La gita perfetta a un’ora da Milano: il castello dei Promessi Sposi, il Sacro Monte e il panorama sul lago di Como

Manzoni non ha mai confermato né smentito. Ma il castello è lì, sopra Somasca, a cinque chilometri da Lecco, e da quasi duecento anni tutti lo chiamano il Castello dell'Innominato.

La salita dura quarantacinque minuti, la storia che ci si porta dietro dura secoli.

Vercurago_Castello-dell-Innominato_Lago

Esiste un punto dove il ramo orientale del Lago di Como smette di essere lago e diventa fiume — dove il Lario si restringe e comincia a diventare Adda, con Lecco sul bordo e le montagne che scendono quasi a toccarlo. Su quel punto, sopra la frazione di Somasca nel comune di Vercurago, si erge una rocca calcarea che ha visto passare i Carolingi, i Visconti, i Veneziani, gli Spagnoli e le truppe di Suvorov che la rasero al suolo nel 1799. Ora è conosciuto come il castello dell’Innominato, o la Rocca di Vercurago. 

Poi arrivò Alessandro Manzoni, che passò l’infanzia e parte della giovinezza a Lecco e conosceva quei luoghi come le proprie tasche. Nei Promessi Sposi descrisse un castello imprendibile su una rupe, dimora di un signore senza nome che teneva in pugno tutto il territorio circostante. Non fece mai il nome del posto.
Ma nel 1830, quando fu pubblicata una mappa di Lecco con i luoghi manzoniani, tra le indicazioni compariva per la prima volta «gli avanzi del castello dell’Innominato» — e indicava la Rocca di Vercurago. Da allora il nome è rimasto.

La storia: dalla torre carolingia ai Padri Somaschi

La rocca ha radici molto più antiche del romanzo che l’ha resa famosa. Il Tremasasso — così si chiama l’altura calcarea su cui sorge, alle pendici del Monte Magnodeno — era già abitato nell’età del ferro dalla cultura di Golasecca. Una torre di segnalazione carolingia faceva parte del sistema difensivo che controllava la valle. Nel XIII secolo il castello appartenne alla famiglia dei Benaglio, vassalli dei Della Torre di Milano, poi passò alla Repubblica di Venezia dopo la Pace di Lodi, poi al Ducato di Milano con l’arrivo degli spagnoli.Vercurago_Castello-dell-Innominato_LeccoTourism
Fu distrutto e ricostruito più volte — l’ultima demolizione nel 1799 per mano delle truppe russe durante la campagna italiana. I Padri Somaschi lo ricostruirono parzialmente sul finire dell’Ottocento. Quello che vediamo oggi è questa versione tarda: una cinta muraria bassa, una torre mozzata trasformata in cappella dedicata a San Girolamo Emiliani, una croce metallica al centro. Non è un castello integro. È qualcosa di più interessante — un castello che il tempo ha ridotto all’essenziale, conservando il panorama e la posizione e lasciando cadere tutto il resto.

Il Sacro Monte di Somasca: il percorso verso la rocca

Il punto di partenza è la frazione di Somasca — borgo antico, poche case, la Basilica di San Girolamo Emiliani come riferimento principale. Da lì si imbocca la Via delle Cappelle, un viale in ciottolato costellato di piccole cappelle dedicate alla vita di San Girolamo — il sacerdote veneziano che fondò qui nel 1537 l’ordine dei Chierici Regolari di Somasca e trasformò quello che restava del castello in rifugio e scuola per orfani.Castello-dell-Innominato_panorama
Il percorso sale attraverso il Sacro Monte di Somasca — patrimonio storico e religioso del lecchese — fino al Santuario della Valletta e poi ancora su, con un ultimo strappo, fino all’ingresso della rocca segnalato da un arco in pietra. La salita richiede circa 45 minuti dal parcheggio, è segnalata e adatta a tutti. In discesa è comoda la gradinata recentemente riqualificata, alternativa al sentiero dell’andata.

Il panorama sul Lago di Como

Dalla cinta muraria si apre uno dei panorami più completi della sponda lecchese. A nord il ramo orientale del Lago di Como con Lecco in primo piano e le Alpi sullo sfondo. A sud il corso dell’Adda che scende verso la Brianza, con il Lago di Garlate ai piedi della rocca. Sul versante opposto la Grignetta, i Corni di Canzo e il Monte Barro.panorama-castello-innominato
Nelle giornate limpide l’arco alpino è visibile per decine di chilometri. È questo panorama — imperioso, totale, da “signore che domina il territorio” — che ha convinto generazioni di lettori che Manzoni pensasse esattamente a questo posto.

L’anello e il rifugio Camposecco

Chi vuole allungare l’escursione può fare un anello che include il Rifugio Camposecco, raggiungibile prendendo a sinistra prima del castello e addentrandosi nel bosco — ottima vista sul ramo di Lecco e possibilità di ristoro. Si rientra poi al castello e si scende verso Somasca. Totale: circa 2 chilometri, 110 metri di dislivello — una passeggiata, più che un’escursione.

Info pratiche

Dove si trova: frazione di Somasca, comune di Vercurago (LC) — a 5 km da Lecco. Come arrivare in auto: SP639 da Lecco direzione Calolziocorte, poi deviazione per Vercurago-Somasca. Parcheggio gratuito accanto alla Basilica di San Girolamo Emiliani.
Come arrivare in treno: linea S8 da Milano per Lecco, scendere a Calolziocorte-Olginate — poi circa 20 minuti a piedi fino a Somasca.
Dislivello: circa 110-150 metriQuota rocca: 420 m s.l.m.
Tempo: 45 minuti in salita, meno in discesa per la gradinata.
Difficoltà: T — adatto a tutti, non adatto a passeggini.
Apertura: accesso libero tutto l’anno.
Attenzione: in caso di pioggia recente alcuni tratti del sentiero possono essere scivolosi.

Foto Lecco Tourism, Parco Adda Nord Turismo

Leggi anche

Lecco e i luoghi dei Promessi Sposi: Villa Manzoni e il Mese Manzoniano 2026

11 escursioni in Brianza facili per tutti

Lago del Segrino, il più pulito d’Europa

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...