Si viene accolti da pareti di roccia altissime, case raccolte ai piedi delle montagne e un paesaggio che sembra appartenere a una Sardegna distante anni luce dalle sue spiagge più celebri. Ciò vuol dire che si è arrivati a Ulassai, borgo posto tra i rilievi dell’Ogliastra, dominato da enormi bastioni calcarei segnati da fessure e pareti verticali, che sembrano proprio proteggere l’abitato (ma anche sovrastarlo).
Quelli sono i Tacchi d’Ogliastra, formazioni rocciose chiamate così per il loro profilo caratteristico, un territorio fatto di boschi, cavità sotterranee, sorgenti e profonde gole. A rendere Ulassai davvero particolare, però, è anche una vicenda artistica che ha trasformato il rapporto tra gli abitanti e la loro terra: un semplice nastro azzurro, utilizzato nel 1981, ha dato origine a uno dei progetti più originali dell’arte contemporanea italiana.
Da allora, strade, edifici e spazi pubblici custodiscono opere che raccontano la comunità attraverso le sue tradizioni, le paure e i legami umani.
Ulassai e la storia del nastro azzurro che unì un intero paese
Maria Lai è stata un’artista nata nel borgo nel 1919 e diventata una delle figure più importanti dell’arte italiana del ‘900. Il suo nome è legato soprattutto a un episodio avvenuto nel settembre del 1981, quando decise di coinvolgere gli abitanti in un’opera collettiva intitolata Legarsi alla montagna. L’amministrazione dell’epoca desiderava realizzare un monumento ai caduti, ma la donna propose un intervento che coinvolgesse direttamente la popolazione, ispirato a una leggenda tramandata da generazioni.
Il racconto nasceva da una tragedia realmente avvenuta nel 1861, quando il crollo di un costone roccioso provocò la morte di tre bambine. Secondo la tradizione, una quarta riuscì a salvarsi grazie a un nastro celeste che, apparso durante un temporale, l’aveva attirata fuori da una grotta poco prima della frana.
Da quella storia prese forma un progetto tanto semplice quanto rivoluzionario: un nastro azzurro lungo circa 27 km venne distribuito tra gli abitanti, che lo annodarono a porte, finestre, balconi e terrazze. L’operazione durò 3 giorni e si concluse con alcuni scalatori che portarono il nastro fino al Monte Gedili, stabilendo un collegamento simbolico tra il paese e la montagna. Quell’intervento, oggi considerato uno dei primi esempi di arte relazionale in Italia, cambiò per sempre l’identità culturale di Ulassai.
Cosa vedere a Ulassai tra vicoli, opere d’arte e musei sorprendenti
Passeggiare nel centro storico di Ulassai permette di scoprire quanto sia profondo il segno lasciato da Maria Lai. Le sue creazioni compaiono sulle facciate, lungo le strade e negli edifici pubblici, intrecciandosi con l’architettura tradizionale del paese. Uno dei luoghi più particolari è l‘antico Lavatoio comunale, utilizzato un tempo dalle donne per lavare la lana.
Maria Lai contribuì alla sua trasformazione artistica realizzando nel 1982 un grande telaio che occupa il soffitto, composto da corde intrecciate e strutture in ferro. All’intervento si aggiunsero le opere di Costantino Nivola, Guido Strazza e Luigi Veronesi, trasformando uno spazio destinato alle attività quotidiane in un piccolo museo.
Merita attenzione soprattutto la Fontana sonora di Nivola, progettata affinché lo scorrimento dell’acqua produca una particolare musicalità. Accanto, mosaici, geometrie e materiali differenti restituiscono l’impressione di un edificio costruito attraverso più linguaggi espressivi. Proseguendo tra le vie si incontrano altre testimonianze della creatività dell’artista: in via Venezia si trovano i Libretti murati, 13 piccoli libri in terracotta smaltata inseriti nelle pareti, mentre La casa delle inquietudini sorprende con figure di draghi dipinte sulle superfici di un edificio.
Particolarmente suggestiva è anche La Scarpata, intervento del 1993 che porta il linguaggio artistico direttamente sulle superfici rocciose. A completare il percorso culturale è la Stazione dell’Arte, museo inaugurato nel 2006 negli spazi di una vecchia stazione ferroviaria, con oltre 140 opere di Maria.
La Grotta di Su Marmuri, un gigantesco mondo sotterraneo
Lasciato il centro abitato, c’è una strada che sale verso il Tacco di Ulassai e che attraversa costoni calcarei e scorci panoramici, fino a raggiungere uno degli ambienti naturali più impressionanti della Sardegna.
Foto: By Javier Sanchez Portero – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
Si tratta della Grotta di Su Marmuri, il cui nome richiama il marmo per l’aspetto della roccia calcarea. L’ingresso si apre a circa 880 metri di altitudine e conduce a un sistema sotterraneo di dimensioni eccezionali. Il percorso visitabile si sviluppa per circa 850 metri e si snoda in ambienti dai nomi suggestivi. Nella Sala dell’Organo le concrezioni ricordano le canne di uno strumento musicale, mentre la Sala del Cactus custodisce due gigantesche stalagmiti alte circa 20 metri.
Le cascate di Lequarci e Lecorci, lo spettacolo dell’acqua tra le rocce
Il territorio di Ulassai custodisce anche un’altra sorpresa naturale, particolarmente spettacolare dopo periodi di piogge abbondanti: le Cascate di Lequarci e Lecorci, che trasformano le imponenti pareti calcaree in scenari pieni di getti d’acqua, rivoli e piccoli bacini naturali.
Lecorci si trova a breve distanza dal centro, ai piedi del Tacco e poco al di sotto della Grotta di Su Marmuri, mentre le cascate di Lequarci sono situate a circa 7 km dal paese, in località Santa Barbara, e sono decisamente più impressionanti. Durante i periodi di piena, infatti, l’acqua precipita da una grande parete disposta ad anfiteatro, formando numerosi salti.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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