Ha 70 spiagge di un altro pianeta e una relazione speciale con Venere: Milos è l’isola delle Cicladi che Santorini vorrebbe essere

È l'isola dove è stata trovata la Venere più famosa del mondo — e i francesi l'hanno portata via al Louvre.
Ma Milos si è tenuta tutto il resto: rocce vulcaniche bianche che sembrano uscite dalla superficie della luna, una baia di pirati raggiungibile solo in barca, sorgenti termali sottomarine e oltre 70 spiagge tutte diverse tra loro.

Nelle Cicladi, senza la folla di Santorini

Milos - Areti beach

C’è un problema con Milos: è difficile spiegarla a chi non ci è stato. Non perché sia complicata — anzi, è un’isola relativamente piccola e facile da girare — ma perché ogni spiaggia sembra appartenere a un’isola diversa. Una mattina sei sulle rocce bianche di Sarakiniko, che sembrano la superficie della luna.

Il pomeriggio stai nuotando tra archi di roccia a Kleftiko, ex rifugio di pirati, raggiungibile solo in barca.
La sera sei a Plaka, la chora cicladica perfetta, a guardare il tramonto sul Mar Egeo con un bicchiere di vino locale.
Guarda le meraviglie di Milos nella gallery!

Milos: l’isola dei colori che Santorini non riesce a essere

Milos è vulcanica, e si vede in ogni dettaglio: nelle rocce dai colori impossibili — bianco, nero, rosso, giallo, grigio pomice — nelle acque più trasparenti delle Cicladi, nelle spiagge con sorgenti termali sotterranee che riscaldano il mare in certi punti.
Più laterale come Samos o Syros, Milos è anche l’isola dove nel 1820 un contadino trovò una delle sculture più famose della storia dell’arte. I francesi la portarono via al Louvre. La Venere di Milo non tornerà — ma l’isola vale il viaggio lo stesso.

Sarakiniko: la spiaggia lunare

Non è una spiaggia nel senso tradizionale. Sarakiniko è un plateau di roccia vulcanica bianca — tecnicamente perlite — erosa dal vento e dal mare in forme morbide e geometriche che ricordano davvero la superficie lunare. L’acqua che si insinua tra queste formazioni è di un turchese intenso che contrasta con il bianco abbagliante della roccia. Si tuffano dai bordi, si nuota in piccole calette protette, si esplorano tunnel scavati nel tufo.

Nel 2025 Lonely Planet l’ha inserita tra le dieci spiagge più belle del mondo. In estate è affollata, soprattutto nelle ore centrali. Il consiglio è arrivare all’alba o nel tardo pomeriggio, quando la luce radente esalta ogni forma e le persone sono poche. Si trova a soli 5 km da Adamas, facilmente raggiungibile in auto o scooter.

Kleftiko: la baia dei pirati

Sul versante sud-occidentale dell’isola, dove non arriva nessuna strada asfaltata, esiste una delle formazioni geologiche più spettacolari del Mediterraneo. Kleftiko è un labirinto di faraglioni, archi naturali e grotte marine che secoli fa serviva da rifugio ai pirati dell’Egeo. Oggi si raggiunge solo in barca — le escursioni partono da Adamas ogni mattina intorno alle 9:00 e rientrano nel tardo pomeriggio — e l’acqua tra le rocce è così trasparente che le barche sembrano sospese in aria.

Si nuota tra le grotte, si fa snorkeling sui fondali di ghiaia bianca, ci si arrampica sulle rocce per i tuffi. È l’esperienza più scenografica che Milos offre, e vale da sola il viaggio. Prenotare l’escursione con anticipo in alta stagione è quasi obbligatorio: i posti si esauriscono in fretta.

Tsigrado e Firiplaka: il sud selvaggio

Sulla costa meridionale, due spiagge completamente diverse tra loro si trovano a pochi chilometri di distanza. Tsigrado è una caletta minuscola accessibile solo attraverso una stretta fessura nella roccia, scendendo con l’aiuto di una corda e una scaletta a pioli. La fatica è ripagata da un piccolo paradiso di sabbia bianca con acqua color smeraldo, quasi sempre meno affollata del resto dell’isola.

Firiplaka è l’opposto: lunga, ampia, attrezzata, con una scogliera multicolore alle spalle. Ideale per le famiglie, con fondali bassi e un mare che varia dal turchese all’azzurro profondo. È la spiaggia più “comoda” di Milos nel senso migliore del termine — quella in cui si passa l’intera giornata senza pensare a nient’altro.

Paleochori: dove il mare è caldo come una vasca

Sulla costa sud-est, Paleochori è famosa per un dettaglio geologico unico: le sorgenti termali sottomarine riscaldano l’acqua in certi punti fino a temperature inaspettate per il Mar Egeo. La sabbia colorata — dal rosso al giallo allo zolfo — riflette la natura vulcanica dell’isola. Alcune taverne qui cucinano il pesce sfruttando il calore geotermico della sabbia, una pratica che i locali chiamano semplicemente “cucina vulcanica”.

I borghi di pescatori: Klima, Firopotamos, Mandrakia

Sulla costa nord, tre borghi di pescatori sono tra i luoghi più fotografati di tutta la Grecia — e lo meritano. Le syrmata sono case di pescatori costruite su grotte naturali direttamente sull’acqua, con porte colorate che si aprono sul mare per tirare dentro le barche.
Klima è la più pittoresca, con le sue facciate gialle, blu e rosse che si riflettono nell’acqua piatta della baia.
Firopotamos è più isolata e tranquilla, con una spiaggia incantevole.
Mandrakia è quella con il ristorante Medusa davanti — polpi appesi ad asciugare, pesce freschissimo, tavoli sul lungomare — che da sola vale una deviazione.

Plaka: il tramonto più bello delle Cicladi

Plaka è la chora di Milos, il capoluogo arroccato sulla collina con le case bianche, le bouganville, i gatti e i vicoli stretti che non finiscono mai. Il punto più alto è il Kastro veneziano, da cui si gode uno dei tramonti più citati di tutta la Grecia — e per una volta il superlativo è giustificato. La luce del tramonto sulle Cicladi vista dal Kastro di Plaka è roba che resta addosso.

Nel villaggio c’è il Museo Archeologico con la copia della Venere di Milo — l’originale è al Louvre, e i greci non l’hanno dimenticato. Poco sotto Plaka, nel villaggio di Trypiti, si trovano le catacombe cristiane: le uniche in Grecia, risalenti al I secolo d.C., con tre gallerie sotterranee che si inoltrano per oltre 100 metri nella roccia. Visita guidata di 15 minuti, biglietto 10 euro.

Nei pressi delle catacombe c’è l’anfiteatro romano — ben conservato, con una vista sul mare spettacolare — e il sito esatto dove fu trovata la Venere nel 1820, segnalato da una copia in pietra.

Come arrivare dall’Italia

Non esistono voli diretti dall’Italia per Milos. Le opzioni sono due.

In aereo: volo per Atene da Milano, Roma, Bologna o altre città italiane, poi volo interno per Milos con Olympic Air o Sky Express — circa 40 minuti. In alternativa, volo diretto per Santorini (che ha più collegamenti dall’Italia) e traghetto per Milos in circa 2 ore.

In traghetto dal Pireo: da Atene partono traghetti veloci che impiegano circa 3 ore e traghetti convenzionali in circa 7 ore. Partenza serale dal Pireo, arrivo a Milos la mattina — il modo più suggestivo di iniziare la vacanza.

Sull’isola: auto o scooter a noleggio indispensabili. I bus locali coprono i centri principali ma non le spiagge più remote. Per la costa ovest e le strade sterrate, meglio un’auto con buona guardia da terra.

Quando andare

Giugno e settembre sono i mesi ideali: mare caldo, spiagge meno affollate, prezzi più ragionevoli e il meltemi — il vento delle Cicladi — ancora gestibile.
Luglio e agosto per trovare tutto aperto ma con più folla e prezzi alti. Maggio per chi vuole l’isola quasi per sé, con qualche rinuncia sui servizi.

Foto Marketing Greece

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