Il canyon nascosto con la strada nella roccia e il lago azzurro: la Forra del Cellina in Friuli

Il torrente Cellina ci ha messo millenni a scavare questo canyon nella roccia calcarea delle Dolomiti Friulane. Gli uomini ci hanno messo qualche anno, tra il 1900 e il 1906, a costruire una strada dentro la forra per collegare la valle con la pianura.
Quella strada è rimasta in uso fino al 1992, poi è stata sostituita da una galleria più comoda e meno scenografica. Oggi la Vecchia Strada della Valcellina è il percorso naturalistico più spettacolare del Friuli Venezia Giulia — e uno dei canyon più impressionanti dell'intero arco alpino.

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Un canyon costruito dall’acqua, percorso dalla strada

Il torrente Cellina scende dalle Dolomiti Friulane e, prima di sfociare nell’alta pianura pordenonese, attraversa una sequenza di gole calcaree che il tempo ha reso verticali, strette e profonde. La Riserva Naturale Forra del Cellina304 ettari nei comuni di Montereale Valcellina, Andreis e Barcis — è la forra più grande del Friuli Venezia Giulia e tra le principali d’Italia. Le pareti scendono a picco sull’acqua, il torrente scorre color smeraldo sul fondo, e la luce filtra dall’alto in modo che cambia completamente a seconda dell’ora.

Dal 1906 la Vecchia Strada della Valcellina era l’unico collegamento della valle con la pianura, usata fino al 1992 quando venne inaugurata la nuova strada. Da allora è chiusa al traffico ed è diventata un percorso pedonale e ciclabile che attraversa la riserva nel suo tratto più spettacolare: gallerie scavate nella roccia, balconi panoramici sul canyon, tratti a strapiombo sull’acqua. Asfaltata e pianeggiante, è percorribile anche con il passeggino — il che la dice lunga sulla sua accessibilità, non sulla sua drammaticità.

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Il percorso nella forra

Potremmo inserire l forra fra i canyon più spettacolari del mondo. Il punto di partenza è il Centro Visite della Riserva in località Ponte Antoi, vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordenone. Il percorso misura circa 4 km percorribili in andata e ritorno — il canyon si estende per 10 km totali, ma la parte rimanente è ancora in attesa di messa in sicurezza.
L’ingresso ha un costo di €3 a persona. All’ingresso viene consegnato un casco, obbligatorio per tutto il percorso: lungo la strada cadono sassi dai versanti soprastanti, e non è una precauzione simbolica. Le pareti del canyon parlano da sole.  forra-cellina-percorso   Lungo il cammino si incontrano le marmitte dei giganti — depressioni semisferiche scavate dall’acqua nella roccia, alcune grandi abbastanza da contenere una persona — e una serie di gallerie brevi che portano da un balcone panoramico all’altro. L’acqua del Cellina, a seconda della luce e della stagione, vira dal verde smeraldo al turchese intenso. Il paragone con la Valle del Verdon in Provenza non è esagerato: stessa dinamica di canyon calcareo, stessa qualità dell’acqua, dimensioni paragonabili — con la differenza che qui la folla è ancora quella di un luogo non del tutto scoperto.

Il ponte tibetano e lo skywalk del Dint

A circa metà percorso si trova il ponte tibetano: una struttura in acciaio lunga 55 metri, sospesa a 20 metri sopra le acque del Cellina, percorribile con imbragatura fornita in loco al costo aggiuntivo di €3. Non è obbligatorio, ma è uno di quei punti di vista che sul canyon non si ottengono in altro modo: guardare l’acqua dall’alto, con la struttura che oscilla leggermente, è un’esperienza diversa dal guardarla dalla strada. 

Chi vuole aggiungere un secondo livello di lettura del paesaggio può combinare la forra con il Sentiero del Dint (CAI 997), che parte sempre da Ponte Antoi e sale tra faggeti e balconi panoramici fino allo Skywalk — una passerella sospesa nel vuoto sopra la diga nuova, con vista sulla forra e sul lago di Barcis sottostante. Il sentiero del Dint richiede circa due ore, immerso nel verde della foresta.
Per chi non vuole fare il percorso a piedi, esiste un trenino turistico che percorre la vecchia strada con audioguida. Il lago di Barcis e i dintorni.

La Riserva Naturale Forra del Cellina si inserisce nel contesto più ampio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, uno dei parchi naturali meno frequentati delle Alpi orientali — il che è un pregio, non un limite. La Valcellina ha una rete di sentieri estesa, borghi di pietra quasi intatti come Andreis e Claut, e la possibilità di fare canyoning nelle forre laterali per chi cerca qualcosa di più tecnico.barcis_foto_luciano_gaudenzio

Il lago di Barcis, a pochi minuti dal centro visite, è un bacino artificiale dalle acque blu intenso circondato da montagne. D’estate è frequentato ma non sovraffollato, con spiagge di sassi e acque fredde adatte alla nuotata. Il piccolo paese di Barcis ha ristoranti dove si mangia la cucina locale — pitina, salsiccia di montagna affumicata tipica della zona, e trota del Cellina — senza troppe concessioni al turismo.

Info pratiche

Dove si trova Ponte Antoi, Barcis (PN) — Parco Naturale Dolomiti Friulane, Friuli Venezia Giulia
Come arrivare Da Pordenone: SP13 Val Cellina, circa 45 minuti. Da Venezia: autostrada A27 verso Vittorio Veneto, poi SS51 e SP13, circa 2 ore. Da Milano: circa 3 ore via A4-A27. Da nord (Dolomiti): SS251 da Longarone via Erto e Casso, Cimolais, Claut — strada panoramica, circa 1h30 da Cortina
Orari Aprile-ottobre, tutti i giorni 10.00-18.00 (ultimo ingresso 17.00). Verificare sempre sul sito del Parco Dolomiti Friulane per chiusure temporaneelago_barcis_foto_luciano_gaudenzio
Biglietti €3 percorso forra (casco incluso) + €3 facoltativi per il ponte tibetano
Durata Forra A/R: 1-2 ore — Forra + Sentiero del Dint: mezza giornata
Difficoltà Forra: facile, adatta a famiglie — Sentiero del Dint: E, circa 2 ore
In alternativa Trenino turistico con audioguida da Ponte Antoi

Foto Canva, Turismo Fvg

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