La Vitamina D è una delle sostanze più affascinanti del nostro organismo. A differenza delle altre vitamine, che dobbiamo assumere quasi esclusivamente dal cibo, la Vitamina D viene sintetizzata direttamente dalla nostra pelle grazie ai raggi UVB. Per questo motivo, chi pratica sport outdoor dovrebbe essere al sicuro. Invece, i dati dicono altro: la carenza di Vitamina D è un’epidemia silenziosa che colpisce anche gli sportivi più assidui.
Non solo ossa: l’impatto sui muscoli della Vitamina D
La ricerca scientifica ha recentemente scoperto che i nostri muscoli hanno dei recettori specifici per la Vitamina D (VDR). Questo significa che la vitamina entra direttamente nel processo di contrazione muscolare.
L’evidenza scientifica: Studi pubblicati sulla rivista Nature Reviews Endocrinology evidenziano come livelli ottimali di Vitamina D siano correlati a una maggiore forza muscolare, a un minor rischio di cadute e a una migliore sintesi proteica. Al contrario, una carenza può portare a miopatia (debolezza dei muscoli) e a una sensazione di “gambe pesanti” inspiegabile.
Il paradosso dell’outdoor
Perché chi sta all’aperto è spesso carente? Ci sono tre motivi principali:
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La latitudine e la stagione: in Italia, da ottobre a marzo, l’inclinazione dei raggi solari non permette una sintesi efficace di Vitamina D, indipendentemente da quanto tempo passi fuori.
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Le creme solari: fondamentali per proteggerci dai tumori della pelle, le creme con SPF alto bloccano quasi totalmente la produzione di Vitamina D.
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L’abbigliamento tecnico: chi va in montagna è spesso coperto dalla testa ai piedi con tessuti anti-UV, lasciando pochissima pelle esposta.
Un booster per il sistema immunitario
Per chi fa sport d’inverno, la Vitamina D è la prima linea di difesa contro le infezioni delle vie respiratorie. Agisce come un modulatore: “istruisce” i globuli bianchi a essere pronti contro i virus, ma evita che il corpo reagisca con un’infiammazione eccessiva. Mantenere buoni livelli significa meno giorni di stop forzato a causa di influenze o raffreddori.
Come ricaricare le batterie?
Il cibo, purtroppo, aiuta poco: solo il 10% del nostro fabbisogno viene soddisfatto dalla dieta (pesci grassi, uova, fegato).

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Esposizione intelligente: basterebbe esporre braccia e viso al sole per 15-20 minuti al giorno senza protezione (nelle ore non centrali) per stimolare la produzione.
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Integrazione: poiché in inverno è quasi impossibile produrne a sufficienza, molti medici consigliano un’integrazione giornaliera o settimanale (Vitamina D3), meglio se assunta durante un pasto che contenga grassi, per facilitarne l’assorbimento.
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Conclusione
Non considerare la Vitamina D come un semplice integratore per la terza età. Se vuoi muscoli reattivi, ossa resistenti ai traumi e un sistema immunitario a prova di neve, controlla i tuoi livelli con un esame del sangue. Spesso, la soluzione alla tua stanchezza stagionale è scritta nel sole.
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