Apertura impianti e Covid: il prossimo dpcm e le tristi polemiche sullo sci

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La nostra, per l’amor di Dio, è solo un’opinione. Anzi, meno. È solo una sensazione assolutamente personale di chi vi scrive. Ma in questo mese di Novembre che, per molti di noi è sempre stato quello più eccitante nell’attesa della prima sciata della stagione, pensare allo sci ci rende tristi. Del resto, quanti di voi appassionati di neve si sono sbattuti per fare la presciistica quest’anno?
Quindi succede che, come tutti i 60 milioni di italiani, ogni mattina ci vegliamo alle 7, facciamo colazione, accendiamo la radio e veniamo assaliti da politici che si insultano – sì, anche all’alba – e che vanno avanti fino a notte fonda, sempre urlando uno sopra l’altro. L’argomento è sempre quello – il Covid, come affrontarlo le conseguenze politiche, il Mes, i cazzi, i mazzi.

 

Apertura impianti e Covid: il prossimo dpcm e le tristi polemiche sullo sci

Allora spegniamo e apriamo il Corriere ma a pagina 5 leggiamo una notizia ma ci accorgiamo che a pagina 6 viene scritto l’esatto opposto. E non è solo colpa della battaglia dei virologi. Su internet invece il bombardamento si moltiplica per enne volte.
E allora, in preda all’ansia, cerchiamo di uscirne pensando alla montagna, cercando qualche notizia sulla montagna che amiamo una speranza per calmarci.
Chi vi scrive ha pure l’abitudine di andare su Youtube su un canale streaming che manda le dirette webcam delle montagne: oggi, a Jackson Hole nel Wyoming, una delle stazioni top al mondo, c’era il sole e si sciava che era un piacere. Chiederci quando, come e dove potremo andare a sciare sulle nostre Alpi però non ci strappa un sorriso. Anzi. Chi sperava che le nostre montagne fossero un’isola felice – non dal virus, ci mancherebbe, ma almeno dalle polemiche – sbagliava.
Anzi, da Limone Piemonte fino a Tarvisio c’è una nuova polemica ogni giorno.

C’è chi dice che Roma…

…e le istituzioni nazionali hanno dimostrato ancora una volta che le montagne non sono importanti. Portano pochi voti alle elezioni e quindi… chissene. Negli ambienti bene informati si dice che, durante i primi colloqui tra la parti, un ministro abbia definito gli impiantisti italiani come “la Gardaland delle montagne”, una definizione sgradevole che – se fosse vera – risulterebbe quantomeno offensiva, per quanto sminuisce il loro ruolo di motore dell’economia alpina. Dicono anche che, nella prima fase della pandemia, la montagna è stata citata per la prima volta solo dopo numerosi dpcm.

Non ci importa del passato. Siamo solo preoccupati per il futuro

Non ci importa nemmeno se gli impiantisti hanno guadagnato meno del solito o sono in andati in perdita. Non ce ne importa né più né meno di quanto ci importino i destini di un qualunque ristoratore. Non vogliamo aggiungere polemica (sterile) a altre polemiche (sterili). Noi abbiamo solo il punto di vista di chi vuole sciare e andare in montagna quest’inverno.
Ci spiace aver letto tutte quelle polemiche sulla coda il primo giorno di apertura a Cervinia, indipendentemente da dove fosse la ragione. Quelli di Cervinia certamente potevano giocarsela meglio, visto che il giorno successivo il distanziamento tra gli sciatori davanti alla biglietteria era a norma. Forse le polemiche però erano strumentali? Tutto questo ha portato il Governo a chiudere gli impianti fino a fine novembre, causando una levata di scudi… per cosa? Quanti vanno a sciare prima della fine di novembre?
Peraltro, anche i montanari ci mettono del loro a creare confusione (e tristezza) nello sciatore che spera.polemiche dpcm sci

Adesso siamo in attesa del prossimo Dpcm…

…che probabilmente detterà le normative sull’utilizzo degli impianti da questo Dpcm al prossimo ma le polemiche infiammano l’ambiente prima ancora che venga pubblicato: ma com’è possibile che oggi la Lombardia possa passare da rossa ad arancione settimana prossima? Ma com’è possibile che il Trentino sia ancora zona gialla quando i cugini dell’Alto Adige si sono autodichiarati rossi? Ma com’è possibile che la Valle d’Aosta, che peraltro all’inizio di novembre aveva i dati sui contagi peggiori d’Italia, “sia stata allora in ritardo nella trasmissione dei dati al Ministero della Sanità”?
E adesso li avranno aggiornati? Ma anche: com’è possibile che la realizzazione della famosa funivia di Cortina, quelle che serve per i Mondiali di febbraio, sia cominciata settimana scorsa? Com’è possibile che un paio di albergatori trentini che abbiamo personalmente sentito ieri non sapessero nemmeno che un loro illustre conterraneo aveva rilasciato un’intervista al quotidiano La Repubblica dando per sicuro che “non se ne parla proprio di aprire gli impianti prima dell’8 gennaio almeno” (affermazione pubblicata e poi smentita)?
Potremmo andare avanti con questi paradossi ancora per molto. Ma non ci interessa sapere chi ha ragione o meno né dove sta la verità a cui difficilmente potremmo giungere. Non vogliamo sostituirci ai politici e nemmeno dare opinioni trasformandoci in virologi.
Speriamo solo che arrivino presto le condizioni per tornare tutti a sciare in sicurezza e speriamo di tornare presto ad essere felici, pensando alle nostre montagne. Come diceva Confucio, il primo allenatore della grande squadra nazionale di sci alpino cinese: “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione, quindi, è eccellente”. PS – Oggi è nevicato anche sull’Appennino a Monte Creto, a 900 metri di quota, vicino al Cimone. Sulle Alpi è già nevicato cinque o sei volte dalla fine di settembre a oggi.
[Credit: Marco Spataro per Cervinia APT]

 

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