L’isola toscana dove consegni il telefono all’ingresso e scopri una storia unica: Gorgona è speciale in tutto

Al largo di Livorno, quasi nascosta all'orizzonte, c'è un'isola dove i visitatori devono consegnare il telefono prima di sbarcare, dove un'anziana signora di 94 anni è l'unica residente permanente e dove i detenuti producono uno dei vini bianchi più costosi d'Italia.
Gorgona è la più piccola isola dell'Arcipelago Toscano, la più difficile da raggiungere e, probabilmente, quella con la storia più densa — dagli Etruschi ai Certosini, dalla Repubblica marinara di Pisa ai Medici, fino all'unica colonia penale agricola attiva rimasta nel Mediterraneo.

Gorgona_tosacana

Un nome che viene dalla mitologia, forse

Il nome Gorgona ha radici incerte. La versione più suggestiva — e meno verificabile — lo lega a Gorgon, la figura mitologica che alcuni identificano con Medusa. L’ipotesi è che i marinai greci e latini, vedendo l’isola emergere dall’acqua con il suo profilo roccioso e selvaggio, ci abbiano sovrapposto l’immagine di quella creatura. Il nome antico era Urgon — probabilmente di origine etrusca — e già questo dice che la storia dell’isola inizia prima che esistesse qualsiasi documento scritto.torre_nuova_gorgona

Gli Etruschi la abitarono, poi i Romani, di cui restano tracce di una costruzione in un’area che si chiama Piano dei Morti. Il nome è già tutto un programma. Chi ci vivesse in quel periodo, cosa ci facesse e come finisse, è materia da scavo più che da archivio.

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Mille anni di monaci, poi i Medici

Dal 591 d.C. l’abate Orosio fondò sull’isola un monastero che venerava le reliquie di San Gorgonio, trasformando Gorgona in una tappa religiosa di una certa importanza. I monaci si succedettero per secoli — Benedettini, poi Certosini — proteggendo l’isola e coltivando quella terra difficile tra rocce e macchia mediterranea.
Nel 1283 l’isola entrò nei domini della Repubblica marinara di Pisa, che vi costruì la Torre Vecchia — ancora in piedi, a strapiombo sul mare in località Costa dei Cantoni. È uno dei punti visivamente più potenti dell’isola: una torre di pietra pisana che resiste da otto secoli sul bordo di una scogliera, mentre il mare le gira attorno.GORGONA

Nel 1406 i Medici occuparono l’isola e avviarono le opere di fortificazione. La Torre Nuova, costruita nel 1600 per volontà del Granduca di Toscana, è invece in condizioni di grave degrado — abbandonata da decenni, lentamente restituita alla pietra e alla vegetazione. I Certosini restarono fino al 1777, quando il Granduca Pietro Leopoldo riscattò l’isola e cercò di ripopolarla. Non ci riuscì.

La colonia penale: l’idea più strana e più moderna

La svolta arriva nel 1869, quando l’isola divenne sede di una colonia penale agricola — distaccamento della colonia di Pianosa — per volere del Granduca di Toscana. Da allora Gorgona non ha più smesso di essere un carcere. Ora è un carcere a custodia attenuata dove 80-90 detenuti in regime di semilibertà lavorano all’aperto nei campi e nei vigneti.

vigna-gorgonaQuello che rende singolare questa storia non è la presenza del carcere in sé, ma il modello che si è sviluppato nel tempo. I detenuti lavorano sull’isola: nei campi, nell’allevamento, nella cura dei boschi. Le attività includono agricoltura, allevamento, vinificazione, caseificazione, falegnameria, idraulica e muratura — formazione professionale concreta, pensata per il reinserimento.

Il risultato più sorprendente di questo modello non è teorico ma liquido: Gorgona produce un vino bianco sotto la supervisione della famiglia Frescobaldi, con uve lavorate dai detenuti su un vigneto che guarda il mare. Il vino Gorgona è tra i bianchi più costosi d’Italia. Una bottiglia può arrivare a 200 euro. È prodotta in quantità limitatissime, proprio perché il vigneto è piccolo e la manodopera è quella che è. Chi lo compra paga anche per tutto il resto: il luogo, la storia, l’impossibilità di arrivarci quando si vuole.

L’isola che non si fotografa

Arrivare a Gorgona non è semplice, e questo ha preservato sia la natura che la storia. L’isola dista 37 km dal porto di Livorno ed è raggiungibile solo il lunedì e il sabato con la motonave La Superba, con una navigazione di circa un’ora e venti minuti. isola_gorgona

Prima ancora di sbarcare, le guide raccolgono tutti i telefoni e le macchine fotografiche. Non è consentito portare sull’isola telefoni cellulari o apparecchi fotografici: chi contravviene è passibile di denuncia penale. È una regola che esiste per ragioni di sicurezza legate alla presenza del carcere, ma ha un effetto collaterale interessante: Gorgona è probabilmente l’unica destinazione turistica italiana che non si trova su Instagram. 
Il risultato è che la si ricorda in modo diverso. Senza la mediazione dello schermo, il paesaggio resta nella memoria con una nitidezza diversa.

Quello che si vede: torri, cale e la grotta dei buoi marini

Il percorso escursionistico copre tra i 7 e i 12 km a seconda dell’itinerario, con circa 400 metri di dislivello. Lungo la costa si incontrano le insenature di Cala Scirocco, Cala Maestra e Costa dei Gabbiani. In quest’ultima si apre la Grotta del Bue Marino, un tempo rifugio della foca monaca mediterranea. La foca non c’è più — la specie si è ritirata verso le coste più remote — ma il nome è rimasto, e la grotta è ancora lì. gabbiano_gorgona

Le acque intorno all’isola sono tra le più ricche del Mediterraneo settentrionale. Gorgona si trova nel cuore del Santuario Internazionale dei Cetacei, dove è frequente avvistare delfini e, più raramente, balenottere. La protezione garantita per decenni dall’inaccessibilità dell’isola ha permesso ai fondali di conservarsi in condizioni difficili da trovare altrove nell’Arcipelago Toscano.
Il punto più alto dell’isola è il Semaforo — la postazione di osservazione militare abbandonata sulla sommità — da cui si vedono, nelle giornate limpide, la costa toscana da un lato e la Corsica dall’altro.

Luisa, 94 anni, l’ultima residente fissa

C’è un ultimo dettaglio che dice qualcosa sull’isola meglio di qualsiasi altra informazione. Affacciata alla finestra di casa, Luisa salutava chi sta per imbarcarsi. Aa 94 anni ed è stata l’unica a risiedere tutto l’anno a Gorgona.
Fuori dal periodo estivo — quando alcuni discendenti dei pescatori originari tornano per le vacanze — l’isola non è più abitata, se non dai detenuti, dal personale penitenziario e dalla fauna selvatica. In una proporzione che non ha equivalenti da nessun’altra parte.

Info pratiche

Come arrivare Motonave La Superba dal Porto Mediceo di Livorno — solo lunedì e sabato, navigazione ~1h20
Prenotazione Obbligatoria fino a una settimana prima — i nominativi vengono trasmessi alla Direzione Penitenziaria.
Sito: gorgona.toscana.itsuperba_gorgona_visita
Costo €55 adulti — €45 bambini 5-12 anni — gratuito sotto i 4 anni (comprende trasporto marittimo, ingresso e guida)
Regole fondamentali Niente telefoni o fotocamere — vengono consegnati alla guida prima dello sbarco e restituiti all’imbarco
Trekking 7-12 km a seconda dell’itinerario — 400m dislivello — scarpe tecniche obbligatorie — portare almeno 1,5 litri d’acqua (nessuna fonte sull’isola) Massimo visitatori 100 persone al giorno, esclusi residenti e personale

Foto Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Gorgona Toscana

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