Anche l’Italia ha le sue mummie, e si trovano in un cimitero sotterraneo che si può visitare

Sotto un convento palermitano, gallerie di tufo custodiscono frati, nobili, intere famiglie e il volto intatto di Rosalia Lombardo

Catacombe dei Cappuccini, Palermo

Una città non si conosce davvero fino in fondo finché non si scopre anche il mondo che nasconde al di sotto del manto stradale. E questo è particolarmente vero a Palermo, che sottoterra custodisce un patrimonio che racconta un volto insolito della sua storia. Nei sotterranei del convento dei frati Cappuccini, accanto alla chiesa di Santa Maria della Pace, si trova infatti uno dei cimiteri più singolari d’Europa, un luogo nel quale i defunti hanno conservato per secoli i propri lineamenti, gli abiti e persino alcune espressioni del volto.

Sono le Catacombe dei Cappuccini, un complesso funerario nato alla fine del XVI secolo e divenuto celebre per la straordinaria quantità di corpi mummificati. Vi basti pensare che, secondo le stime storiche, avrebbe accolto fino a 8.000 defunti; oggi le gallerie custodiscono circa 2.000 resti tra scheletri e mummie (tra cui quella che è stata giudicata la “mummia più bella del mondo”).

La storia delle Catacombe dei Cappuccini e la scoperta che cambiò tutto

Le origini del cimitero e storia del convento risalgono al XVI secolo. I frati Cappuccini si stabilirono in questo magnifica città della Sicilia nel 1534, presso la chiesa di Santa Maria della Pace, e inizialmente seppellivano i confratelli in una fossa comune situata sotto l’altare di Sant’Anna.

Con il passare degli anni, lo spazio divenne insufficiente. Per questo motivo, nel 1597 la comunità religiosa decise di scavare un nuovo ambiente funerario dietro l’altare maggiore. E fu proprio durante il trasferimento dei resti dalla vecchia sepoltura che i frati fecero una scoperta sorprendente: ben 45 corpi risultavano ancora in un eccezionale stato di conservazione, una vera e propria mummificazione naturale.

Visita Catacombe dei Cappuccini, Palermo

Foto: By Gmihail at Serbian Wikipedia – Own work, CC BY-SA 3.0 rs, via Wikimedia

Interpretato quale segno della benevolenza divina, il ritrovamento spinse i religiosi a collocare i defunti in nicchie ricavate lungo le pareti. Fra Silvestro da Gubbio, morto il 16 ottobre 1599, fu il primo a essere accolto nel nuovo cimitero sotterraneo. Inizialmente riservate alla comunità conventuale, le Catacombe diventarono l’ultima dimora anche di esponenti della società civile, per poi accogliere pure coloro che potevano sostenere le spese richieste. La tradizione proseguì fino al 1880, anno della chiusura del cimitero alle nuove sepolture (fatta eccezione per alcuni casi successivi).

Cosa vedere nelle Catacombe dei Cappuccini, tra corridoi e antichi abiti

Attraversare le gallerie delle Catacombe dei Cappuccini equivale a osservare una sorta di ritratto collettivo della Palermo del passato. Le figure si susseguono lungo le pareti, spesso ancora avvolte negli indumenti scelti per la sepoltura. Il corridoio dei frati Cappuccini è la parte più antica del complesso e la casa delle salme dei religiosi che vissero nel convento stesso. Le figure, disposte lungo le pareti, testimoniano le origini del cimitero e la concezione della morte propria della spiritualità cappuccina.

Fra gli ambienti più particolari c’è senza dubbio il corridoio delle donne, caratterizzato dalla presenza di abiti eleganti, ricami e cuffiette ornamentali. Alcuni indumenti conservano dettagli che permettono di riconoscere gusti e mode dei secoli trascorsi. Nella cappella del Crocifisso riposano invece giovani donne morte prima del matrimonio (alcune delle quali sepolte con abiti nuziali).

Le mummie nelle Catacombe dei Cappuccini.

Foto Canva

Nel settore maschile si incontrano soprattutto esponenti della borghesia palermitana, riconoscibili attraverso gli abiti scelti per la sepoltura. A metà del corridoio è inoltre visibile l’ultimo colatoio rimasto accessibile alla vista. Ancora più esplicita è la suddivisione nel corridoio dei professionisti, riservato a medici, avvocati, artisti, ufficiali e militari.

Completano il percorso il corridoio dei prelati, con le vesti ecclesiastiche, e quello delle famiglie e la cappella dei bambini che, manco a dirlo, è uno degli ambienti emotivamente più intensi della visita.

Il segreto delle mummie di Palermo e le antiche tecniche di conservazione

Uno degli aspetti più sorprendenti delle Catacombe riguarda il processo che ha permesso a numerosi corpi di attraversare i secoli conservando pelle, capelli e parte dei tessuti. La maggioranza delle salme fu sottoposta a una tecnica di mummificazione naturale basata sulla disidratazione.

Ciò vuol dire che, dopo il decesso, i corpi venivano trasferiti nei cosiddetti colatoi, ambienti sotterranei caratterizzati da condizioni favorevoli all’essiccazione. Qui venivano asportati gli organi interni e poi utilizzati materiali vegetali (fra cui paglia e foglie di alloro) per favorire la perdita dei liquidi.

Le salme rimanevano distese su apposite strutture di drenaggio per un periodo che poteva raggiungere quasi 1 anno. Terminata questa fase, i corpi venivano esposti all’aria, trattati con aceto, rivestiti con abiti scelti dalle famiglie e collocati nelle nicchie. Il risultato era una conservazione caratterizzata dalla pelle scura e indurita, con una progressiva riduzione del peso corporeo.

Rosalia Lombardo, la Bella addormentata di Palermo

Tra le migliaia di persone sepolte nelle Catacombe dei Cappuccini, una bambina è diventata il simbolo del complesso. Si tratta di Rosalia Lombardo, conosciuta con il soprannome di Bella addormentata di Palermo, che morì nel 1920, a soli 2 anni. Il padre, profondamente colpito dalla perdita, affidò il corpo della figlia ad Alfredo Salafia, celebre imbalsamatore palermitano che aveva sviluppato un metodo di conservazione particolarmente efficace.

La piccola Rosalia venne trattata con una soluzione a base di sostanze chimiche, fra cui formalina, glicerina, sali di zinco, alcol e acido salicilico. E grazie a questo, ancora oggi il volto conserva tratti infantili riconoscibili, con le guance arrotondate, le ciglia e i capelli biondi raccolti da un fiocco.

Rosalia Lombardo, la Bella Addormentata di Palermo

Foto: By Habanero666 – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia

La salma si trova nella cappella di Santa Rosalia, all’interno di una speciale teca protettiva con atmosfera controllata mediante azoto, progettata per rallentare il deterioramento dei tessuti. Rosalia è ricordata anche con l’appellativo di mummia più bella del mondo, espressione legata al suo eccezionale stato di conservazione.

Foto di copertina: Canva

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