Arrivare a Montebello di Bertona in un pomeriggio di primavera significa scorgere prima il profilo del Monte Bertona, poi i tetti color mattone del borgo che si appoggiano alla collina, poi — solo alla fine — il silenzio.
Il tipo di silenzio che non è assenza di suoni, ma piena presenza di vento, uccelli e odore di erba bagnata. Questo comune di circa 805 abitanti nella provincia di Pescara non figura quasi mai nei tour di massa dell’Abruzzo.
Eppure la sua storia inizia circa diecimila anni prima dei principali borghi medievali della regione, e i sentieri che si aprono attorno al paese restano tra i più vari della montagna vestina.
Il paese fa parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e della Comunità montana Vestina: due appartenenze che ne definiscono l’identità con precisione quasi cartografica.
La montagna non è uno sfondo decorativo, qui. È la ragione per cui il paese esiste, e il motivo per cui vale ancora la pena cercarlo.
Un balcone sulla Vestina, dentro il Parco del Gran Sasso
Montebello di Bertona si trova nell’entroterra abruzzese, a circa 35 chilometri da Pescara — meno di un’ora di strada percorrendo la SS395 verso l’interno. La distanza dal mare Adriatico è di circa 40 chilometri in linea d’aria: abbastanza per sentirsi in montagna, abbastanza vicino da intravedere, nelle giornate più limpide, un luccichio all’orizzonte. Chi arriva da Pescara percorre la Vestina, la strada che risale verso Penne e poi scende nel territorio del Gran Sasso. È un percorso che cambia paesaggio ogni curva — uliveti, querceti, poi boschi più fitti di faggio.
Il comune confina con Penne, Corvara, Brittoli e Civitaquana ed è raggiungibile con la propria auto, dato che i mezzi pubblici sono radi, come spesso accade nell’entroterra abruzzese.
Il centro del paese si colloca intorno ai 650 metri di quota, ma il territorio comunale sale molto più in alto, fino alle pendici del Monte Bertona.
Il Monte Bertona e la cultura che porta il suo nome
Il Monte Bertona è la cima che domina il paese a nordovest, con la sua forma riconoscibile che chiude il paesaggio verso il Gran Sasso. La quota si attesta intorno ai 1350 metri, abbastanza da ospitare boschi di faggio in quota e pascoli aperti nelle radure.
Ma la montagna non è famosa solo per il panorama: porta il nome di una cultura preistorica identificata dagli archeologi in questo territorio, il Bertoniano.
Si tratta di un periodo che gli studiosi collocano nel Paleolitico superiore, a circa 18.000 anni fa, con un’estensione di quasi ottomila anni fino alle soglie del Neolitico.
Nelle campagne intorno al paese sono stati rinvenuti strumenti in selce — lame, punte, bulini di grandi dimensioni — che hanno convinto i ricercatori a riconoscere qui una produzione litica peculiare, distinta da quelle contemporanee.
Di Montebello si conosce più la preistoria che la storia, il che è già tutto un programma.
Il nome del paese viene dal tardo latino bellus (grazioso, bello) combinato con mons, ovvero “bel monte” o “monte bello” secondo l’ordine che si preferisce.
In alcuni documenti medievali il paese appare anche come “Belmonte”, e la prima citazione scritta risale al 1062, quando compare come “poio de Montebello”.
Cosa vedere: dal castello alle pietre lavorate dalla selce
Il centro storico di Montebello di Bertona è compatto, come spesso succede nei borghi appenninici nati per difesa.
Il Castello è la presenza più immediata — struttura medievale che presidia il paese dall’alto, con le sue mura che assorbono la luce del tardo pomeriggio in modi difficili da fotografare e facili da ricordare.
L’architettura del borgo conserva l’impronta di secoli diversi sovrapposti, con vicoli stretti, portali in pietra lavorata e scorci improvvisi sulle valli sottostanti.

La memoria preistorica, invece, non ha un museo dedicato sul posto, ma permea il paesaggio.
Le campagne montebellesi restano il contesto in cui quella cultura si è espressa, e percorrerle a piedi significa camminare su uno degli strati più antichi della presenza umana in Abruzzo.
Per chi si ferma più di un giorno, vale la pena esplorare anche i dintorni: il territorio della Vestina è punteggiato di borghi con carattere simile, tra cui Brittoli, Civitella Casanova e Penne con il suo centro storico ben conservato.
La Ferrata Bertona e i sentieri intorno al paese
Chi viene qui con scarpe da avvicinamento sa già del Monte Bertona come punto di riferimento escursionistico. La Ferrata Bertona è una via attrezzata che risale le pareti rocciose della montagna, adatta a escursionisti con esperienza di ferrata e attrezzatura adeguata — casco, imbragatura, kit da ferrata.
Non è una via estrema, ma richiede attenzione e preparazione fisica, soprattutto nel tratto più esposto verso la sommità.
Intorno al paese si aprono poi percorsi di trekking per ogni livello di allenamento. I sentieri variano da passeggiate facili di sei-sette chilometri con dislivelli minimi fino a traversate di mezza giornata con salite di quasi 500 metri.
Il paesaggio alterna tratti boschivi a radure aperte, con punti panoramici che nelle giornate limpide arrivano fino alla costa adriatica.
Per gli amanti dello sci alpinismo, il Gran Sasso — a breve distanza — offre un repertorio di itinerari per lo scialpinismo che completano bene un soggiorno nella zona vestina.
La geografia di un borgo che guarda verso due mari
Il territorio di Montebello si colloca in una posizione geograficamente interessante: abbastanza interno da sentirsi nel cuore della montagna, ma abbastanza prossimo alla costa da far parte di quell’Abruzzo che riesce a mettere insieme mare e vette in pochi chilometri.
La distanza da Pescara — il capoluogo più vicino con aeroporto e servizi — è di circa 35 chilometri stradali.
Chi arriva in aereo o in treno a Pescara può poi prendere l’auto per raggiungere il borgo in meno di un’ora.
Il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, di cui Montebello fa parte, copre un’area vastissima che include alcune delle cime più alte dell’Appennino.
Stare qui significa avere accesso, nello stesso weekend, sia ai sentieri del Bertona sia alle escursioni più impegnative del massiccio.
Per chi vuole abbinare al trekking una giornata di mare, la costa dei Trabocchi è raggiungibile in meno di un’ora: un contrasto di paesaggio che l’Abruzzo sa offrire meglio di quasi tutte le altre regioni italiane.
Info pratiche
Dove: Montebello di Bertona, provincia di Pescara, Abruzzo. Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Comunità montana Vestina.
Come arrivare: In auto da Pescara (SS395, circa 35 km, 45-50 minuti). Aeroporto di Pescara come base più comoda. Mezzi pubblici radi: preferibile l’auto.
Quando: Primavera e autunno per il trekking e la visita al borgo; estate per le quote alte e la ferrata; inverno per chi vuole combinare con lo scialpinismo sul Gran Sasso.
Orari: Il centro storico è visitabile liberamente. Per il castello verificare eventuali aperture presso il comune. Biglietto: Accesso al borgo e ai sentieri gratuito.
Da abbinare: Penne (15 km), per il centro storico medievale e il Museo delle Ceramiche; Prati di Tivo, per l’accesso alle escursioni sul Gran Sasso.
Consiglio: Partite dal paese a piedi verso il Monte Bertona nelle prime ore del mattino — la luce di prima mattina sulle valli sottostanti è una delle cose più belle che la Vestina sappia offrire, e si incontra pochissima gente.
Foto Canva, https://terredellapescara.it/, https://www.gransassolagapark.it/index.php
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