Il Capitano Corelli ci ha fatto un favore e uno sfavore insieme. Il favore: ha portato l’attenzione internazionale su un’isola che merita ogni visitatore che riceve. Lo sfavore: ha cristallizzato Cefalonia in un’immagine romantica e un po’ generica che non rende giustizia alla sua complessità. Cefalonia non è solo mare turchese e spiagge bianche.
Cefalonia è un’isola delle Ionie che ha una montagna con una foresta di abeti endemici, una grotta con un lago sotterraneo color cobalto, villaggi veneziani intatti nel nord, una storia militare italiana tragica e quasi dimenticata e un entroterra di vigneti e ulivi che produce alcune delle cose più buone che potete mangiare nel Mar Ionio.
È anche, per fortuna, un’isola grande abbastanza da non sembrare mai piena.
Myrtos: la spiaggia che non delude mai
Vale togliere subito il dente: Myrtos è sulla copertina di ogni guida della Grecia, è stata votata miglior spiaggia greca per anni consecutivi, la conoscete già dalle fotografie. E nonostante tutto questo, quando ci arrivate per la prima volta dall’alto della strada a tornanti, il panorama vi toglie ugualmente il fiato.
Il motivo è geometrico. Myrtos è un anfiteatro naturale di ciottoli bianchi marmorei incastonato tra due promontori calcarei con scogliere che si alzano quasi verticalmente per 160 metri. L’acqua è quel turchese elettrico quasi lattescente che si forma quando il fondale è calcareo chiaro e la profondità è giusta. Non è un effetto fotografico — è reale, e in certe ore della mattina è ancora più intenso di come appare nelle immagini.
Arrivate entro le 9:30 o nel tardo pomeriggio. Il parcheggio a valle si riempie rapidamente, e Myrtos con la folla di agosto perde qualcosa. Con poche persone, quando le capre pascolano sugli arbusti sopra la piccola grotta all’estremità e il rumore delle onde sui ciottoli è l’unico suono, è una delle spiagge più belle del Mediterraneo senza aggiunte.
La Grotta di Melissani: il lago dove vive una ninfa
A pochi chilometri da Sami, il porto principale dell’isola, si apre uno dei fenomeni geologici più spettacolari della Grecia. La Grotta di Melissani è una grotta carsica la cui volta è crollata millenni fa, creando un’apertura nel soffitto attraverso cui la luce entra direttamente sul lago sotterraneo che occupa l’interno. Il risultato è uno spettacolo cromatico che cambia con le ore: nelle ore centrali della mattina, quando la luce è perpendicolare, l’acqua diventa un blu cobalto intenso che sembra prodotto digitalmente.
Il lago si estende per oltre 150 metri all’interno della grotta. Le barche lo attraversano lentamente. La profondità arriva a 30 metri. Secondo la mitologia greca, la ninfa Pan si innamorò del dio qui e si gettò nel lago quando non fu ricambiata — e da allora le acque hanno quel colore impossibile.
La grotta fu scoperta e studiata ufficialmente nel 1951, ma era conosciuta localmente da secoli. Nelle vicinanze si trovano la Grotta di Drogarati — un’altra cavità con una rete fitta di stalattiti e stalagmiti in una sala acustica naturale usata per concerti — e i resti dell’Acropoli di Sami sul colle sopra il porto.
Fiskardo: la piccola St. Tropez ionica
Nel nord dell’isola, l’unico villaggio sopravvissuto quasi intatto al terribile terremoto del 1953 — che rase al suolo gran parte degli edifici storici di Cefalonia — è Fiskardo. Case neoclassiche e veneziane colorate affacciate su un porto naturale dove attraccano barche a vela da tutta Europa. Ristoranti sul lungomare, boutique di qualità, un’atmosfera levantina e un po’ esclusiva che non ha equivalenti nel resto dell’isola.
I fondali intorno a Fiskardo sono tra i migliori dell’isola per lo snorkeling e le immersioni: grotte marine dai nomi suggestivi — la Cattedrale, la Piccola Chiesa, i Segreti di Venere, il Giardino di Gerusalemme — e relitti di navi e aerei della Seconda Guerra Mondiale. Nelle due spiagge del villaggio — una sul porto, l’altra a Foki, nascosta tra gli ulivi fuori dal paese — l’acqua è cristallina anche nel pieno di agosto.
Assos: il borgo veneziano sul promontorio
Sul versante nord-occidentale, una strada panoramica scende verso la piccola penisola di Assos — un istmo stretto che collega il promontorio al corpo dell’isola con case veneziane colorate e bouganville sui muri. La fortezza veneziana del XVI secolo costruita per difendere questo punto strategico dai pirati domina il promontorio dall’alto ed è raggiungibile a piedi in circa venti minuti. Le spiaggette di ciottoli intorno al borgo hanno un’acqua trasparente di un verde scuro molto particolare.
Assos è uno dei paesi più fotografati di Cefalonia — e lo merita. Vale dormirci una notte, quando i turisti giornalieri ripartono e il borgo si svuota.
Il Monte Enos e la foresta di abeti endemici
All’interno dell’isola, il Monte Enos — in greco Ainos — raggiunge 1.628 metri e ospita il Parco Nazionale di Cefalonia: una foresta di Abies cephalonica, l’abete di Cefalonia, specie endemica che cresce solo su quest’isola e su pochi altri massicci greci. Non assomiglia a niente del resto dell’isola — è montagna vera, con profumo di resina, sentieri tra le conifere, capre selvatiche e una vista sull’intero arcipelago ionico nelle giornate limpide.
Il trekking sul Monte Enos è uno dei migliori dell’isola. I sentieri segnalati partono dal rifugio a 1.400 metri — raggiungibile in auto da Argostoli in circa quaranta minuti — e salgono alla cima attraverso la foresta. In maggio e giugno il contrasto tra la neve residua sulle cime e il mare turchese sotto è spettacolare. In settembre i colori dell’autunno iniziano a toccare i faggi sul versante nord.
Le spiagge meno affollate
Oltre a Myrtos, Cefalonia ha 240 km di costa con spiagge per ogni gusto.
Petani, sulla penisola di Paliki, ha lo stesso scenario drammatico di Myrtos — scogliere, ciottoli bianchi, acqua turchese — con qualche servizio in più e spesso meno folla.
Xi, sempre su Paliki, ha sabbia rossa-arancione ricca di argilla: si stacca un pezzo di argilla dalle rocce, ci si spalma il fango sul corpo e ci si tuffa. Effetto pelle levigata incluso.
Fteri è la più bella e la più difficile da raggiungere — accessibile solo via mare o con un trekking impegnativo. Vale il sacrificio.
Antisamos, sul versante orientale, è quella del film del Capitano Corelli: verde intenso sulle scogliere, acqua profonda, ciottoli bianchi.
Mounda, nel sud, è il luogo dove le tartarughe Caretta Caretta depongono le uova — si nuota con loro, con attenzione.
Dafnoudi, vicino a Fiskardo, è sperduta e intatta tra gli ulivi.
La divisione Acqui: la storia italiana che l’isola non ha dimenticato
Nel settembre 1943, dopo l’armistizio italiano, le truppe tedesche occuparono Cefalonia. La Divisione Acqui dell’esercito italiano — circa 11.000 soldati — si oppose militarmente ai tedeschi anziché arrendersi. Dopo dieci giorni di combattimenti, i tedeschi catturarono i superstiti e fucilarono oltre 5.000 ufficiali e soldati italiani — uno dei più grandi massacri di militari italiani della Seconda Guerra Mondiale.
Sul porto di Argostoli si trova il monumento alla Divisione Acqui. Il Cimitero Militare Italiano, nel nord dell’isola, raccoglie i resti di parte dei caduti. È una storia che sull’isola non è dimenticata — e che cambia il modo in cui si guarda a Cefalonia come terra condivisa tra Italia e Grecia.
Argostoli e le tartarughe sul lungomare
Argostoli, la capitale, fu rasa quasi al suolo dal terremoto del 1953 e ricostruita in stile moderno — non è la città storica più bella della Grecia. Ma ha il lungomare più animato dell’isola, buoni ristoranti, il mercato del pesce al mattino e un’attrazione inaspettata: ogni mattina presto, i pescherrecci che rientrano portano i pesci di scarto che le tartarughe Caretta Caretta aspettano direttamente sul molo. Le vedete nuotare a pochi centimetri dalla banchina, tra le barche. Nessun biglietto, nessun parco naturale — solo tartarughe marine nel porto di una città
Il Museo Storico e Folkloristico di Cefalonia e il Museo Archeologico conservano i reperti della storia millenaria dell’isola, dalle origini micenee alla dominazione veneziana.
Il vino: la Robola di Cefalonia
Su terreni calcarei impervi dell’interno, il vitigno autoctono Robola produce uno dei bianchi più interessanti della Grecia — secco, minerale, con un’acidità fresca che si abbina perfettamente al pesce ionico.
La Cooperativa Robola di Cefalonia nella zona di Omala, con la cantina visitabile e degustazione, produce la versione più conosciuta. Alcune piccole cantine familiari sul Monte Enos fanno versioni più artigianali. Il vino Robola ha la Denominazione di Origine Protetta dal 1982.
Come arrivare e quando andare
In aereo — voli diretti da Milano, Roma, Bologna e Venezia in stagione. Fuori stagione scalo ad Atene. In traghetto — da Brindisi o Bari con Grimaldi Lines fino ad Igoumenitsa e poi traghetto per Sami (circa 2 ore). Da Venezia o Ancona con scalo a Igoumenitsa. Traghetto diretto da Patrasso per Sami in circa 3 ore. Sull’isola — auto a noleggio indispensabile. Le distanze sono significative e i trasporti pubblici non coprono le spiagge più belle.
Quando andare — maggio-giugno per trekking, fioritura e mare già balneabile senza folla. Settembre per trovare l’isola ancora aperta con prezzi migliori e meno turisti. Luglio-agosto per il mare pieno ma con prezzi alti e spiagge affollate.
Foto MarketingGreece
Leggi anche
Le spiagge più belle della Calcidica, in Grecia
Ikaria: cosa fare sull’isola greca della longevità
Thassos: cosa vedere e spiagge
Mete poco affollate in Europa: dove andare tra natura e sport
Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
©RIPRODUZIONE RISERVATA




