In passato, nel Lazio, esisteva una linea ferroviaria che univa la costa tirrenica all’entroterra viterbese. Venne concepita per scopi commerciali, ma nel tempo si è trasformata in un museo a cielo aperto di archeologia industriale. Il segmento che attraversa la zona di Luni sul Mignone costituisce il cuore pulsante di questo itinerario, situato nel territorio di Blera.
Questa località sorge sopra un pianoro tufaceo circondato da pareti scoscese, luogo scelto dagli Etruschi per la propria acropoli grazie alla protezione naturale fornita dai corsi d’acqua sottostanti. Tuttavia, parte dell’essenza del posto risiede nella sua natura di relitto ferroviario: la tratta Civitavecchia-Orte, aperta nel 1929, subì danni gravissimi durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e, nonostante alcuni tentativi di ripristino, venne definitivamente dismessa negli anni a seguire.
Oggi il tratto di Luni sul Mignone rappresenta il punto in cui la natura ha ripreso il sopravvento con maggior vigore, tanto da essere una Ponte di Ferro abbandonato da poter attraversare.
La maestosità del Ponte di Ferro sul fiume Mignone
Mettetevi le scarpe comode, perché per arrivare a quest’opera occorre fare diversi chilometri a piedi e, una volta superate le gallerie scavate a mano nella roccia (sì, è utile avere una torcia), appare improvvisamente la struttura metallica che sovrasta il torrente. Ribattezzata spesso dagli appassionati Il Gigante Silenzioso, permetteva ai treni di superare il baratro boscoso.
Foto: By Croberto68 – Own work, CC BY-SA 4.0,via Wikimedia
Camminando sopra le traversine in legno ancora incastrate tra le travi, si percepisce l’altezza vertiginosa (30 metri rispetto al torrente) e la solidità di un’epoca passata. Il metallo mostra i segni del tempo ma conserva un fascino brutale, stagliandosi contro l’azzurro del cielo e il verde smeraldo dei lecci. Sotto i piedi, l’acqua scorre rapida creando piccole cascate naturali, mentre i resti delle vecchie stazioni appaiono come scheletri di pietra mangiati dall’edera.
I percorsi possibili per raggiungerlo
Per raggiungere il maestoso ponte metallico sul fiume Mignone (e subito dopo l’area archeologica di Luni), esistono diverse opzioni di partenza a seconda del tempo a disposizione.
- Partenza dalla ex Stazione di Civitella Cesi: soluzione più rapida e comune per chi desidera concentrarsi esclusivamente sulla zona del ponte e delle rupi di Luni. La distanza è di circa 4-5 chilometri sola andata con sentiero pianeggiante e agevole.
- Partenza da Blera o Barbarano Romano: per chi cerca un’immersione totale nel paesaggio della Tuscia e desidera percorrere un tratto più lungo della ferrovia dismessa. La distanza, infatti, è di più o meno 12-15 chilometri.
- Accesso diretto da Monteromano (Strada Dogana): utilizzata spesso da chi pratica arrampicata sulle pile del ponte (falesia). Circa 1-2 chilometri di distanza.
Foto: By Croberto68 – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia
L’acropoli di Luni e i misteri dell’età del bronzo
Spostando lo sguardo oltre le rotaie, si nota il profilo dell’insediamento protostorico di Luni. Gli archeologi definiscono questo sito La Terrazza sulla Preistoria poiché le stratificazioni abitative risalgono addirittura all’epoca appenninica. Le abitazioni rupestri scavate direttamente nel fianco della collina mostrano la capacità adattiva delle popolazioni antiche.
E, ammirando le fondamenta delle capanne e i fori dei pali ancora visibili, risulta chiaro quanto il controllo visivo sulla valle fosse strategico. La ferrovia, invece, pare quasi un intruso moderno rispetto alla millenaria quiete di queste pietre.
Foto di Copertina: Dino Michelini – Own work, CC BY 3.0, via Wikimedia
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