Segreti e panorami del Castello Utveggio, meraviglioso belvedere (tutto rosa) di Palermo

Un viaggio tra storia neogotica e natura selvaggia sul Monte Pellegrino, per scoprire il palazzo rosato che domina la città dai tempi della Belle Époque siciliana

Castello Utveggio, Palermo

Il profilo imponente del Castello Utveggio domina l’orizzonte palermitano da quasi un secolo. Arroccato sul promontorio del Monte Pellegrino, a una quota di 346 metri, si presenta con un colore rosa intenso che risalta contro il grigio della roccia calcarea e il verde della macchia mediterranea. Si tratta di una costruzione affascinante e che nacque dal sogno dell’imprenditore Michele Utveggio, il quale desiderava dare vita a un albergo di lusso destinato ai visitatori più illustri.

I lavori iniziarono nel 1928 per concludersi nel 1934, e il risultato di cui possiamo approfittare oggi è un gioiello architettonico in stile eclettico e “pseudo-siculo“, un omaggio alle tradizioni dell’isola che mescola elementi Liberty a una struttura rigorosa (con tanto di merlature e torrette).

L’architettura del Castello Utveggio e il fascino del passato

Il palazzo si sviluppa su più livelli, con ampie terrazze che si affacciano direttamente sul vuoto, regalando una visuale completa che spazia da Mondello fino a Cefalù nelle giornate più limpide. Nel corso dei decenni le sue mura hanno subito diverse trasformazioni, ma nonostante ciò l’esterno conserva intatto anche adesso il fascino monumentale voluto dall’architetto Giovanni Battista Santangelo.

Palermo vista dal Castello Utveggio

La scelta del rosato, oltre a essere un gusto estetico legato alla Belle Époque, serviva a dare al maniero un’aura di prestigio e nobiltà, differenziandolo dalle strutture militari o rurali dell’epoca. Vi basti pensare che la finitura cambia aspetto a seconda dell’esposizione solare: appare vivida e brillante durante il giorno, mentre vira verso tonalità pastello più tenui quando il sole scende dietro il promontorio.

L’intonaco si sposa armoniosamente con le decorazioni in pietra chiara e con gli elementi in ferro battuto e una recente ristrutturazione ha curato con estrema attenzione il ripristino di questa precisa sfumatura, eliminando i segni del tempo e dell’erosione causata dai venti marini.

Come arrivare

Raggiungere la vetta richiede di attraversare i tornanti della “via vecchia” o della strada panoramica che risale le pendici del rilievo montuoso. Percorrendo questo affascinante tragitto si può osservare da vicino la vegetazione tipica dell’isola: fichi d’india, pini marittimi e arbusti resistenti che sprigionano essenze intense sotto il calore del sole.

Curva dopo curva ci si rende conto che ogni scorcio sul Mar Tirreno è diverso da quello precedente, con l’acqua che sfuma dall’azzurro chiaro al blu profondo. La salita rappresenta un rito per gli abitanti del luogo, un passaggio obbligato per staccare dal caos del centro abitato e ritrovare il silenzio di cui ogni tanto tutti, ma proprio tutti, abbiamo profondamente bisogno.

Info utili per la visita

Come accennato, il Castello Utveggio è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione promosso dalle istituzioni regionali. Grazie ad esso, il palazzo ha riacquistato lo splendore delle origini, trasformandosi in un polo culturale moderno destinato a eventi di respiro internazionale.

L’esperienza di visita attuale, infatti, fa sì che si possano ammirare gli stucchi e gli affreschi dei saloni interni, testimonianza dello stile eclettico e “pseudo-siculo” dell’epoca.

Castello Utveggio, meraviglia della Sicilia

L’ingresso è gratuito ma richiede la prenotazione obbligatoria, con un calendario che prevede turni specifici:

  • Il lunedì: dedicato alle scuole
  • Dal giovedì alla domenica: i cancelli sono aperti ai singoli visitatori con tre fasce orarie al mattino (10:00, 11:00, 12:00) e tre al pomeriggio (16:00, 17:00, 18:00).

Per proteggere l’equilibrio della riserva naturale, il sito si raggiunge solo tramite navette elettriche dedicate, garantendo la piena accessibilità anche alle persone con disabilità.

Foto Canva

Leggi Anche

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...