Sul monte Lagazuoi a Cortina, le escursioni nella storia della Grande Guerra

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Il monte Lagazuoi è il superattico delle Dolomiti. Una terrazza sulla natura, una finestra sulla storia. Salire dal passo Falzarego, ai 2.835 metri del Lagazuoi è una delle esperienze più intense fra i Monti Pallidi. La funivia apre nel mese di giugno e sarà l’ultima a chiudere in ottobre. Un balzo di 652 metri in meno di tre minuti ed ecco i 2.778 metri della stazione di monte.
L’impianto fu costruito nel 1963. L’anno dopo arrivò il Rifugio, una cinquantina di metri più in quota. Qui, però, dal 1915 al 1917, c’erano solo i soldati della Grande Guerra. Gli austro-ungarici Kaiserjaeger occuparono, con un presidio fisso di un centinaio di uomini, le postazioni al Passo di Valparola e vetta e cresta del Lagazuoi; gli italiani, invece, cercavano di sfondare il fronte. Oggi quassù arrivano turisti ed escursionisti, innamorati e rispettosi di un’area che conserva le tracce di un evento fondamentale per storia dell’Europa.
Il Rifugio, gestito dalla famiglia Pompanin, offre 74 posti letto e una terrazza panoramica che permette di ammirare tutti i tremila delle Dolomiti, dalla Marmolada, alle Tofane, dal Piz Boè al Civetta, passando in rassegna anche Conturines, Antelao, Sorapis e Monte Pelmo.
La fruizione della funivia è priva di barriere architettoniche. In quota, poi, alcuni sentieri sono stati restaurati per consentire l’accesso alla vetta del Lagazuoi alle persone con ridotta mobilità o anche in carrozzina.
Da non perdere: all’arrivo, a monte della funivia, lo spazio espositivo Lagazuoi Expo Dolomiti, inaugurato nel 2018, è un laboratorio di idee permanente. Quattro sale su tre piani, una superficie di 264 metri quadrati: ecco i numeri di questo osservatorio privilegiato sul mondo della montagna e uno spazio internazionale e versatile per approfondire la conoscenza della cultura di queste terre alte.

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I sentieri: non si può visitare il Lagazuoi senza raggiungere la sua croce di vetta, sulla cima del Piccolo Lagazuoi: solo 20 minuti di cammino, adatto a tutti – grazie ad una ghiaia leggera e al recente restauro firmato dagli Alpini di Treviso – anche al passaggio delle carrozzine. Il sentiero ha uno sviluppo di meno di 800 metri e la meraviglia di sentirsi immersi nella natura sarà uno dei ricordi più intensi dell’intero viaggio.

A queste quote sono molte le possibilità di camminare nella storia: il Museo a cielo aperto della Grande Guerra è una delle diverse testimonianze diffuse che si trovano, oltre che sul Lagazuoi, anche sulle Cinque Torri e sul Sasso di Stria. Il Lagazuoi si raggiunge in funivia e si esplora scendendo a piedi a ritroso verso il passo. Sentieri, accessibili anche a carrozzine e ideali per famiglie, portano alla scoperta delle diverse postazioni militari, dalla postazione del Cecchino alla galleria della prima linea della Feldwachweg. Trincee, anche la riproduzione di una mitragliatrice e posizioni difensive ci ricordano oggi la necessità di non scordare il nostro passato.
Per scoprire il lavoro degli italiani, si può invece percorrere – in discesa o in salita, scendendo poi in funivia – il sentiero attrezzato che attraversa la galleria dell’Anticima: si tratta di un percorso di 639 metri di dislivello ed occorrono 3 ore di marcia che valgono fiato e fatica.
Utilizzando la funivia per salire, sono molti altri gli itinerari che permettono di passeggiare solo in discesa, senza pensieri. Un itinerario molto panoramico conduce, per esempio, alla Capanna Alpina, ripercorrendo in parte, in 1.048 metri di dislivello negativo, il disegno della pista Armentarola, una delle discese con gli sci più celebri del comprensorio, con tappe panoramiche anche al lago del Lagazuoi e al Rifugio Scotoni. Più brevi sono i sentieri che discendono diretti al Passo Falzarego come quello “Del Fronte” che passa in rassegna gli antichi percorsi militari.

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