Scoperta incredibile a Ratisbona: riemerge dal fango il tempio sotterraneo di Mithra

Tra le vie medievali della splendida città tedesca una scoperta archeologica senza precedenti rivela il santuario di legno più antico della regione, riportando alla luce i misteriosi banchetti dei legionari

Tempio sotterraneo di Mithra, Ratisbona

Sotto il pavimento di un cantiere residenziale nel cuore storico di Ratisbona, il passato ha deciso di riscrivere la cronologia religiosa della Baviera. Durante i lavori di scavo in via Stahlzwingerweg, gli archeologi dell’ArchaeoTeam GmbH, con la direzione scientifica di Sabine Watzlawik, hanno identificato le tracce di un antico mitreo, ovvero un tempio dedicato a Mithra, divinità solare di origine orientale che godeva di un seguito immenso tra i soldati dell’Impero Romano.

Si tratta di una struttura assolutamente eccezionale, perché rappresenta il più antico edificio di culto dedicato a tale entità mai rinvenuto nel territorio bavarese, risalendo a un periodo compreso tra l’80 e il 171 d.C. E il tutto è successo per puro caso: nel punto esatto in cui è stata effettuata la scoperta, erano in fase di costruzione tre nuovi edifici residenziali multipiano.

Il santuario e non solo: cosa è stato scoperto

La struttura originaria utilizzava il legno come materiale principale, dettaglio che spiega la scarsità di resti murari imponenti. Eppure, il lavoro certosino del team di ricerca ha permesso di ricomporre un mosaico informativo sorprendente. Gli esperti hanno recuperato una pietra votiva, frammenti di placche metalliche e arredi appartenenti a una piccola edicola sacra.

La datazione precisa è arrivata grazie al ritrovamento di monete antiche, tra cui emerge un esemplare raffigurante l‘imperatore Adriano, testimonianza preziosa dell’epoca in cui il santuario era in piena attività (vale a dire ben prima della costruzione del grande accampamento legionario stabile).

Moneta raffigurante l'raffigurante l'imperatore Adriano, Ratisbona

Foto @ArchaoTeam, Regensburg

Il culto di Mithra rimane avvolto da un alone di segretezza estrema. Ciò che al momento attuale sappiamo è che i seguaci si riunivano in spazi chiusi per partecipare a banchetti rituali che cementavano il legame tra commilitoni. Gli oggetti emersi dal fango di Ratisbona confermano queste pratiche religiose attraverso prove tangibili: ci sono particelle di ceramica decorati con serpenti, coppe per incenso e brocche per il vino che raccontano di cene sacre celebrate dai soldati lungo il confine del Danubio.

Tutti manufatti che, volente o nolente, indicano una comunità vibrante che cercava protezione in una divinità guerriera e salvifica, in un’epoca di grandi transizioni territoriali.

Una scoperta che riscrive la storia locale

Fino ad ora, la maggior parte dei templi simili trovati in Germania apparteneva a epoche successive. Questa recente scoperta, invece, anticipa la diffusione di tali credenze nell’area alpina, anche perché fornisce dati essenziali su una fede che sarebbe poi svanita con l’ascesa del cristianesimo tra il IV e il V secolo. Il valore del ritrovamento risiede proprio nella sua unicità spaziale: è il primo luogo di culto romano mai localizzato all’interno del perimetro della Città Vecchia di Ratisbona, zona oggi protetta dall’UNESCO per la sua stratificazione storica.

Ratisbona, Germania

Foto Canva

I reperti passeranno presto nelle mani dei Musei Civici per una futura esposizione pubblica. Il progetto scientifico punta a trasformarli in narratori di una vicenda umana dimenticata, anche se apparentemente sono semplici frammenti di argilla e metallo ossidato. La sfida dei curatori consiste quindi nel ricostruire l’atmosfera carica di misticismo che si respirava in quel tempio ligneo quasi venti secoli fa, rendendo tangibile il quotidiano dei legionari di stanza in Baviera.

Foto di Copertina: @ArchaoTeam, Regensburg

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