Questa storia è da conoscere, perché è il centro di una piccola escursione da weekend in Lombardia: se non la sai non puoi apprezzare davvero questo luogo.
Negli anni Settanta il Lago del Segrino era in pessima salute. Scarichi fognari, industrie, motoscafi per lo sci d’acqua: uno specchio d’acqua di poco più di un chilometro di lunghezza incastrato tra le colline della Brianza comasca stava diventando una fogna a cielo aperto.
La navigazione a motore fu proibita solo nel 1983. Nel 1984 i Comuni di Canzo, Eupilio e Longone al Segrino si consorziano con la Comunità Montana del Triangolo Lariano e partono con un programma di recupero che nei decenni successivi trasformerà il Segrino in qualcosa di sorprendente: il lago più pulito d’Europa, grazie alle sorgenti sublacustri di tipo carsico che lo alimentano e alla protezione da inquinamenti industriali e dall’eccessivo sfruttamento turistico.
Dal 2006 è Sito di Interesse Comunitario. Oggi è uno dei pochi laghi lombardi dove si può fare il bagno con tranquillità. La lezione del Segrino è semplice quanto rara: se lasci stare un posto, il posto guarisce.
Cosa fa di questo lago un posto diverso
Il Segrino non è grande. È un lago di modesta estensione e scarsa profondità che occupa gran parte di un solco vallivo delimitato a est dal Monte Cornizzolo e a ovest dal Monte Scioscia, al limite meridionale del Triangolo Lariano.
Si gira tutto in meno di due ore senza fretta.
Ma ha alcune caratteristiche che lo rendono difficile da dimenticare. La prima è il silenzio: non ci sono barche a motore, non ci sono stabilimenti balneari aggressivi, non ci sono altoparlanti.
La seconda è la fauna: l’ambiente ospita 88 specie di uccelli nidificanti, 44 migratori, molti anfibi che si riproducono nelle aree paludose perilacustri, e pesci come il persico, l’alborella e il luccio.
La terza, e più improbabile, sono le oche. Le oche del Segrino sono diventate il simbolo del lago — escono dall’acqua per attraversare la strada in corrispondenza delle strisce pedonali con una sicurezza che mette in imbarazzo i pedoni umani.
Il giro del lago: cinque chilometri che bastano
Il percorso principale è una ciclopedonale ad anello di circa 5 km completamente pianeggiante — dislivello massimo 10 metri — che circumnaviga il lago intero. Si può iniziare da qualsiasi punto. La sponda orientale è chiusa al traffico e interamente immersa nel bosco: si cammina con il lago sulla destra e i boschi e la vegetazione sulla sinistra. Il percorso conduce fino a un ponticello, nei pressi del quale il lago si allunga a formare un piccolo bacino circondato da canneti.
La sponda occidentale costeggia invece la SP 41, ma il traffico è limitato e la vista sull’acqua compensa.
Si cammina lentamente, ci si ferma, si torna indietro se si vuole rivedere qualcosa. È uno di quei posti in cui portare un libro e non aprirlo mai — perché ci si distrae a guardare gli aironi, le ninfee, le oche che passeggiano come se il mondo fosse loro.
La leggenda del carrettiere e il Faggio di Segantini
Il Lago del Segrino ha una leggenda minore che vale la pena conoscere. Da Canzo svoltando verso il Segrino c’è una cappella dedicata alla Madonna, che sulla facciata verso il canneto riporta il dipinto “Ul carraduur” — il carrettiere addormentato. Narra la vicenda che un certo Togn Massenööv di Mariaga trasportasse, in un gelido pomeriggio di gennaio, legna verso Canzo. Il sonno lo colse all’inizio del lago e si destò solo nei pressi della cappella mariana, rendendosi conto che i buoi, invece di seguire la strada, avevano attraversato per miracolo il lago ghiacciato arrivando indenni alla riva opposta.
Sulle pendici del Monte Pesora sopra Eupilio si trova invece quello che localmente chiamano il Faggio di Segantini: un magnifico esemplare di faggio visibile da tutta la Brianza (qui scopri le camminate migliori selezionate da noi), caratteristico per la sua forma asimmetrica e il suo aspetto contorto. Si racconta che il grande pittore divisionista Giovanni Segantini — che soggiornò a Eupilio — fosse solito salire fin qui a dipingere. Non è verificabile, ma è il tipo di storia che rende un posto più vivo.
Cosa si può fare oltre la passeggiata
Il Lido del Segrino a Eupilio (via Panigatti 3) è l’unica struttura attrezzata: ombrelloni, lettini, noleggio canoe e pedalò, piccolo bar. Non è una meta balneare nel senso classico, ma in estate è il posto giusto per stare sull’acqua senza dover andare lontano.
Per chi vuole salire, il Sentiero del Monte Scioscia parte dal lago e raggiunge la vetta a 652 metri: poco meno di un’ora di cammino su un sentiero tra i boschi, con la vista sul lago dall’alto che cambia completamente la prospettiva. Il sentiero di Fontanavilla, dal Centro Visitatori fino a Longone, segue la sponda occidentale del lago lungo le prime propaggini del Monte Scioscia e richiede appena mezz’ora.
Per chi ama la pesca, la sponda nord del lago ospita una riserva frequentata ogni weekend da decine di appassionati — pesci ce ne sono e l’acqua lo dimostra.
Come arrivare
In auto: da Milano si percorre la SS 36 fino all’uscita di Annone, poi si seguono le indicazioni per Eupilio. Il lago dista circa 60 km da Milano. Raggiungibile lungo la SP 41 Valassina superiore e SP 42 Caslino Pusiano. Dista da Erba 5 km, da Bellagio 21 km.
Parcheggi disponibili al Lido di Eupilio (via Panigatti 1) e lungo via Segrino.
In treno: raggiungibile con le Ferrovie Nord Milano, fermata Canzo — circa un quarto d’ora a piedi dal lago. In alternativa, la fermata Mariaga della linea C190 è in via Roma a Eupilio, proprio all’inizio della ciclopedonale.
Info pratiche
Centro Visitatori: via Valassina 31, Longone al Segrino — tel. 031.641225
Quota: 374 m s.l.m.
Percorso ad anello: 5 km, pianeggiante, adatto a famiglie e passeggini
Sito ufficiale: www.parcolagosegrino.eu
Foto Canva, Parcolagosegrino
Leggi anche
I 6 fiumi dove fare il bagno in Lombardia
Alcuni bbellissimi itinerari in bici lungo l’Adda
Consonno, la Las Vegas perduta della Brianza
Camminata coreana: cos’è, come si pratica e perché fa bene
Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
©RIPRODUZIONE RISERVATA




