prima mattina per evitare la folla e i temporali pomeridiani.
Orari: il sito è accessibile durante le ore diurne; il settore protetto richiede prenotazione anticipata con guida autorizzata.
Biglietto: l’accesso alle zone libere è gratuito; la visita guidata alle aree vincolate prevede un costo variabile — meglio verificare sul sito del Parco Nazionale del Mercantour o presso l’ufficio turistico di Tende.
Da abbinare: il Museo delle Meraviglie di Tende — un’ora di visita per contestualizzare le incisioni prima di salire — e una sosta a Saint-Dalmas-de-Tende, borgo medievale con chiesa affrescata.
Consiglio: portare strati termici anche in piena estate. A 2200 metri il vento scende veloce e la temperatura può calare di dieci gradi nel giro di un’ora. Scarpe da trekking vere, non da passeggio.
Foto Canva, Parc national du Mercantour (© E. Juppeaux)
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