Ci sono isole greche che puoi inquadrare immediatamente. Santorini è le casette bianche. Mykonos è la vita notturna. Corfù è il verde e il barocco veneziano. Kythira (o Kythera) non entra in nessuna categoria. Geograficamente è delle Ionie, ma visivamente assomiglia alle Cicladi. Ha l’architettura veneziana come le Ionie, ma il paesaggio aspro e arido del Peloponneso.
Si trova tra lo Ionio, l’Egeo e il Cretese — letteralmente all’incrocio dei tre mari — e sembra aver assorbito qualcosa da ognuno di loro senza appartenergli del tutto.
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È l’isola dove secondo Omero nacque Afrodite, emersa dalla spuma del mare sulla spiaggia di Paleopoli. I veneziani la chiamavano Cerigo e la consideravano uno dei quattro occhi della Serenissima nel Mediterraneo orientale. Gli ateniesi benestanti ci vanno d’estate da generazioni senza rumore, senza Instagram, senza dirlo troppo in giro. Il turismo straniero l’ha scoperta solo in parte — e questa, per ora, è la sua fortuna.
La Chora e il castello veneziano
Il punto di partenza è Chora, il capoluogo arroccato a sud dell’isola su una cresta che termina con un castello veneziano del XVI secolo. La struttura originale serviva come difesa dai pirati — il cui problema nel Mediterraneo del ‘500 era molto più concreto di quanto si immagini. Oggi dalla sommità del castello la vista spazia su tutto il Mar Egeo meridionale in un silenzio quasi totale.
Sotto il castello si estende Mesa Vourgou, il quartiere veneziano con le sue chiese e i vicoli stretti. Chora ha edifici bianchi classici, case signorili, cortili fioriti — un’atmosfera che ricorda le Cicladi ma con i camini a tronco di cono tipicamente veneziani che spuntano sui tetti. Al tramonto la luce taglia il bianco in modo che diresti ‘impossibile’.
Kapsali: il porto antico e la spiaggia doppia
A pochi minuti da Chora scende Kapsali, il vecchio porto dell’isola, con la sua doppia baia divisa da un istmo. Una parte è sabbiosa e attrezzata, l’altra di ciottoli e libera. L’acqua è turchese, il fondale digrada lentamente. È la spiaggia più frequentata dell’isola — il che, rapportato agli standard di luglio a Santorini, significa avere abbastanza spazio per stendersi senza toccare il vicino.
Dal mare di Kapsali si vede il profilo del castello sopra — uno di quei panorami che spiegano da soli perché questa città fu considerata per secoli una delle posizioni strategiche più importanti del Mediterraneo.
Kythura è anche un posto perfetto per chi am la barca a vela e le escursioni in mare.
Le spiagge: ognuna è diversa dalla precedente
Kythira ha circa sessanta spiagge. Non sono spiagge standardizzate: ognuna ha un carattere proprio, e raggiungerle fa parte dell’esperienza. In questo è simile a altre isole poco battute, come Karpathos, o anche Symi e Skyros.
Kaladi è la più spettacolare nella discesa: oltre 120 gradini scavati nella roccia portano a una caletta di ciottoli tra due pareti rocciose verticali, con acqua di un verde smeraldo quasi incredibile. È molto amata dai sub per i fondali.
Diakofti è l’opposto: sabbia bianca, fondali bassi, acqua calmissima, ideale per le famiglie. È anche il porto principale dell’isola — e nei pressi del molo giace ancora il relitto di una nave naufragata qualche anno fa, visibile mentre si mangia in taverna.
Firi Ammos è al nord, una lunga spiaggia di sassolini rossi con acqua di un blu intenso e quasi sempre pochissime persone. Paleopoli è la più lunga dell’isola — sabbia e ciottoli, acque basse e sicure per i bambini, e il primato mitologico di essere il luogo dove Afrodite sarebbe emersa dal mare.
Melidoni è una piccola insenatura a forma di U con acqua incredibilmente limpida e la vista sull’isolotto di Hytra davanti.
I villaggi: quaranta borghi e poco affollamento
Kythira ha più di quaranta villaggi — la maggior parte nell’entroterra, alcuni costieri. La caratteristica è che tra un centro abitato e l’altro non c’è quasi niente: paesaggio brullo, oliveti, arbusti bassi, la strada che sale e scende senza preavviso.
Mylopotamos è il borgo medievale più bello dell’isola, con sentieri che partono verso cascate, mulini e laghetti nascosti. Vicino al villaggio si trova Kato Chora, l’antico insediamento veneziano abbandonato con le sue case di pietra ancora in piedi.
Avlemonas è il villaggio costiero più fotogenico: un porticciolo di pescatori con case colorate, taverne con i tavoli sul mare e insenature dall’acqua limpidissima. È il posto giusto per una cena a base di frutti di mare senza fare niente di speciale.
Potamos è il centro più grande dell’isola nel versante nord, più autentico e meno turistico del sud — il tipo di posto in cui si va al mercato domenicale con i locali e si capisce che Kythira è ancora, fondamentalmente, un posto dove si vive.
Il semprevivo e il miele di Kythira
Kythira ha un fiore iconico: il semprevivo (che i veneziani chiamarono così perché mantiene il colore per mesi senza appassire, anche senza acqua). È giallo, cresce sulle rocce, e in primavera copre le scogliere dell’isola comprese quelle dell’isolotto di Hytra.
I prodotti locali seguono la logica di un’isola che ha vissuto a lungo di autosussistenza: olio d’oliva, miele ritenuto tra i migliori della Grecia, noci, erbe aromatiche, vino. Lo shopping migliore non si fa nei negozi di souvenir — si fa nelle botteghe dei villaggi dell’entroterra.
Come arrivare dall’Italia
Kythira non è comoda da raggiungere, e questa è una delle ragioni per cui è rimasta intatta. Nessun volo diretto dall’Italia.
In aereo: volo per Atene da qualsiasi aeroporto italiano, poi volo interno con Olympic Air o Sky Express per Kythira — circa 50 minuti. In estate due corse giornaliere. In alternativa: volo per Atene, noleggio auto e traghetto dal porto di Neapoli (Peloponneso) — 1 ora e mezza di traversata.
In traghetto con auto al seguito: traghetto da Venezia, Ancona, Bari o Brindisi fino a Patrasso, poi autostrada fino a Neapoli e traversata per Kythira. Opzione ideale per chi vuole combinare Kythira con un tour del Peloponneso. Dal Pireo parte anche un traghetto diretto in circa 6-7 ore.
Sull’isola: auto a noleggio indispensabile. Le spiagge più belle sono raggiungibili solo in auto e spesso su strade sterrate o strette. L’isola è grande e montuosa — senza mezzo proprio si vede poco.
Quando andare
Giugno e settembre per il miglior rapporto qualità-affollamento.
Luglio e agosto per trovare tutto aperto — l’isola si anima con il ritorno degli ateniesi. La primavera è il momento migliore per escursioni e per vedere il semprevivo in fiore.
Sito ufficiale: kythira.info
Foto Marketing Greece
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Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
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