Selezionare una meta montana insolita richiede la ricerca di un dettaglio unico in grado di emozionare al primo sguardo. Ed è proprio tra le cime della Svizzera del sud che è possibile trovare qualcosa del genere, ovvero un lago a forma di cuore che prende il nome di Lagh de Calvaresc. Per noi italiani è ovviamente impossibile non pensare al famoso Lago di Scanno situato nell’Appennino abruzzese, ma con quest’ultimo (che è davvero bellissimo) c’è una differenza sostanziale: il bacino nostrano rivela tale forma soltanto da una specifica e ristretta prospettiva artificiale data dalle sporgenze rocciose soprastanti.
Al contrario, la gemma naturale svizzera possiede una conformazione geometrica oggettiva, un catino idrico le cui sponde disegnano spontaneamente i contorni perfetti di un simbolo romantico diventato celebre in tutto il mondo grazie ai tracciati della zona.
Un anfiteatro di roccia tra la Mesolcina e la Calanca
La geografia del Cantone Grigioni custodisce questo piccolo e straordinario specchio d’acqua situato a 2214 metri di altitudine, posizionato precisamente nella catena montuosa che si sviluppa a partire dal Passo del San Bernardino. Parliamo di una zona che funge da collegamento naturale tra il Grigioni e il Ticino, racchiudendo il Lagh de Calvaresc tra i territori della Val Calanca e della Valle Mesolcina.
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La sua silhouette (di una bellezza commovente e quasi irreale) risulta evidente muovendosi lungo il tracciato settentrionale, lasciando sbalordito chiunque si fermi ad osservare la superficie acquatica. La sagoma geometrica perfetta del cuore sembra disegnata deliberatamente dalla natura per coronare una delle viste più spettacolari e suggestive dell’intera Svizzera.
L’area protetta si rivela gradualmente, mostrando pendenze importanti e un isolamento geografico che preserva lo splendore poetico del bacino dal turismo di massa. La salita richiede impegno fisico e preparazione tecnica, ampiamente ripagati dalla vista di questo gioiello naturale (quasi) unico nel suo genere.
Il percorso escursionistico dal bosco alle praterie d’alta quota
La logistica legata ai trasporti pubblici permette di pianificare il punto di partenza sfruttando le linee dell’autopostale, scegliendo tra le fermate di Soazza, Stazione oppure Rossa, Villaggio. Scegliendo l’opzione che comincia dal paese di Rossa, posto a 1064 metri di altitudine, il sentiero prende quota nei pressi della storica chiesa parrocchiale intitolata a San Bernardo. I primi passi si sviluppano all’interno di un fitto bosco dominato dalle conifere, per poi salire verso la località denominata Alp de Calvaresc Sot, dove gli alberi lasciano spazio a grandi distese prative.
Il tracciato si innesta successivamente sul Sentiero Alpino Calanca, un’alta via d’alta quota molto frequentata dagli appassionati che si sviluppa lungo le creste montuose. Superato il dislivello che conduce all’Alp de Calvaresc Sora (2131 metri) il panorama si apre sulle cime della catena. In breve tempo si raggiunge la sponda del Lagh de Calvaresc, punto in cui l’emozione di vedere dal vivo il disegno perfetto del cuore ripaga lo sforzo profuso.
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Oltrepassata la conca lacustre, l’ascesa riprende verso la Bocchetta di Calvaresc, sezione tecnica che richiede assenza di vertigini a causa di alcuni passaggi esposti. I saliscendi conducono ai 2412 metri del Piz de Ganan, immettendo l’escursionista in un ambiente severo, caratterizzato dalla conca di pietra del Ganan. Il rientro intercetta il rifugio omonimo a 2375 metri e la Bocchetta di Büscenel, scendendo poi attraverso la Val Largè fino all’abitato di Valbella, da cui si torna al punto iniziale tramite la strada principale.
La rete dei rifugi e le varianti della Mesolcina
Esplorare questa regione alpina permette di apprezzare strutture di accoglienza storiche dislocate sui versanti opposti della montagna. Scegliendo l’accesso dalla Mesolcina, il cammino prende il via da Soazza in direzione Bec, puntando verso il Pass de Buffalora. La Capanna Buffalora, situata a 2078 metri di altitudine, costituisce l’unico presidio custodito e gestito dell’intera Val Calanca durante la stagione estiva.
Sostare in questo punto consente di spezzare il forte dislivello, riducendo la fatica complessiva prima di affrontare l‘ultimo strappo ripido verso l’incantevole conca lacustre. La presenza di nevai residui è frequente ad alta quota persino nei mesi di luglio e agosto, fattore che impone massima prudenza e calzature adeguate. L’intero anello escursionistico richiede una camminata stimata tra le 6 e le 8 ore totali, un’esperienza intensa che condensa la straordinaria meraviglia dei paesaggi alpini svizzeri in un solo itinerario.
Foto di Copertina Canva (l’immagine utilizzata è rappresentativa di un lago alpino a forma di cuore e non ritrae il Lagh de Calvaresc)
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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