Stai correndo, tutto sembra andare bene, poi a un certo punto senti un bruciore o un dolore diffuso lungo la parte interna della tibia — quella faccia dell’osso frontale della gamba. Continui, ma il dolore cresce. Il giorno dopo, quella zona è dolorosa anche al tatto.
Benvenuto nella periostite tibiale — o shin splints, come la chiamano i runner anglofoni. È l’infortunio più comune tra chi inizia a correre, specialmente nella stagione primaverile-estiva, e rappresenta una delle cause principali di abbandono della corsa nei neofiti. Non perché sia grave — di solito non lo è — ma perché fa male abbastanza da scoraggiare.
Cos’è esattamente la periostite tibiale
Il termine tecnico è sindrome da stress tibiale mediale. Il periostio è una membrana che riveste la superficie delle ossa; quando viene sovraccaricata da sollecitazioni ripetute — come quelle della corsa su superfici dure — si infiamma, causando dolore lungo il bordo mediale della tibia.
Non è una frattura, non è una lesione muscolare: è un’infiammazione da stress ripetuto. Il corpo sta dicendo che il carico che gli stai dando è superiore alla sua capacità attuale di adattamento.
Perché viene soprattutto adesso
Giugno è il mese in cui il fenomeno è al picco per una ragione semplice: le persone che non hanno corso per mesi (o mai) escono improvvisamente e iniziano ad allenarsi, spesso ogni giorno o quasi, spesso su asfalto, spesso con scarpe inadeguate.

La tibia — o meglio, il periostio che la riveste — ha bisogno di settimane per adattarsi allo stress della corsa. Il muscolo si adatta relativamente in fretta; le strutture ossee e le membrane molto più lentamente. Se il carico aumenta più velocemente della capacità di adattamento, arriva l’infiammazione.
I fattori di rischio principali:
• Aumento brusco del volume di corsa (da zero a tutti i giorni)
• Corsa prevalente su asfalto o superfici dure
• Scarpe da running inadeguate o consumate
• Piede piatto o pronazione eccessiva non gestita
• Muscolatura del polpaccio e del piede debole o rigida
Come si riconosce: i sintomi specifici
La periostite tibiale ha un profilo di dolore abbastanza caratteristico:
• Dolore o bruciore diffuso lungo il bordo interno della tibia (non un punto preciso, ma una zona estesa)
• Dolore che compare dopo alcuni minuti di corsa e peggiora andando avanti
• Dolorabilità al tatto lungo quella zona
• Nelle fasi iniziali: dolore che migliora con il riscaldamento, poi torna
• Nelle fasi avanzate: dolore anche a riposo o al mattino al primo appoggio
Se il dolore è molto localizzato in un singolo punto della tibia, intenso anche a riposo, e non migliora con il riposo, potrebbe essere una frattura da stress — una condizione più seria che richiede valutazione medica. La differenza principale con la periostite è la localizzazione puntuale vs diffusa.
Cosa fare quando compare
Fase acuta (primi giorni)
Smetti di correre. Non “corri di meno” — smetti, almeno per 5-7 giorni. Il riposo nella fase acuta è l’unica cosa che permette al periostio infiammato di calmarsi. Ghiaccio locale per 15-20 minuti, due o tre volte al giorno. Antinfiammatori topici (gel) se il dolore è intenso.
Fase di recupero
Dopo che il dolore acuto si è ridotto, puoi tornare gradualmente all’attività — ma non alla corsa subito. Nuoto, ciclismo, camminata veloce mantengono la forma senza caricare la tibia. La corsa riprende solo quando la zona non è più dolorosa al tatto e durante il cammino normale.
Prevenzione delle ricadute
Ridurre il volume di corsa del 30-40% rispetto a prima dell’infortunio e aumentarlo in modo molto graduale. Rafforzare i muscoli del polpaccio (esercizi di alzata sul tallone) e del piede. Considerare scarpe con più ammortizzazione o un’analisi della postura del passo da un fisioterapista o podologo.
Quanto tempo ci vuole per guarire
Con riposo adeguato e gestione corretta, la periostite tibiale in fase iniziale si risolve in 2-4 settimane. Se viene ignorata e si continua a correre attraverso il dolore, può diventare cronica e richiedere 2-3 mesi o più. La variabile principale è quanto presto ti fermi.
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Redazione SportOutdoor24: la periostite tibiale è dolorosa e frustrante, ma non è la fine della corsa. Quasi tutti i runner che si sono fermati in tempo e hanno gestito il recupero correttamente sono tornati ad allenarsi senza problemi. La parola chiave è “in tempo”.
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