Quando i ponti sono simboli e identità di una città

Ponte di Brooklyn (Usa)

Ogni viaggio porta con sé, insieme ai ricordi anche le emozioni che un luogo, un’opera d’arte, uno scorcio particolare lasciano dentro. Allo stesso modo un viaggio, una meta, spesso si identificano con un edificio che diventa simbolo e identità di quello stesso luogo: Parigi e la Torre Eiffel, Roma e il Colosseo, Il Cairo e le Piramidi. Alcune località nel mondo hanno indubbiamente uno stretto rapporto con alcune strutture architettoniche, come ad esempio i ponti che uniscono due parti di una stessa città, portano da un quartiere all’altro e sul quale transitano ogni giorno migliaia di persone e di veicoli, ma soprattutto diventano un emblema internazionale che immediatamente associa l’opera al luogo.

 

Dall’East River al Danubio blu

Se è vero che New York ha molti simboli, uno di questi è sicuramente il ponte di Brooklyn, scatto d’obbligo in un album di ricordi di un viaggiatore. Un lungo gigante di metallo che collega Manhattan a Brooklyn, costruito tra il 1870 e il 1883 e che  è uno dei più grandi ponti sospesi del mondo oltre ad essere un simbolo di scienza ingegnieristica del XIX secolo.

 

Un’immagine turistica simbolo di una splendida città come Budapest è sicuramente il Ponte delle Catene, costruito sul Danubio e inaugurato nel 1849 per collegare Buda a Pest, che fino al 1873 sono rimaste due città distinte. I suoi leoni custodi silenti da una parte e dall’altra sono sicuramente tra i più presenti nelle fotografie di chi ha avuto la fortuna di visitare questa splendida città dell’est Europa.

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In Italia dai Medici ai Dogi

In Italia due città più di altre si identificano con due famosi ponti. Ponte Vecchio è sinonimo di Firenze e del fiume cantato dai poeti, primo tra tutti Dante.  Una struttura medioevale ricca di storia e di arte, a partire dalle antiche botteghe di orafi e gioiellieri, al monumento a Benvenuto Cellini posto al centro del ponte e infine al famoso “corridoio vasariano” costruito per mettere in collegamento Palazzo Vecchio, centro politico della città, alla dimora privata dei Medici a Palazzo Pitti. Fu l’unico ponte del capoluogo toscano, durante la Seconda Guerra Mondiale, a non essere distrutto dai tedeschi.

 

Da un fiume e da un ponte simboli di una città ad una città che è simbolo assoluto per la sua particolarità e la sua magia: Venezia. Una città ricchissima di ponti, ma è uno più di tutti ad essere icona di questa città italiana, il Ponte dei Sospiri. Simbolo di romanticismo anche se i sospiri di cui si parla non sono affatto d’amore, ma quelli dei prigionieri che venivano trasferiti e spesso torturati nelle celle delle Prigioni Nuove accanto al famoso Palazzo Ducale.  Diciamo che erano i sospiri degli innamorati della vita perché una volta attraversato questo ponte difficilmente si tornava indietro.

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Dai lucchetti dell’amore alle sinuose curve della modernità

Parigi è ricca di simboli architettonici e tra questi è giusto inserire anche il Pont des Arts, un ponte pedonale che attraversa la Senna , unendo l’Istituto di Francia con il Palazzo del Louvre. Luogo divenuto simbolo degli innamorati di tutto il mondo e sul quale giurarsi eterno amore inserendo un lucchetto con i propri nomi alla ringhiera del ponte, buttando la chiave nella Senna. Una romantica abitudine che negli anni ha messo a rischio la struttura di questo ponte  utilizzato anche come set per molte scene d’amore cinematografico.

 

Per ponti che rappresentano la storia, spesso lontana nel tempo, di molte capitali europee, uno che “anagraficamente” è giovanissimo come il Python Bridge di Amsterdam. Con  i suoi sinuosi 93 metri di lunghezza che uniscono Sporenburg a Borneo Island come fosse un serpente gigante,  è considerato giustamente tra le opere più inconsuete della città olandese. Costruito nel 2001 è diventato un emblema di modernità e di architettura urbanistica.

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