3 escursioni con le ciaspole nella neve dell’Alpe di Siusi

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L’Alpe di Siusi, altopiano dolomitico situato nella parte occidentale delle Dolomiti, in Alto Adige, nella stagione invernale diventa un vero e proprio paradiso delle ciaspole. Queste ‘ciabatte da neve’ fin dai tempi lontani permettevano alla gente di montagna di spostarsi in mezzo alla neve senza affondare. Oggi le ciaspole sono costruite con materiali supertecnologici, ma lo scopo è lo stesso, così come l’attenzione che bisogna mettere per camminare su terreni poco battuti.

Tantissimi i percorsi possibili che gli escursionisti possono programmare nell’Alpe di Siusi, qui qualche facile itinerario e quindi adatto a tutti.

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Il grande anello delle malghe

L’itinerario si svolge nell’estrema parte sud del Parco Naturale Scilliar-Catinaccio e, sebbene indicata come facile, ci vuole un buona preparazione che consente di effettuare un’escursione di grande impatto visivo e emotivo. Procedendo sui prati di Angel Wiesen  si viene ‘avvolti’ da un panorama incredibile che consente di ammirare dai vicini Gruppi Latemar, Corno Nero e Corno Bianco d’Ega fino ai gruppi del Brenta, Ortles, Alpi Venoste e Alpi Aurine con lo Sciliar che domina davanti e più a est la Croda di Re Laurino e le Torri del Vaiolet.

Se la giornata è di quelle giuste e la fortuna è dalla vostra parte non è detto che nel corso della passeggiata non si possa fare qualche incontro ‘piacevole’ con la fauna che vive in questa zona, caprioli e camosci su tutti, ma anche, guardando in su, con la regina del cielo, l’aquila.

La partenza e l’arrivo di questo percorso è San Cipriano, in Val di Tires a quota 1701 m. Il dislivello è di 950 metri e la durata si aggira intorno alle 5/6 ore.

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Anello della Bullaccia

Il giro della Bullaccia  è di quelli che offre una stupenda vista panoramica. Lasciati alle spalle gli impianti a fune, si entra in un mondo magico e ovattato dove solo la neve, come una sorta di mare di schiuma, accompagna fino alle leggendarie Panche delle Streghe, enormi pilastri di basalto che sembrano giganti poltrone. Un luogo dove la leggenda sta di casa, infatti si racconta che questo luogo fosse un punto di ritrovo di streghe e demoni che da queste rocce lanciavano maledizioni, ma anche grandine e fulmini verso la piana di Castelrotto, provocando disastri e incendi.

Partenza e arrivo da Compaccio a quota 1870 m. con un dislivello di 350 metri e un tempo di percorrenza di circa 3 ore.

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I laghi di Fiè e le foreste di Umes

Si tratta di un’escursione dall’altissimo valore naturalistico, ma essendo a quota più bassa rispetto alle altre bisogna farla quando la neve è abbondante. Veramente molto belli i laghetti artificiali di Fiè che sono alimentati da una sorgiva chiamata “Sangue dello Sciliar” , la cui tradizione si lega alla presenza di uomini preistorici che sulle distese dello Sciliar praticavano riti apotropaici (scaramantici) per scacciare influssi maligni.

Ora, vale la pena soffermarsi sui panorami suggestivi come quello sulla Valle dell’Isarco fino alla lontana conca di Bolzano, sull’Ortles, la Mendola e l’Altopiano del Renon

Partenza e arrivo da Fiè allo Sciliar, frazione Umes a quota 932 m. Dislivello di 450 m. per una durata dell’escursione che va dalle 3 alle 4 ore.

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[Photo credits: pixabay.com, ellastudio.it]

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