Tuscia con i bambini: i 4 borghi più belli e misteriosi da vedere

4-borghi-tuscia-celleno-foto-martino-de-mori

Un viaggio in Tuscia con i bambini è una delle idee migliori che puoi avere per una vacanza in Centro Italia, soprattutto perché ci sono 4 fra i borghi più belli e misteriosi da vedere. Io l’ho fatto con la mia famiglia (maschio di 13 e femmina di 11 anni) in questa estate 2020 ed è stata una delle vacanze migliori di sempre (insieme all’Abruzzo). Perché la Tuscia Viterbese è un luogo sorprendente, facile da raggiungere più o meno da tutta Italia, non conosciutissimo e quindi poco affollato (e anche economico) e con una varietà impressionante di cose da fare, fra natura, borghi e gastronomia.
Ci sono tante cose da vedere in Tuscia, il tempo ideale per girarla è una settimana. Qi parliamo dei 4 borghi più belli e misteriosi che ho visitato con due ragazzi preadolescenti, che li hanno amati come li amerebbero Dylan Dog e Edgar Allan Poe.

Tuscia con i bambini: i 4 borghi più belli e misteriosi da vedere

La Tuscia Viterbese è pura campagna, un’area grande ma non enorme che va dal lago di Bolsena a nord a Quello di Bracciano a sud e che dalla pianura sotto Orvieto finisce nel mare fra l’Argentario e Civitavecchia. Tuscia è pascoli, campi coltivati, aziende agricole, zero grattacieli e ciminiere industriali, spiagge ampie e per lo più libere. Un salto nello spazio ma anche indietro nel tempo per chi come noi viene da Milano e dintorni. Una scelta che consigli a tutti, non solo chi viaggia con ragazzi al seguito.
Ci sono le terme a cielo aperto, le ville nobiliari con giardini all’italiana, città antiche come Viterbo, Tuscania e Tarquinia, resti archeologici etruschi, enogastronomia da favola, boschi e fiumi per trekking poco battuti, e laghi sorprendenti.

E poi i borghi, veri gioielli pieni di fascino: abbandonati, misteriosi, decadenti, assurdi, popolati da fantasmi, all’apparenza simili ma poi molto diversi fra loro, ognuno con la sua specificità.

Bomarzo, Parco dei Mostri

Tappa obbligata di un viaggio in Tuscia è il Sacro Bosco di Bomarzo, che contiene il Parco dei Mostri, luogo in grado di emozionare grandi e piccoli. Ovvero una serie di sculture mostruose disseminate nell’area sotto la rupe di Bomarzo, fatte costruire nel XVI secolo dal principe Pier Francesco Orsini come ‘sfogo’ per la perdita dell’amata moglie Giulia Farnese.
Si passeggia fra 38 statue in pietra, fra cui leoni, pesci giganti, orchi, draghi, elefanti. Da non perdere la stupefacente Casa Pendente, costruita su un masso inclinato, e l’Orco delle Favole, per entrare nella sua bocca spalancate e farsi un selfie in famiglia.
Merita una visita anche il piccolo borgo arroccato di Bomarzo, quasi spopolato. Angoli stretti, archi, scalinate, piazze in pendenza: e il palazzo del municipio dove passeggiare per le sale magnifiche degli Orsini e avere informazioni sul territorio.
E una sosta nei ristoranti dei dintorni, per un pasto a base di salsicce di pecora, arrosticini, carni e primi succulenti.

Vitorchiano, la rupe e il Moai

Il borgo di Vitorchiano si staglia a strapiombo su una rupe fatta della famosa pietra locale, detta ‘peperina’. È un dedalo di vie e edifici in pietra, con una chiesetta sorprendente e una cinta muraria che isola il villaggio dal resto del mondo, dandogli un’aria fiabesca. Appena fuori dalle mura si nota una strana scultura, guardatela bene.

Sì, è un Moai dell’Isola di Pasqua! Lo hanno costruito nel 1990 i membri della famiglia Atan, di Rapa Nui, che giravano il mondo per promuovere la loro cultura e cercare una pietra adatta alle loro sculture. La trovarono proprio qui (la peperina) e lasciarono questo omaggio, che è in tutto e per tutto identico alle misteriose facce che guardano l’oceano nella remota isola del Pacifico.
Per un’esperienza in mezzo alla natura, vicino alla stazione ferroviaria, un gruppo di volontari vi guida in un percorso sensoriale (il Parco dei 5 sensi) a piedi nudi nel bosco.

Civita di Bagnoregio, la città che scompare

Quanto a borghi più belli d’Italia, Civita di Bagnoregio non ha eguali. L’immagine della ‘città che scompare’, arroccata sul tufo e raggiungibile solo da un ponte pedonale lungo 200 metri, è ormai celebre in tutto il mondo (ci hanno ambientato anche diversi film, da L’armata Brancaleone al recente Puoi baciare lo sposo).
Il borgo sta cedendo all’erosione e alle frane, ma il processo è lungo, tanto che grazie al turismo si sta ripopolando ed è sede di B&B, case vacanze e ristorantini.
Imperdibile una visita all’alba o al tramonto e un giro per i vicoli e le case in pietra.
Intorno la valle dei Calanchi, con le sue formazioni geologiche dal sapore extraterrestre.

Celleno, il borgo (del) fantasma

Tra i borghi più originali da visitare c’è anche Celleno (nella foto di copertina), a pochi chilometri da Bagnoregio un vero e proprio paese abbandonato. Lo conoscono in pochi ma vale la pena fermarsi, proprio per la sua autenticità. Anch’esso costruito su una rupe di tufo, fu devastato da epidemie e frane, fino al terremoto che nel 1931 costrinse gli ultimi abitanti rimasti a scappare. Ora restano mura sfasciate, ma anche edifici ben conservati, cantine e forni antichi e un’atmosfera da vera fiaba medievale.
Celleno è protetta dal Fai e con un po’ di fortuna si può visitare accompagnati da un volontario della Pro Loco che spiega la storia del borgo e racconta della possibile presenza di fantasmi che provocano strani fenomeni. Tanto che ogni anno si conducono studi da parte di equipe scientifiche. Che sia vero o no, la suggestione è forte e andare in caccia del fantasma è un gioco divertente!
(photo Martino De Mori – Sportoutdoor24)

 

LEGGI ANCHE

©RIPRODUZIONE RISERVATA