Pasqua 2026 cade domenica 5 aprile. Il ponte vale quattro giorni — dal venerdì al lunedì dell’Angelo — e i treni per Roma, Firenze e Venezia sono già cari. Le strutture nelle mete classiche si riempiono settimane prima, i prezzi salgono, e quello che trovate all’arrivo è una versione del posto con il triplo delle persone normalmente previste.
Esistono alternative. Non ripieghi: posti che a Pasqua sono nel loro momento migliore, con tradizioni che le grandi città non possono replicare e paesaggi primaverili che valgono da soli il viaggio.
Scanno, Abruzzo: il paese che non ha mai fatto compromessi
Scanno è uno di quei borghi abruzzesi che non ha mai cercato di piacere a tutti, e per questo è rimasto integro. Il centro medievale è uno dei più fotografati d’Italia — vicoli stretti, architettura in pietra, le donne ancora in costume tradizionale nelle occasioni pubbliche. Il Lago di Scanno, a pochi chilometri, ha la forma di cuore riconoscibile dall’alto ed è inserito nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: a inizio aprile la neve si ritira dalle quote più basse, i sentieri riaprono, e il lago riflette una luce che d’estate non ha.
Le processioni della Settimana Santa a Scanno sono tra le più sentite dell’Abruzzo interno — partecipazione autentica, non messa in scena per i turisti. La cucina locale a Pasqua ruota intorno all’agnello al forno, ai scrippelle e ai dolci di ricotta. Vale fermarsi almeno due notti.
Taranto, Puglia: le processioni più antiche d’Italia
Se volete capire cosa sia davvero la Settimana Santa italiana, andate a Taranto. I riti della Settimana Santa tarantina sono documentati dal XVII secolo e sono considerati tra i più antichi e più intensi d’Europa: i Perdoni — i penitenti incappucciati in bianco e in viola — camminano scalzi per ore nella notte del giovedì, in un silenzio che fa impressione. Non è folklore: è devozione popolare vera, che non ha modificato la sua forma in tre secoli.
La città vecchia di Taranto — l’isola tra i due mari, il Mar Grande e il Mar Piccolo — è un posto con una storia stratificata e difficile, in fase di lenta riscoperta. Il Museo Nazionale Archeologico, con la collezione di ori magnogreci più importante al mondo, vale da solo la visita. E il Mar Piccolo, con le sue cozze tarantine allevate nelle stesse acque da secoli, vale il pranzo del lunedì dell’Angelo.
Enna, Sicilia: la processione in quota
Enna è la capitale di provincia più alta d’Italia — 931 metri — e in aprile ha ancora quel freddo secco che le città costiere siciliane non conoscono. La processione della settimana Santa di Enna è una delle più spettacolari della Sicilia: oltre duemila confratelli in abito tradizionale sfilano per ore attraverso il centro storico medievale, accompagnati da musica lenta e da un silenzio che il numero di persone rende ancora più pesante.
Da Enna, in un’ora di macchina, si arriva a Piazza Armerina con la Villa Romana del Casale — i mosaici romani più grandi e meglio conservati del mondo — e alla Riserva Naturale di Pergusa, l’unico lago naturale della Sicilia interna. Un itinerario pasquale che ha pochi equivalenti nel paese.
Matera, Basilicata: la città che non ha bisogno di Pasqua per essere straordinaria
Matera a Pasqua è ancora gestibile — non ha raggiunto la saturazione delle grandi città d’arte, e i Sassi in primavera, con la luce di aprile che entra obliqua nelle grotte, sono qualcosa di difficile da descrivere. La processione del Venerdì Santo è una delle più partecipate del Sud Italia.
Il consiglio è di abbinare Matera a un giorno nel Parco della Murgia Materana: il pianoro calcareo sopra i Sassi, con i sentieri che portano alle chiese rupestri scavate nella roccia, ai canyon del torrente Gravina e ai punti panoramici dove la città sembra sospesa. In primavera la murgia si copre di fioritura selvatica — asfodeli, orchidee, cisti — e i falchi pellegrini nidificano nelle pareti del canyon. Prendete una macchina a noleggio.
Garfagnana, Toscana: la Toscana che non sa di Toscana
La Garfagnana è la valle del fiume Serchio, tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco-Emiliano, nel nord della Toscana. Non assomiglia a nulla di quello che si immagina con la parola Toscana: è montagna vera, con castagne, boschi, borghi in pietra grigia, nevai che a inizio aprile coprono ancora le cime delle Apuane.
Barga è il borgo più bello della valle — con la collegiata romanica che domina il centro storico e una vista sulle Alpi Apuane che cambia colore ogni ora. Castelnuovo di Garfagnana ha una rocca estense ancora integra e un mercato pasquale con i prodotti locali che vale la mattinata.
Qui passa il Cammino di Matilde, che abbiamo raccontato. I sentieri delle Apuane riaprono a Pasqua: il Sentiero CAI 6 tra il Passo Croce Arcana e la Pania della Croce è uno dei trekking primaverili più belli del centro Italia, con neve ancora presente sulle creste e fioritura nei versanti esposti al sole.
Civita di Bagnoregio, Lazio: prima che arrivi l’estate
Civita di Bagnoregio a luglio e agosto è affollata, cara e faticosa. A Pasqua è un’altra cosa. Il borgo sul tufo — raggiungibile solo a piedi attraverso un ponte pedonale sopra i calanchi — in aprile ha ancora la luce invernale che esalta le pareti ocra della roccia. Le violacciocche crescono tra le pietre delle case, i gatti dormono sui muretti, i pochi abitanti permanenti stanno ancora nel borgo prima dell’invasione estiva.
L’abbinamento naturale è con Civitella d’Agliano, Lubriano e la zona dei calanchi della Tuscia — paesaggio lunare, strade sterrate, nessuna folla. Bastano due giorni e una macchina.
Il consiglio pratico per Pasqua 2026
Pasqua è il 5 aprile, Pasquetta il 6. Il ponte lungo inizia il 3 aprile (venerdì). Prenotare strutture e trasporti almeno tre-quattro settimane prima per tutte le destinazioni indicate — non sono mete da cartolina ma sono comunque ricercate. I treni per l’Abruzzo e la Basilicata si riempiono presto.
Per Taranto e Enna l’auto è quasi sempre necessaria per muoversi liberamente.
Foto Canva, Matteo Dunchi
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