Le castagne più buone in Piemonte: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno

Le grandi fiere d'ottobre stanno per finire, i boschi si svuotano e la raccolta va avanti fino a novembre. Tre gite tra castagne bianche, marroni IGP e vecchi essiccatoi: il Piemonte delle castagne che le guide non raccontano.

castagne più buone in Piemonte

Il lunedì dopo la Fiera del Marrone di Cuneo è il momento più bello per andare a castagne in Piemonte. L’ultima edizione si è chiusa domenica 18 ottobre, le folle tornano in città, e nelle valli resta quello che conta davvero. Ricci aperti a terra, castagneti silenziosi, e una stagione che in molte valli dura fino alla prima metà di novembre.

Le castagne più buone in Piemonte: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno

Il Piemonte non ha bisogno di presentazioni: è la regione dove la castagna ha due marchi europei e decine di varietà locali, ognuna con un nome di paese. Proprio per questo vale la pena scegliere bene dove andare. Non il bosco più vicino al parcheggio, ma quello dove nasce qualcosa che non si trova altrove.

Le sigle da conoscere prima di partire

  • Castagna Cuneo IGP: non è una sola castagna ma una famiglia di varietà locali coltivate nelle vallate della provincia di Cuneo, secondo un disciplinare comune. Dentro ci sono nomi come Gabbiana, Frattona, Ciapastra, Spina Lunga.
  • Marrone della Valle di Susa IGP: riunisce cinque ecotipi locali di marrone, coltivati in valle fin dal Medioevo. È il più “nobile” dei due: frutto grande, dolce, perfetto per caldarroste e pasticceria.

Tradotto: in provincia di Cuneo si va per la varietà, in Val di Susa per il marrone.

1. Valle Mongia: la castagna bianca e lo “scau” dell’Ottocento

Tra Mondovì e il mare, la Val Tanaro ha una valle laterale che quasi nessuno conosce: la Valle Mongia. Qui, a Viola Castello, la castagna di riferimento è la Garessina, prende il nome dalla vicina Garessio ed è una castagna bianca, color paglierino chiaro, celebre per il gusto. Non è un frutto da comprare al supermercato: per assaggiarla bisogna andare dove nasce.

Lo si può fare nel castagneto didattico di Ruvran, gestito da un’azienda agricola biologica, con un percorso dedicato proprio alla Garessina. Tra i castagni secolari, tra i 700 e i 1.000 metri, si scoprono le varietà e la tecnica degli innesti. La visita si chiude nello scau, l’essiccatoio originale: un edificio ottocentesco in pietra e legno, restaurato nel 2018, dove le castagne si asciugano lentamente come una volta. Poi la merenda con i prodotti dell’azienda. Costo indicativo: 10 euro, merenda e degustazione comprese.

Per allungare la giornata, Garessio è a pochi minuti: borgo di montagna tra boschi e acque, con un castagneto didattico dedicato al mondo della Garessina.

Da Torino: circa 1 ora e 45

Per chi: famiglie e chi vuole capire cosa sta mangiando

Da sapere: visite su prenotazione (azienda agricola Marco Bozzolo, Viola Castello)

2. Val di Susa: dove il marrone è IGP dal Medioevo

La Val di Susa si attraversa di solito in fretta, verso il Frejus o le piste. In autunno merita una sosta lunga. Sul versante soleggiato della media valle, tra San Giorio di Susa, Meana, Sant’Antonino, Bruzolo e Villar Focchiardo, crescono i castagneti del Marrone della Valle di Susa IGP, coltivati qui fin dal Medioevo.

Villar Focchiardo è il paese simbolo: la sua sagra del marrone, a metà ottobre, è uno degli appuntamenti storici della valle. Ma la raccolta produttiva in valle va avanti fino alla prima metà di novembre, e dopo la festa i sentieri tra i castagneti tornano tranquilli. Attenzione però: qui molti castagneti sono coltivati e privati. È proprio la cura che li rende così belli. Si cammina sui sentieri segnalati e si raccoglie solo dove è chiaramente permesso. Il marrone, quello buono, si compra dai produttori della valle.

Da Torino: circa 45 minuti

Per chi: chi vuole il marrone vero a un passo dalla città

Il consiglio: abbina la gita alla Sacra di San Michele, che domina l’imbocco della valle

3. Valle Pesio: castagne, Certosa e il primo silenzio dopo la fiera

Le vallate intorno a Cuneo, tra Boves, Chiusa di Pesio e Borgo San Dalmazzo, sono il cuore della Castagna Cuneo IGP. La Valle Pesio è la più adatta a una gita: si risale da Chiusa di Pesio verso la Certosa, tra boschi che a fine ottobre sono un incendio di giallo e rame, ai piedi del Marguareis.

È la gita perfetta per questi giorni. La Fiera del Marrone ha appena chiuso, la città si svuota, e i castagneti delle valli intorno tornano a chi li cerca con calma. Chiudi in una trattoria della valle: in questa stagione la castagna finisce ovunque, dagli gnocchi ai dolci.

Da Torino: circa 1 ora e 30

Per chi: chi vuole castagne, bosco e un luogo di silenzio

Bonus: dal 30 ottobre al 1° novembre a Mondovì c’è la Fiera Regionale del Tartufo: un buon motivo per un weekend lungo nel Cuneese

Gli altri boschi del Piemonte

Val Pellice, Bosco del Vaj, Oasi Zegna, Monte Fenera, Val Borbera, Lago Maggiore: le zone classiche, provincia per provincia, sono nella nostra guida alle migliori castagne del Piemonte. E se vuoi abbinare la raccolta al foliage, ecco le gite d’ottobre in Piemonte.

Si possono raccogliere le castagne liberamente?

In Piemonte la regola è chiara: nei castagneti da frutto coltivati non si entra a raccogliere senza autorizzazione. Il castagneto può essere privato anche senza recinzioni, e il segnale più sicuro è il prato pulito e falciato sotto gli alberi. Nei boschi selvatici si raccoglie solo da terra, senza scuotere i rami e senza rovinare il sottobosco. Comuni ed enti parco possono avere regole proprie: controlla prima di partire.

Le castagne più buone in Piemonte: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno

Il modo migliore per non sbagliare? Seguire i sentieri segnalati e le iniziative organizzate dai paesi, oppure scegliere un’azienda agricola che apre il suo castagneto ai visitatori.

Cosa portare

  • Guanti da lavoro e un bastone: per aprire i ricci con il piede senza bucarsi.
  • Sacchetto di tela o cesto: nella plastica le castagne sudano e ammuffiscono.
  • Scarpe con suola scolpita: a fine ottobre i sentieri sono umidi e coperti di foglie.
  • Strati: nelle valli cuneesi il sole del mezzogiorno inganna, ma la sera arriva in fretta.

Tornato a casa, ecco come conservare al meglio le castagne raccolte.

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