Il Deserto di Varazze e l’eremo del 1616 nel bosco ligure dove il silenzio è la regola

Il Deserto di Varazze non è un posto arido. Nell\'Ordine dei Carmelitani Scalzi, \"deserto\" è il nome dato ai luoghi di ritiro e solitudine — ed è in questo senso che i frati usarono la parola quando, il 22 febbraio 1616, acquistarono questo appezzamento di bosco nell\'entroterra savonese. Il convento fu inaugurato il 16 luglio 1618 e da allora è rimasto quasi ininterrottamente abitato. Si trova a pochi chilometri dal mare, nel Parco del Beigua, raggiungibile in auto o a piedi con sentieri che salgono da Varazze e Cogoleto.

“Deserto” non vuol dire quello che sembra. Nella spiritualità carmelitana, il termine non descrive un paesaggio di sabbia e arsura — descrive un luogo di ritiro, di solitudine, di distanza dal mondo.
Il Deserto di Varazze è immerso nel bosco, a pochi chilometri dalla riviera ligure.
Faggi, querce, rovi, il suono del torrente Astera.
L’unica cosa che accomuna questo posto a un deserto vero è il silenzio.

L’eremo dei Carmelitani

L’Eremo Carmelitano del Deserto di Varazze è stato fondato nel 1616 con l’intento di creare un luogo di isolamento e di preghiera per i monaci carmelitani. Si trova ai piedi del Monte Beigua, di cui abbiamo parlato in questo articolo.
La storia del Santuario inizia nel lontano 1614, quando i Carmelitani Scalzi decisero di fondare un eremo in un luogo isolato, propizio alla preghiera e alla contemplazione. Dopo le prime trattative con la comunità di Varazze nel 1615, il 22 febbraio 1616 fu acquistato il terreno. I lavori iniziarono a tempo di record il 18 marzo dello stesso anno, con la posa della prima pietra il 6 aprile. Già alla fine di agosto del 1616, la chiesa e tre romitori erano pronti. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 16 luglio 1618.lifuria-eremo-varazze
Da allora il convento non è mai rimasto a lungo vuoto.
Sopravvissuto alle soppressioni napoleoniche, alle due guerre, ai cambiamenti dell’Ordine: da 40 anni l’Eremo è casa di formazione come sede di Noviziato.

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Cosa c’è nel Deserto oltre la chiesa

Il complesso del Deserto non è solo il convento.
Interessanti sono anche le strutture limitrofe al convento, come l’antica portineria di Sant’Anna (dove si rifugiavano i pellegrini e i viandanti), il mulino sull’Astera con lo stemma dell’Ordine Carmelitano affrescato, la fonte di Sant’Elia (luogo d’incontro e meditazione dei padri carmelitani), l’area picnic in località Pian Grande.deserto-carazze-eremo

Il mulino è uno dei dettagli più curiosi: costruito sulla roggia del torrente Astera, veniva usato dai frati per macinare il grano necessario alla comunità.
Il meccanismo idraulico è ancora visibile.
La fonte di Sant’Elia — il profeta biblico a cui l’Ordine carmelitano si ricollega spiritualmente — è un punto di sosta tradizionale per chi percorre i sentieri del bosco: acqua fresca, ombra, e la stessa pietra che i frati usano da quattro secoli.
Nel negozietto sono disponibili ottimi prodotti come marmellate, liquori, miele e sciroppi balsamici.
È uno di quei piccoli negozi conventuali che esistono solo in posti come questo — non è un’attrazione turistica, è la conseguenza logica di una comunità che vive del proprio lavoro nel bosco.

Il percorso botanico

Tra i sentieri del Deserto, per gli appassionati di botanica esiste anche la possibilità di seguire un sentiero dedicato alle specie diffuse nella zona.
Il percorso botanico è segnalato da pannelli che identificano le specie arboree e arbustive del bosco ligure-appenninico — una delle zone di confine in cui la vegetazione mediterranea della costa comincia a cedere spazio alle specie più continentali dell’entroterra.
Sentiero botanico segnato bene, un po’ difficoltoso a tratti dovuto ad alberi sradicati e il verde che avanza.
Il percorso è adatto a chiunque voglia rallentare rispetto al ritmo dei sentieri di trekking veri — è più una camminata contemplativa che un’escursione tecnica.

Come arrivare: tre opzioni

In auto:
La strada per arrivare (gli ultimi 4 km) è stretta ma percorribile in auto. Prestare attenzione.
Si può arrivare da Varazze risalendo la valle del torrente Teiro, oppure da Cogoleto/Sciarborasca sul versante est — quest’ultima strada è forse più larga nei tratti iniziali.

In autobus e poi a piedi:
Da Varazze: fermata a Faie, da qui in poi proseguire a piedi fino all’Eremo del Deserto (circa 4 km). Da Cogoleto: fermata di Sciarborasca, circa 3,5 km a piedi fino all’Eremo.giardino-eremo-varazze

A piedi da Varazze (il percorso più bello):
Il sentiero che sale da Varazze è quello consigliato per chi vuole fare dell’escursione la parte principale della giornata.
Dalla costa un bel percorso che si snoda tra ville e orti risale l’entroterra ligure con begli scorci paesaggistici, raggiungendo l’Eremo.
Il dislivello totale da Varazze è di circa 400-450 metri, il sentiero è segnato e percorribile in circa 2 ore.
La partenza più comoda è dalla cappelletta dedicata al Beato Jacopo da Varagine — il frate domenicano medievale autore della Legenda Aurea che nacque proprio a Varazze.

Con la bici:
Il Convento del Deserto di Varazze è meta di molti escursionisti, ciclisti e camminatori.
I ciclisti più allenati arrivano dalla strada che sale da Cogoleto — la pendenza è significativa ma il fondo è asfaltato per quasi tutto il percorso.

Il Parco del Beigua

Il Deserto di Varazze si trova all’interno del Parco Naturale Regionale del Beigua — uno dei parchi liguri meno conosciuti e meno frequentati, che si estende tra la provincia di Savona e quella di Genova con un territorio che copre le cime appenniniche tra il Monte Beigua (1.287 m) e il fondovalle.
Il parco è anche Geoparco UNESCO, riconoscimento legato alla straordinaria varietà di rocce affioranti — tra cui le pietre verdi di origine oceanica che si trovano in superficie.parco-beigua-percorsiI serpentini, i gabbri e le ofioliti del Beigua raccontano la storia di un fondale oceanico sollevato durante la formazione delle Alpi — un paesaggio geologico unico nel contesto ligure. Vuoi saperne di più ascolta il nostro divertentissimo podcast della serie Due per Trek!

Quando andare e come comportarsi

L’Eremo del Deserto è aperto tutto l’anno come luogo di visita e di sosta.
La comunità dei frati Carmelitani Scalzi svolge attività di accoglienza per ritiri spirituali e giorni di preghiera, come anche per gruppi scouts e parrocchiali.
Chi vuole soggiornare al convento per un ritiro può contattare la comunità direttamente.
Chi viene come escursionista trova la chiesa aperta, il negozietto e il percorso botanico accessibili senza prenotazione.
Per chi vuole abbinare la visita al Deserto con un’escursione più lunga nella Liguria savonese, la guida alle escursioni della Riviera di Ponente racconta altri sei percorsi tra mare e entroterra.

Info pratiche

Dove: Via al Deserto 19, Varazze (SV), Parco Naturale del Beigua, Liguria
Come arrivare in auto: autostrada A10/A26, uscita Varazze, poi risalire verso l’entroterra — gli ultimi 4 km su strada stretta, percorribile in auto con attenzione. In alternativa da Cogoleto/Sciarborasca
A piedi da Varazze: circa 4 km, 400-450 m D+, circa 2 ore. Partenza dalla cappelletta del Beato Jacopo da Varagine
In autobus: da Varazze fermata Faie poi 4 km a piedi; da Cogoleto fermata Sciarborasca poi 3,5 km a piedi
In bici: percorribile da Cogoleto su asfalto, pendenza significativa
Apertura: tutto l’anno
Negozietto: marmellate, liquori, miele, sciroppi balsamici
Ritiri e soggiorni: su prenotazione — conventodeserto@carmeloligure.it
Periodo consigliato: primavera e autunno per i sentieri; tutto l’anno per la visita al convento

Foto Parco Beigua

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