Sentiero della Libertà, la passeggiata sulla Majella sulle orme di chi fuggiva dalla guerra

Nel settembre 1943, centinaia di uomini attraversarono di notte la Majella per raggiungere le linee alleate: prigionieri anglo-americani, sudafricani, neozelandesi, giovani italiani renitenti alla leva, perseguitati politici ed ebrei.

Oggi quel percorso disperato è diventato uno dei trekking più carichi di senso dell'intero Appennino: sessanta chilometri tra Sulmona e Casoli, tre tappe, un valico battuto dal vento e una storia che rifiuta di restare silenziosa.

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Il sentiero che nessuno scelse per piacere

Ci sono cammini che nascono dalla gioia e cammini che nascono dalla paura. Il Sentiero della Libertà — o Freedom Trail, come lo chiamano ancora i discendenti di quei soldati che ogni tanto tornano a percorrerlo — appartiene alla seconda categoria. Nasce come via di fuga dal campo di prigionia di Fonte d’Amore, nei pressi di Sulmona, dove dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 i reclusi anglo-americani, sudafricani e neozelandesi cercarono scampo verso i territori già liberati dagli Alleati.
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Con loro, sullo stesso tracciato, si mossero giovani italiani che non volevano combattere per Salò, ebrei, oppositori politici. Tra di loro, anche Carlo Azeglio Ciampi, che affrontò la traversata da Sulmona a Casoli il 24 marzo 1944 e la descrisse in un diario.
La traversata avveniva di notte. Di giorno ci si nascondeva nei boschi, nei fienili, nelle grotte. L’unico punto di riferimento nella salita era il Guado di Coccia, sempre battuto dal vento e spesso dalla bufera, presidiato dall’esercito tedesco. Se si riusciva a svalicare, iniziava una lunga discesa verso la libertà che finiva al Comando Alleato di Casoli.

Il percorso oggi: tre tappe, sessanta chilometri

L’Abruzzo è il regno dei cammini nell’Italia selvaggia. Un crocevia fondamentale dei sentieri del Centro Italia, come più volte abbiamo raccontato: c’è la Via della Transumanza, c’è il Cammino dei Briganti, c’è il Cammino delle Terre Mutate. E tanti altri. Il trekking del Sentiero della Libertà si sviluppa su circa 60 km, suddiviso in tre tappe e tre giorni, su sentieri che attraversano il Parco Nazionale della Majella.sentiero-majella
Il dislivello non è banale, l’orientamento richiede attenzione, ma tecnicamente il percorso è alla portata di chi cammina con regolarità e ha calzature adeguate.

Tappa 1 — Da Sulmona a Campo di Giove

Si parte dal centro di Sulmona, o in variante dal cimitero cittadino, attraversando il borgo di Pacentro lungo l’antica via dei Placunti.
È la tappa più lunga, quella in cui si lascia la pianura e si entra nella montagna. Campo di Giove, a 1.064 metri, è la porta d’accesso alla Majella vera.

Tappa 2 — Da Campo di Giove a Palena

È il cuore del sentiero. Da Campo di Giove si sale verso il Guado di Coccia a 1.674 metri, valico naturale tra il massiccio della Majella e il Monte Porrara, con viste che abbracciano anche la celebre ferrovia definita la Transiberiana d’Italia.parco-majella
Qui, su questa sella ventosa, passava la Linea Gustav — il confine tra l’Italia occupata e quella liberata. Oggi c’è silenzio. In inverno c’è solo vento. Poco sotto il valico si trovano i resti dell’antico eremo di San Nicola, nel Vallone di Coccia.
La discesa porta a Palena, borgo che ha il tempo sospeso dei posti che la storia ha attraversato di corsa.

Tappa 3 — Da Palena a Taranta Peligna (o Casoli)

L’ultima tappa tocca Lettopalena vecchia, distrutta dai tedeschi durante la ritirata, le antiche tagliate scavate nella roccia lungo l’Aventino e l’acquedotto medievale del monastero di San Pietro, fino al Sacrario della Brigata Maiella.
È la tappa più emotivamente densa. Lettopalena — un paese fantasma, rimasto tale — vale da sola il viaggio. Che diventa ancora più indimenticabile dopo un piatto di pallotte cacio e ova o una grigliata a base di arrosticini.

La Brigata Maiella e l’eccidio che non si dimentica

Il contesto storico di questo cammino non è solo quello della fuga. Il 21 novembre 1943, a Pietransieri, vennero rastrellate e uccise 128 persone, tra cui 34 bambini con meno di dieci anni e un neonato. Questi atti contribuirono alla nascita di formazioni partigiane spontanee che confluirono nella Brigata Maiella, che nel suo periodo più intenso contò circa 1.500 effettivi.liberta-sentiero
Nella storia della Resistenza italiana fu l’unica formazione partigiana decorata con la Medaglia d’Oro al Valore Militare alla bandiera, e fu tra le pochissime aggregate all’esercito alleato.

La marcia del 25 aprile: un appuntamento collettivo

Dal 2001, nei giorni a ridosso del 25 aprile, si tiene la Marcia Internazionale Sentiero della Libertà, che ripercorre gli oltre 60 chilometri da Sulmona a Casoli in tre giorni.majella-sentiero-libertà
Ogni anno partecipano circa 500 persone, in prevalenza studenti degli ultimi anni delle scuole superiori.
Non è una gara. Non ci sono classifiche. È una delle poche esperienze in cui la montagna smette di essere un palcoscenico per le performance e torna a essere quello che è sempre stata: un luogo dove le cose serie accadono davvero.

Info pratiche

Punto di partenza: Sulmona (AQ) — raggiungibile in treno dalla linea Roma-Pescara
Punto di arrivo: Casoli (CH) o Taranta Peligna
Lunghezza totale: circa 60 km (variante breve dal bivio Pacentro-Cansano: 27 km)
Durata: 3 giorni
Dislivello massimo: Guado di Coccia, 1.674 m
Difficoltà: E (escursionistica), con tratti impegnativi nella seconda tappa
Segnaletica: sigla CSL e/o L sui sentieri del Parco Nazionale della Majella
Cartografia: Carta Escursionistica Parco Nazionale della Majella, scala 1:25.000
Periodo consigliato: aprile-giugno / settembre-ottobre (evitare in condizioni invernali)
Sito ufficiale marcia: ilsentierodellaliberta.it

Foto sentierodelalibertà, parco majella

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