Quasi tutti quelli che vanno al Lago di Garda guardano il lago. Il Sentiero della Noce invita a girare le spalle all’acqua per qualche ora e salire verso l’interno — verso un altopiano a 600-700 metri di quota dove il tempo sembra fermo e il profumo di noce arriva dai campi.
Non è un paradosso: è semplicemente la parte del Garda Trentino che i turisti di passaggio non trovano, e che i locali frequentano da secoli. E vale la pena percorrerlo in primavera e in autunno.
Una noce che coltivavano già i Romani
Il Sentiero della Noce percorre la zona del Bleggio, dove le noci venivano coltivate già ai tempi degli antichi romani. Le noci venivano vendute e il ricavato costituiva un discreto salario per i produttori locali.
Per secoli la Noce Bleggiana — piccola, aromatica, dal guscio sottile — è stata la moneta del territorio: si vendeva ai mercati di Trento e Riva, si portava a valle, si esportava.
Poi qualcosa è cambiato. Qualche decennio fa molti alberi di noce vennero tagliati per venderne il legno, e da allora rimasero in pochi a coltivare le piante per utilizzarne il frutto. Negli ultimi anni, grazie alla Confraternita della Noce, si è ripresa la coltivazione della varietà Bleggiana, che nel 2016 ha ottenuto il riconoscimento di Presidio Slow Food. 
Il sentiero è la traduzione fisica di questa storia: un percorso che porta tra i noceti sopravvissuti, attraverso i borghi dove quella coltivazione era economia e identità, con sette pannelli illustrativi che spiegano tutto — la botanica, gli utilizzi del legno, le ricette tradizionali, i liquori, come riconoscere la pianta nelle diverse stagioni.
Il percorso: borghi contadini e prati terrazzati
Il sentiero è un itinerario tematico semplice e accessibile, ideale per famiglie, camminatori curiosi e amanti della gastronomia.
Il percorso attraversa luoghi come la Pieve di Santa Croce, con la sua cripta romanica e un altare ligneo del Cinquecento, e prosegue verso paesi come Balbido, dove le tradizioni contadine emergono anche nelle installazioni artistiche. 
Lungo il percorso si attraversano borghi antichi come Bivedo, Cavrasto e Balbido, ognuno con il proprio carattere e la propria storia.
Sono paesi piccoli, con case in pietra locale, vicoli stretti, fontane nei cortili, qualche anziano sui gradini. Il tipo di luoghi che esistono ancora perché nessuno li ha trasformati in attrazioni turistiche.
I muretti a secco in pietra — i gromače — disegnano il paesaggio agreste dell’interno e raccontano secoli di lavoro contadino per strappare alla montagna ogni metro coltivabile.
I prati terrazzati che scendono verso valle, i noceti sui bordi dei campi, il panorama sul lago che si apre a ogni curva del sentiero quando il bosco si dirada.
La Pieve di Santa Croce: romanico sopravvissuto
Il punto di partenza è Santa Croce del Bleggio, e vale arrivarci qualche minuto prima di cominciare a camminare. La Pieve del Bleggio a Santa Croce è uno dei pochi esempi in Trentino di edificio sacro di puro stile rinascimentale.
La cripta romanica sotto il pavimento è ancora visitabile.
L’altare ligneo del Cinquecento è uno dei meglio conservati della zona. Non è un sito attrezzato con biglietteria e audioguida: è una chiesa aperta, in un piccolo borgo, con secoli di storia dentro.
Il Sentiero dell’Olivo: il percorso gemello
Poco distante si snoda il Sentiero dell’Olivo, ad Arco: un anello facile e suggestivo tra ulivi millenari, il più settentrionale d’Europa per la produzione di olio extravergine. Le sue 14 installazioni raccontano un patrimonio agricolo unico, dove il Mediterraneo incontra le Alpi. Da non perdere la scoperta delle mòlche, la pasta ricavata dalla spremitura delle olive, usata per un pane profumatissimo.
I due sentieri insieme — Noce e Olivo — raccontano la stessa storia da due angolazioni diverse: il Garda Trentino come territorio dove le colture del Sud e del Nord si incontrano in un microclima unico. Vale fare entrambi, anche in due giorni diversi.
Dove si trova e come raggiungerlo
Il parcheggio libero si trova nei pressi del Municipio di Santa Croce. L’area del Bleggio è collegata agli altri centri del Garda Trentino dalle linee bus extraurbane 211 (Riva del Garda – Tenno – Fiavè – Ponte Arche) e 210 (Ponte Arche – Santa Croce – Cavrasto – Bivedo).
In auto — da Riva del Garda circa 25 minuti. Da Trento circa 45 minuti. Da Brescia circa 1h30. Difficoltà — facile, adatto a famiglie con bambini. Scarpe da trekking o con suola antiscivolo consigliate. Periodo migliore — primavera e autunno per i colori e le temperature. Il sentiero è percorribile tutto l’anno grazie al microclima mite del Garda Trentino.
Foto Canva, Garda Trentino
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