Oggi vi portiamo a scoprire un luogo in cui l’acqua cade così in alto che non si riesce a vedere dove finisce: la cascata di Staubbach, a Lauterbrunnen nel cuore dell’Oberland bernese. Precipita per 297 metri su pareti rocciose verticali e, prima di raggiungere il suolo, si dissolve in una sottile nebbia nell’aria, come fosse polvere bianca contro la pietra grigia.
Non stiamo esagerando, perché è “semplicemente” la fisica del salto libero che dà persino alla cascata il suo nome. In tedesco Staub significa polvere, e qui l’acqua letteralmente si polverizza. La Valle di Lauterbrunnen è nota per custodire 72 cascate nel perimetro della sua conca glaciale. La Staubbach è la più celebre, il punto di riferimento visivo che si vede appena si arriva in paese.
Una pioggia che non bagna: il segreto del nome
La cascata si è formata durante l’era glaciale, quando i ghiacciai hanno scavato la valle lasciando le pareti laterali tagliate a picco. L’acqua del torrente Staubbach, invece di confluire gradualmente nel fondovalle, si ritrova a saltare nel vuoto da un salto di quasi trecento metri (e senza rocce intermedie che la spezzino).
Il risultato è spettacolare e un po’ surreale: il getto parte compatto dall’alto, poi si sfilaccia progressivamente nell’aria fino a diventare una nuvola bagnata che fluttua con il vento. Chi si trova ai suoi piedi sente una pioggerellina sottilissima anche nelle giornate più soleggiate. Goethe si fermò qui nel 1779 e le dedicò alcuni versi, mentre egli anni Trenta del Novecento finì persino sui francobolli svizzeri da tre centesimi.
Il sentiero che entra nella roccia
Raggiungere la base della cascata richiede meno di mezz’ora di cammino da Lauterbrunnen. Il tutto tramite un breve sentiero pianeggiante che conduce direttamente ai piedi della parete. Fin qui è una passeggiata adatta persino ai passeggini. Ma c’è pure un percorso in più che pochi conoscono, e che cambia completamente l’esperienza.
Dalla base parte un sentiero che sale lungo la parete rocciosa, attraversa un tunnel scavato nella roccia e conduce a una galleria panoramica a pochi metri dal getto d’acqua. Il vento porta spruzzi freddi sul viso, il rumore è assordante e la prospettiva capovolta (il salto viene visto dall’interno). L’accesso è gratuito e il tragitto, pur attrezzato con scale e parapetti, richiede un minimo di passo sicuro. In estate, quando il sole tramonta, la cascata viene illuminata artificialmente.
Quando andarci: stagioni e portata
Il momento di massima portata è la primavera, quando le nevi del massiccio della Jungfrau si sciolgono e l’acqua scende abbondante, e l’autunno, dopo le grandi piogge. In estate, soprattutto nei mesi più secchi, la portata si riduce drasticamente. La cascata non scompare, ma assottiglia il getto fino a renderlo quasi vaporoso.
I migliori punti fotografici sono a Lauterbrunnen, dal centro del paese, oppure dall’altro lato della valle risalendo verso Wengen: da lassù la Staubbach si vede in tutta la sua altezza, con le pareti verticali che la incorniciano.
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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