Nell’Appennino bolognese, a una sessantina di chilometri da Bologna e una quarantina da Pistoia, esiste un lago artificiale che pochissimi fuori dalla regione conoscono. Il lago di Suviana — il più grande della provincia di Bologna — è stato creato nei primi del Novecento per alimentare la rete idroelettrica, e ancora oggi la centrale di Bargi sulla sponda sudorientale eroga fino a 330.000 kW nella rete nazionale. Bargi, però, non è solo ingegneria.
È anche un borgo medievale aggrappato a un promontorio che domina il lago, con le rovine delle mura di un castello, una chiesa settecentesca che si vede da chilometri di distanza e un piccolo palazzo in sasso — Palazzo Comelli — impreziosito da una meridiana del Settecento.
È parte del Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, istituito nel 1995 su quasi 4.000 ettari di boschi misti di querce, faggi e castagneti.
Cosa vedere a Bargi
La chiesa di Bargi è il punto di riferimento visivo di tutto il lago — bianca, isolata sul promontorio, la si vede già dal lungolago prima ancora di capire dove si è. Si sale al borgo a piedi da una strada stretta che sale tra i castagni, e l’arrivo vale la fatica: la vista sul lago e sui versanti boscosi del Parco è una delle più pulite dell’Appennino emiliano.
Il castello medievale è ridotto alle mura perimetrali, ma la struttura del borgo — le case in pietra, i vicoli stretti, la posizione difensiva sulla roccia — racconta ancora chiaramente come e perché questo posto è stato abitato per secoli.
Palazzo Comelli, edificio in sasso dell’alta borghesia montana, è l’altra sosta del borgo: la meridiana del XVIII secolo sulla facciata è uno di quei dettagli che si trovano solo nei posti dove il tempo ha davvero lasciato qualcosa.
I sentieri: dal cervo al lago
Il Parco ha oltre 130 chilometri di sentieri segnalati, e Bargi è uno dei punti di partenza o di arrivo più interessanti.
Il percorso “Alla scoperta del cervo” parte da Poranceto, sale verso Barbamozza e Luogo Umano, poi scende verso Bargi attraversando le zone più frequentate dai cervi del parco. Il cervo è il simbolo del Parco — la riduzione della presenza umana negli ultimi decenni ha favorito la ripresa della popolazione, e oggi questa parte dell’Appennino è uno dei principali quartieri riproduttivi della specie in Emilia Romagna.
Tra settembre e ottobre, durante il bramito — il periodo degli amori — il parco organizza escursioni guidate serali per ascoltare i duelli vocali tra i maschi: un’esperienza difficile da dimenticare e molto diversa da qualsiasi altra uscita naturalistica.
Il sentiero “Dal lago al lago” collega il lago di Suviana al lago Brasimone — quest’ultimo noto per il colore ciano cangiante dell’acqua, diverso a seconda della luce e dell’ora — con un percorso vario tra boschi e aree aperte che si percorre in 3-4 ore.
Il borgo fantasma di Chiapporato
A pochi chilometri da Bargi, all’interno dello stesso Parco, si trova Chiapporato — un borgo del XVII secolo abbandonato e silenzioso, abitato fino al 2003. Le case in pietra sono ancora in piedi, i vicoli vuoti, gli orti invasi dalla vegetazione. Vale una deviazione proprio per questa atmosfera sospesa nel tempo, così diversa dall’agriturismo tirato a lucido o dal borgo restaurato per i turisti.
Info pratiche
Dove si trova: comune di Camugnano (BO), sponda sudorientale del lago di Suviana.
Come arrivare: in auto da Bologna circa 60 km (circa 1h10 su SP325 verso Vergato e poi SP62); da Pistoia circa 40 km (SP66 del Lago di Suviana).
Parcheggio: disponibile in prossimità del borgo.
Sentieri: segnalati CAI, mappe disponibili presso il Centro Visita del Parco a Poranceto.
Bramito del cervo: escursioni guidate serali in settembre-ottobre — informazioni e prenotazioni tramite il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone.
Nei dintorni: il Museo del Bosco del Poranceto, ricavato da vecchi edifici rurali tra i castagneti, merita una sosta; le Terme di Porretta Terme a circa 20 km sono una buona chiusura di giornata.
Periodo migliore: primavera per i boschi in fiore, settembre-ottobre per il bramito del cervo.
Foto Canva, ExtraBo, Appennino Bolognese
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