In località Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina (frazione del comune di Capalbio in provincia di Grosseto), c’è un particolare parco artistico che sembra più un libro che un qualcosa di tangibile. Ci troviamo in un prezioso lembo di Maremma, un contesto fatto di natura selvaggia che si trasforma in un palcoscenico per 22 monumentali figure ispirate agli arcani maggiori: il Giardino dei Tarocchi.
L’opera nasce dalla volontà dell’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, la quale decise di trasporre la simbologia esoterica delle carte in sculture abitabili. Questa porzione di terra toscana, vicina al confine laziale, ospita manufatti colorati alti dai 12 ai 15 metri che catturano la luce solare restituendo riflessi grazie a migliaia di frammenti di vetro di Murano, ceramiche pregiate e specchi sagomati a mano. Il visitatore entra in contatto con un ambiente in cui l’arte contemporanea si mescola alla macchia mediterranea circostante.
Una squadra di artigiani e il metodo egiziano
La genesi del Giardino dei Tarocchi risale alla fine degli anni ’70, quando l’autrice scelse la collina di Garavicchio per concretizzare la propria visione. La costruzione richiese oltre 15 anni di fatiche e coinvolse una vera famiglia di collaboratori: Jean Tinguely, marito di Niki, insieme a Rico Weber e Seppi Imhof, piegò a forza di braccia barre d’acciaio per creare le armature della Sfinge e del Mago.
Foto: “Il Giardino dei Tarocchi (The Garden of Tarot)” di Simone Ramella, CC BY 2.0
Basti pensare che lo stile di lavoro ricordava i cantieri dell’antico Egitto. Le ceramiche venivano modellate direttamente sulle strutture, numerate, rimosse per la cottura in forno e infine riposizionate con precisione millimetrica. Ugo Celletti, inizialmente postino, si trasformò in un poeta della posa dei vetri, mentre Venera Finocchiaro dedicò la propria esistenza alla creazione delle superfici invetriate. L’architetto Mario Botta, dal canto suo, firmò il muro di cinta in pietra che separa questo regno fantastico dal mondo esterno, sottolineando il distacco dalla realtà quotidiana.
Percorsi esoterici tra l’Imperatrice e la Torre di Babele del Giardino dei Tarocchi
Il viaggio all’interno del parco permette di attraversare fisicamente i simboli del destino. La Papessa (foto di copertina) attende i passanti con la sua bocca spalancata, richiamando i mostri del vicino Bosco di Bomarzo. L’Imperatrice, soprannominata anche la Sfinge, funge da vera dimora. Al suo interno si trovano una cucina rivestita di specchi, una camera da letto e un salone, spazi vissuti dalla stessa Niki durante i lunghi periodi di cantiere.
Foto: By Sailko – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
Poi c’è la Ruota della Fortuna, azionata da complessi meccanismi metallici creati da Tinguely, muove getti d’acqua in una vasca centrale. Proseguendo, appare la Torre di Babele, colpita da un fulmine meccanico in ferro, contrapposta alla serenità del Sole, un grande uccello multicolore appollaiato sopra un arco. Il Mondo, frutto della collaborazione tra Niki e Jean, rappresenta una figura femminile che regge un globo in rotazione, circondata da una struttura in rete metallica.
La logistica del regno di vetro: come funziona la visita
Per accedere al Giardino dei Tarocchi risulta obbligatorio munirsi di ticket tramite i canali telematici ufficiali, poiché il numero di ingressi giornalieri subisce restrizioni per proteggere l’integrità dei mosaici. Il calendario prevede aperture dall’1 aprile fino al 15 ottobre, con orari pomeridiani che vanno dalle 14:30 alle 19:30.
Foto: “Il Giardino dei Tarocchi (The Garden of Tarot)” di Simone Ramella, CC BY 2.0
Il prezzo per gli adulti è di 15 euro, mentre i giovani fino a 22 anni e gli over 65 godono di una tariffa di 10 euro. I bambini sotto i 6 anni entrano gratuitamente. Raggiungere la meta è semplice percorrendo la statale 1 Aurelia fino all’uscita Chiarone. Per chi preferisce i mezzi pubblici, la stazione ferroviaria di Capalbio Scalo dista circa 10 chilometri dal sito, rendendo necessari taxi o autobus locali per coprire l’ultimo tratto. Chi viaggia con animali può portare cani al guinzaglio, rispettando il silenzio e la fragilità di un luogo concepito per la contemplazione gioiosa della bellezza.
Foto di copertina: “Tarot Garden – First View” di Yellow.Cat, CC BY 2.0
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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