Gattari in viaggio: i luoghi da visitare almeno una volta se ami i gatti come se fossero di famiglia

Dal Piemonte al Giappone, passando per la Turchia e il Belgio: esistono luoghi nel mondo dove i gatti non sono semplici animali ma veri protagonisti. Una guida per chi li ama davvero

Se siete il tipo di viaggiatori che, sfogliando l’album dei ricordi di un viaggio, si ritrova a sorridere davanti a decine di foto di gatti scattate per strada, nei vicoli o sui tetti, sappiate che non siete soli.
Esiste un’intera categoria di esploratori che cerca i luoghi da visitare se ami i gatti con la stessa determinazione con cui altri inseguono musei o spiagge. E il mondo, per fortuna, è più gatto-friendly di quanto si pensi.

Brolo, il piccolo paese piemontese che i gatti hanno scelto come regno

Pochi chilometri da Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, si nasconde Brolo: una frazione così piccola da poter essere percorsa a piedi in pochi minuti, ma famosa — almeno tra i gattari — qual “il paese dei gatti“.
Non è uno slogan turistico costruito a tavolino. I gatti qui vivono in totale libertà, si muovono tra le case in pietra, sonnecchiano sui muretti e accolgono i visitatori con la nonchalance tipica di chi sa di essere a casa propria.


Il borgo conta pochi residenti umani ma una colonia felina ben radicata, protetta dagli abitanti stessi con una cura quasi familiare. Passeggiare tra i vicoli di Brolo significa incrociare occhi curiosi a ogni svolta, su qualsiasi davanzale, dietro una porta socchiusa. Per chi ama la fotografia e i mici, è un piccolo paradiso che vale benissimo una deviazione.

Tashirojima, l’isola giapponese dove i gatti superano gli abitanti

A largo della costa di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, sorge Tashirojima: un’isola di circa 3,5 chilometri quadrati dove i gatti sono così numerosi da superare ampiamente la popolazione umana, ridotta ormai a poche decine di anziani residenti. La leggenda vuole che i mici portino fortuna ai pescatori, e questa convinzione radicata nei secoli ha fatto sì che l’isola diventasse un santuario felino unico al mondo.

I gatti di Tashirojima non hanno padroni in senso stretto. Vivono liberi, vengono nutriti e rispettati, e si muovono tra le case quasi fossero i veri proprietari del posto. Sull’isola esiste persino un piccolo tempio dedicato ai gatti, e le strutture ricettive sfoggiano motivi felini in ogni angolo.
Raggiungerla richiede un traghetto da Ishinomaki, ma il viaggio è ampiamente ripagato dall’atmosfera incredibile che si respira sbarcando.

Istanbul, la metropoli che ha trasformato i randagi in icone cinematografiche

Istanbul è una delle città più affascinanti del Mediterraneo, un crocevia di culture e secoli di storia — ma per molti gattari è semplicemente la città dove i felini vivono ovunque e sono amati da tutti. I mici di Istanbul non sono semplici randagi che vengono tollerati: sono parte integrante del tessuto urbano, con i loro nomi e nutriti nei quartieri con una cura quasi istituzionale.
A immortalare questo rapporto straordinario ci ha pensato il documentario Kedi (2016), che segue le vite di sette gatti randagi per le strade di Istanbul raccontando, attraverso di loro, l’anima della città stessa. Il film ha commosso pubblici in tutto il mondo e reso la capitale turca una meta di pellegrinaggio per i gattari del pianeta.


I quartieri Karaköy, Balat e Galata sono tra le zone migliori per incontrarli: seduti sui gradini delle moschee, nascosti tra i banchi del bazar, o semplicemente distesi al sole su una banchina del Bosforo. Insomma, è decisamente tra i luoghi da visitare se ami i gatti.

Kuching, la città malese che porta il gatto persino nel nome

In malese, kuching significa letteralmente gatto. Non è una coincidenza poetica: è la chiave di lettura di un’intera città. Capitale del Sarawak nel Borneo malese, ha costruito attorno al felino una vera e propria identità civica. Statue di gatti di tutte le dimensioni adornano le rotonde e le piazze principali. Mentre il Museo del Gatto — uno dei pochissimi al mondo interamente dedicati ai felini — raccoglie migliaia di oggetti, opere d’arte e cimeli provenienti da culture diverse.


La città è comunque ricca di attrattive ben oltre il tema felino: mercati vivaci, architettura coloniale, cucina di strada straordinaria. Ma per chi ama i gatti, Kuching offre qualcosa di unico: la sensazione di essere in un posto dove il proprio amore per i mici non è eccentricità, ma cultura condivisa.
Una tappa da abbinare magari a una delle isole vicine, per un viaggio che unisce natura e bizzarria in perfetto equilibrio.

Ypres e il Kattenstoet, la parata medievale che celebra i gatti

Ypres, in Belgio, è una città dal passato drammatico — celebre per le battaglie della Prima Guerra Mondiale — ma ogni tre anni si trasforma in uno dei luoghi da visitare se ami i gatti. Il Kattenstoet, la Parata dei Gatti, richiama decine di migliaia di visitatori da tutta Europa.


Le origini di questa tradizione risalgono al Medioevo, quando i gatti venivano lanciati dalle torri della città quale rito — un’usanza che oggi, com’è ovvio, è diventata puramente simbolica e celebrata con gatti di peluche. Ora si vedono più che altro carri allegorici, costumi, musicisti e una quantità impressionante di rappresentazioni feline in tutte le forme possibili.
Il prossimo appuntamento, nel 2027, merita di essere segnato in agenda con largo anticipo. Ypres è anche una città molto affascinante, perfetta per un weekend fuori dai soliti itinerari.

Foto Canva, Visit Lake Maggiore, Wikipedia (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Neko_jinja.jpg; https://en.wikipedia.org/wiki/Feral_cats_in_Istanbul#/media/File:Istanbul_Kitty_(3955643060).jpg; https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Kuching_Cat_Statue_-_01.JPG; https://it.wikipedia.org/wiki/Kuching#/media/File:Kuching_statue_gatti_01.jpg), Kattenstoet.be

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