Chi sono gli Off-Gridder protagonisti di “Ultima Fermata: Alaska” su DMAX

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Se vi capita mai di fare zapping nei canali dal 30 in poi sarete sicuramente capitati su DMAX Canale 52, che da Bear Grylls a Wild Frank ha in palinsesto parecchi programmi a tema survival & outdoor. Un venerdì sera ci siamo imbattuti in Ultima Fermata: Alaska, che non è interessante soltanto per la storia dei ferrovieri che lottano contro le insidie della natura dell’ultimo lembo d’America ma anche perché di tanto in tanto saltano fuori degli strani personaggi il cui sottopancia recita semplicemente Off-Gridder.

Vivere disconnessi

Ma chi sono questi personaggi che hanno deciso di vivere quasi completamente ai margini dalla civiltà, in quasi totale autosufficienza, nelle aree più remote di una delle più remote e difficili regioni del mondo? Intanto il nome dice già molto: off-grid significa non in rete, o meglio ancora distaccati, nel senso di distaccati dalle più comuni utenze della civiltà (elettricità, fognatura, acqua potabile) se non proprio disconnessi dalla civiltà intesa come sistema di regole, controlli e interconnessioni tra cittadini e tra i cittadini e lo Stato.

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Ecologisti, prepper, fautori della decrescita, antisociali

Sotto il grande cappello terminologico di Off-Gridder c’è un po’ di tutto: neo e vecchi ecologisti che mirano a una vita a impatto zero sfruttando energie rinnovabili e autoproduzione e che non necessariamente si allontanano dalle città o dalle comunità d’origine; hippies eredi del movimento degli anni Sessanta; moderni “preppers” o survivalisti convinti che prima o poi il collasso arriverà e bisognerà essere pronti a uno scenario da La Strada di Cormac McCarthy; giovani che prima di entrare nella vita adulta vogliono sperimentare un anno sabbatico di totale straniamento sociale; reduci assortiti che non hanno ritrovato un posto nella società; adulti devoti allo slow down e alla decrescita che dopo qualche decennio di carriera e stress vogliono riappropriarsi del tempo e dei pensieri; più semplicemente veri e propri uomini della frontiera nel più puro stile americano alla Revenant – Redivivo.

> Leggi anche: Viaggio nei luoghi in cui è stato girato Revenant – Redivivo

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La crescita dopo la crisi dei sub-prime

Secondo Nick Rosen, autore di “Off the Grid: Inside the Movement for More Space, Less Government, and True Independence in Modern America“, si tratta di qualcosa come 750mila persone, con una tendenza in crescita soprattutto negli anni post crisi dei sub-prime quando molti, davanti alle difficoltà economiche del paese, hanno scelto la svolta radicale verso l’autosufficienza e l’opposizione allo Stato.

Da Thoreau ad Alexander Supertramp

Ma se le storie e i percorsi di vita di questi Off-Gridder sono infiniti e difficilmente accomunabili, c’è comunque un minimo comun denominatore di questa variegata umanità ed è quell’idea pionieristica della frontiera al 100% americana che parte da Henry David Thoreau (il filosofo e poeta autore di “Walden, ovvero La vita nei boschi” e “La Disobbedienza civile” che per due anni dal 1845 visse in una capanna presso il lago di Walden a Concord, Massachusetts), passa per John Muir (il pioniere del conservazionismo e ideologo dei parchi nazionali) e arriva fino alle contemporanee esperienze di fuga dalla civiltà e ricerca della libertà come quella di Chris McCandless che ha dato vita al mito di Into the Wild.

> Per approfondire: Il mito di Into the Wild

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