Non sono in molti a sapere che a qualche chilometro da un borgo termale abruzzese si apre una gola in cui l’acqua ha lavorato la roccia calcarea per millenni, costruendo pareti a strapiombo, grotte, cascate e giochi di luce che cambiano ora per ora. Il paesino in questione è Caramanico Terme, mentre questo capolavoro della natura è la Valle dell’Orfento, nel cuore del Parco Nazionale della Majella.
Il fiume Orfento scende dal massiccio monutoso e scava la sua strada tra le rocce con una determinazione estrema. Il risultato del suo incessante e magistrale lavoro è una gola stretta, coperta da una vegetazione ripariale fitta e verdissima, talmente lussureggiante da sembrare persino esotica.
Un canyon in miniatura alle porte dell’Abruzzo
La valle si trova a ridosso di Caramanico Terme, piccolo borgo in provincia di Pescara, e questo la rende facilmente accessibile anche per chi viaggia senza essere un escursionista esperto. Le pareti calcaree si alzano verticali lungo il tragitto del fiume, interrotte da grotte e nicchie scavate dall’erosione.
La vegetazione ripariale che fascia il fondovalle è densa, ricca di felci, muschi e alberi ad alto fusto. Nella stagione giusta, il contrasto tra la roccia chiara e il verde intenso è quasi irreale.
Il sentiero delle Scalelle: un percorso tra gradoni e acqua
L’itinerario principale per scoprire la gola segue il cosiddetto Sentiero delle Scalelle, un percorso di circa 3-4 chilometri (A/R) che arriva verso il Ponte di Caramanico. La lunghezza ridotta inganna, però: il percorso prevede gradoni di roccia naturale leggermente esposti nella prima parte, e poi si abbassa lungo il corso del fiume, con tratti rocciosi vicino all’acqua che possono risultare scivolosi.
Scarpe con buona suola e attenzione ai piedi sono sufficienti; il sentiero è classificato come escursionistico, quindi adatto a buona parte dei camminatori con un minimo di abitudine al cammino (inclusi ragazzi dai sei anni in su abituati a fare trekking). L’inizio dell’escursione avviene al Centro Visita della Valle dell’Orfento gestito da Majambiente, che organizza anche uscite guidate con le guide del parco. Prima della partenza è possibile visitare il Museo Naturalistico “P. Barrasso”, un modo utile per inquadrare la geologia e la fauna della Majella prima di avventurarsi nel fondovalle.
La presenza delle guide aggiunge valore al percorso, anche perché la gola è la culla di ecosistemi particolari, anfibi rari e specie vegetali legate all’umidità costante del fondovalle. Vederli senza sapere cosa sono è un’occasione sprecata.
La stagione giusta e cosa aspettarsi
La Valle dell’Orfento regge bene in primavera e in autunno, quando le temperature sono miti e la portata del fiume rende la gola particolarmente viva. L’estate porta inevitabilmente il caldo, ma il microclima fresco e ombreggiato del fondovalle è uno dei motivi per cui i visitatori tornano proprio in questi mesi, cercando refrigerio tra le rocce bagnate.
Anche gennaio e febbraio accolgono i loro visitatori, attirati da un paesaggio invernale rarefatto e silenzioso.
Come arrivare
La base di partenza è Caramanico Terme, raggiungibile in auto dalla A25 (autostrada dei Parchi), uscita Scafa-Alanno, poi seguendo la SS5 per pochi km e la SS487 verso Caramanico Terme / Majella.
Per chi preferisce i mezzi pubblici, da Pescara è attivo un servizio di autobus verso Caramanico Terme, ma le frequenze sono ridotte. Per questo motivo, l’auto rimane la scelta più pratica per chi viene da fuori regione.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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