Il borgo di Morigerati, incastonato nella provincia di Salerno, è la culla di un segreto naturale dove l’acqua gioca a nascondino con la roccia calcarea del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Questo territorio rientra in una Zona Speciale di Conservazione e figura nella prestigiosa rete mondiale dei Geoparchi grazie a un sistema idrografico fuori dal comune. Il protagonista della narrazione è il fiume Bussento, un corso d’acqua lungo 37 chilometri nato dalle pendici del Monte Cervati. La particolarità del torrente risiede nel suo tragitto: dopo essersi inabissato presso Caselle in Pittari, viaggia nel ventre della montagna per circa 5 chilometri prima di riaffiorare ai piedi dell’abitato di Morigerati, creando uno scenario primordiale fatto di gole e canyon.
La risorgenza del fiume e il sentiero della mulattiera
L’accesso a questo mondo sotterraneo richiede una discesa lungo un’antica mulattiera in pietra che parte direttamente dal centro storico del paese. Il tracciato si sviluppa per più o meno 3 chilometri complessivi, presentando un dislivello di 130 metri e pendenze che toccano il 14% in alcuni tratti specifici.
Foto: By Duelleti – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
Andando verso il fondo della valle, il clima muta sensibilmente diventando fresco e umido. Una scaletta scavata nella roccia conduce alla maestosa entrata della cavità, profonda circa 550 metri, battezzata ufficialmente Grotta della Risorgenza. All’interno, il rumore del fiume che torna alla luce domina l’ambiente, mentre passerelle e ponticelli in legno permettono di osservare da vicino le pareti modellate dalla forza idrica costante.
Il canyon di smeraldo e la biodiversità dell’Oasi
Area protetta estesa per 607 ettari, questa riserva viene gestita dal WWF in collaborazione con il comune locale. La vegetazione che ammanta il canyon appare lussureggiante, quasi tropicale per via dell’altissimo tasso di umidità presente. Lungo le sponde di “lu jumi ri coppa“, un piccolo affluente laterale, prospera la stazione di muschi e licheni più vasta del Sud Italia.
Foto: By Geofix – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
Il sottobosco ospita felci rare e arbusti di ontano, mentre le pareti più alte vedono la presenza di lecci, roverelle e rari esemplari di euforbia arborea. Si tratta di un ecosistema che garantisce la sopravvivenza della lontra, mammifero elusivo che popola le acque limpide insieme a trote, granchi e gamberi di fiume. Alzando lo sguardo verso le cime rocciose, si distinguono le sagome del nibbio reale, del pellegrino e del corvo imperiale.
Archeologia rurale e meraviglie dell’Affondatore di Vallivona
Il percorso naturalistico svela tesori capaci di testimoniare l‘antica interazione tra uomo e natura. Lungo il ruscello si incontra un antico mulino ad acqua dotato di una particolare ruota orizzontale, manufatto storico perfettamente integrato nel paesaggio. Desiderando ampliare l’esplorazione, il territorio circostante riserva sorprese imponenti come il Vallone dell’Inferno.
Foto: By Mantovani Raffaella – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wkimedia
Procedendo verso nord, si raggiunge l’imbocco di una galleria artificiale di 400 metri. Attraversarla muniti di luce conduce al centro dell’Affondatore di Vallivona, un inghiottitoio ellittico con pareti verticali alte fino a 100 metri. Questo anfiteatro naturale, situato a quota 1070 metri, raccoglie le acque piovane della vallata creando un laghetto interno e una cascata perenne.
Consigli pratici per la visita al geosito 119 delle Grotte del Bussento
La visita richiede calzature tecniche con suola scolpita, preferibilmente scarpe da trekking, a causa dell’umidità che rende scivolosi i gradini in pietra. Il centro visite di via Censimento gestisce gli ingressi, che variano a seconda della stagionalità: in estate l’apertura è garantita dalle 10:00 alle 19:00, mentre nel periodo invernale la chiusura viene anticipata alle 16:00.
Foto: By Ziegler175 – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
Pioggia e maltempo causano la chiusura temporanea dell’area per motivi di sicurezza legati alle piene improvvise del fiume. Morigerati si propone come “paese albergo“, offrendo circa 30 soluzioni tra bed & breakfast e agriturismi per chi intende soggiornare nel silenzio del Cilento interno.
Foto di copertina: By Raffaman – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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