Nella regione del Canton Berna, precisamente nel distretto dell’Oberland Bernese, sorge un minuscolo nucleo rurale abitato da circa 100 residenti. Ci troviamo in Svizzera, su un ripiano roccioso che sovrasta la spettacolare Valle di Lauterbrunnen, a 1367 metri di altitudine, proprio di fronte al maestoso massiccio montuoso della Jungfrau. Il suo nome è Gimmelwald e l”isolamento geografico ha permesso la conservazione di un microcosmo unico: qui le automobili sono bandite e l’unico rumore costante è il rintocco dei campanacci delle mucche.
Raggiungere questa località è un’avventura che inizia a bordo di una cabina della funivia che sale da Stechelberg, superando pareti verticali e cascate fragorose per depositare i viaggiatori in una dimensione parallela. Le case in legno scuro, i balconi fioriti e l’aria pura accolgono chiunque cerchi un contatto ravvicinato con la montagna più vera.
Architettura rurale e il negozio della fiducia
Passeggiando lungo l’unica stradina centrale di Gimmelwald si notano i dettagli di una storia che affonda le radici nelle migrazioni del popolo Walser tra il 1300 e il 1400. Gli abitanti storici venivano chiamati “Lötscher“, a testimonianza della loro provenienza dalla vicina Lötschental. Il patrimonio edilizio è costituito da chalet storici e da 13 aziende agricole attive che gestiscono il territorio con ritmi immutati. I tetti delle abitazioni mostrano le tipiche “Schindles“, pesanti pietre appoggiate sulle tegole di legno per impedire che i forti venti invernali le portino via.
Un elemento che esprime al meglio l’anima della comunità è l’Honesty Shop. Si tratta di un piccolo emporio completamente privo di personale o commessi. I visitatori entrano, scelgono i prodotti artigianali, i souvenir o i beni di prima necessità messi a disposizione dalle famiglie di agricoltori, e depositano il denaro direttamente in una cassetta incustodita: un’usanza riflette l’assoluta fiducia reciproca che caratterizza la vita quotidiana del borgo.
Poco distante, un antico magazzino adibito alla stagionatura dei formaggi testimonia la rilevanza dell’attività casearia, fulcro dell’economia locale insieme alla raccolta manuale del fieno sui ripidi pendii circostanti.
Sentieri verso le nuvole e birre artigianali
La posizione geografica rende la località un punto di partenza privilegiato per l’esplorazione dell’alta quota. Utilizzando la rete di funivie si può salire verso la stazione intermedia di Birg, un ambiente aspro e roccioso dominato dal silenzio. Da questo punto si snodano diversi percorsi escursionistici, tra cui il tracciato che conduce alla cascata di Sprutz, un getto d’acqua nascosto nel bosco che permette il passaggio dei pedoni proprio dietro la sua cortina liquida, prima di sbucare nei prati fioriti che lambiscono il settore superiore dell’abitato.
La medesima linea della teleferica consente di raggiungere i 2970 metri del Schilthorn, la vetta resa celebre dal ristorante girevole Piz Gloria. Per il ristoro, la Pension Gimmelwald e il Mountain Hostel rappresentano i punti di aggregazione principali. Il punto d’incontro giovanile permette lo scambio di informazioni tra escursionisti provenienti da ogni continente.
Foto: By Murray Foubister – https://www.flickr.com/photos/mfoubister/10955489246/, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia
Durante le serate, la bevanda più richiesta è la Schwarzmönch, una birra scura artigianale locale intitolata alla spettacolare cima montuosa che domina il paesaggio circostante. Per i pasti caldi più elaborati, la vicina Mürren, raggiungibile a piedi tramite una stradina di montagna o in funivia, estende l’offerta gastronomica.
La scuola salvata e lo spirito di cooperazione
Il cuore sociale del villaggio custodisce una vicenda recente che esprime la determinazione della popolazione nel preservare le proprie radici. Nel 1789 venne aperta la prima scuola destinata a 20 alunni, un edificio che ha istruito intere generazioni fino alla sua chiusura dovuta al calo demografico. Nel 2019, per evitare l’abbandono dello stabile o la sua vendita a speculatori esterni, i residenti hanno fondato una cooperativa locale acquistando l’intera struttura.
Il cortile dell’ex istituto scolastico è rimasto così il centro nevralgico della comunità, un’area condivisa per l’organizzazione di feste, mercati, funzioni religiose e riunioni delle 12 associazioni cittadine ancora attive. Gli spazi interni sono stati trasformati in appartamenti residenziali destinati alle giovani famiglie, una strategia concreta per contrastare lo spopolamento e mantenere vivo un paradiso alpino protetto dall’ombra dei quattromila svizzeri.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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