C’è un modo per visitare il Parco Nazionale dello Stelvio che non passa dai tornanti né dalle piste da sci.
Passa dai passi lenti di chi si ferma a leggere un paesaggio come fosse un libro aperto — e da quel libro emergono trincee, camminamenti, villaggi militari e postazioni di artiglieria che il tempo aveva quasi cancellato.
La Prima Guerra Mondiale si combatté anche qui, sopra i 3.000 metri, in condizioni che le battaglie di pianura non riescono a immaginare: neve, ghiaccio, quota, e un fronte che divideva Italia e Austria-Ungheria lungo le creste dello Stelvio.
Si chiamò Guerra Bianca, e i suoi resti — restaurati con cura dal Parco Nazionale — sono oggi il cuore degli Stelvio Historical Trek: una rete di sei itinerari tematici nati dal progetto di valorizzazione promosso da Regione Lombardia insieme a ERSAF e al Museo della Guerra Bianca.
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Le Buse: il villaggio che la montagna ha custodito
Il primo e più accessibile degli itinerari parte da un tornante sopra la Seconda Cantoniera dello Stelvio, dove un sentiero si infila nella Valle dei Vitelli e conduce fino al villaggio militare de “Le Buse”.
Diciassette edifici disposti a semicerchio, postazioni di artiglieria scavate in galleria e una fitta rete di trincee raccontano ancora oggi la vita quotidiana dei soldati ad alta quota — un sito che il Parco ha restaurato con cura.
I numeri: 5,8 km, 436 metri di dislivello positivo, circa 2 ore e 40 minuti.
Adatto a famiglie e camminatori senza grande allenamento.
Attorno, pascoli alpini fioriti dove marmotte, camosci e stambecchi si muovono indisturbati — e con un pizzico di fortuna anche il gipeto in volo.
La variante più spettacolare è la traversata dalle Buse ai Fortini Alti, con discesa per la storica mulattiera militare fino alla Prima Cantoniera — un percorso che trasforma l’escursione in un’intera mattinata di storia e natura.
Filon dei Mot e Monte Scorluzzo: in cresta sopra il fronte
Per chi ha gambe e fiato più allenati, il secondo itinerario sale dal primo tornante sopra la Seconda Cantoniera fino al Filon dei Mot e alla cima del Monte Scorluzzo, a 3.092 metri di quota.
I numeri: 8 km, 797 metri di dislivello positivo, circa 3 ore e 30 minuti.
Il cammino attraversa un antico insediamento militare e un osservatorio italiano d’epoca, sfiora reticolati ancora visibili e le postazioni di prima linea che un tempo dominavano il Passo dello Stelvio.
Nell’ultimo tratto, il paesaggio quasi lunare del Passo delle Platigliole è costellato di resti di trincee che il vento ha levigato senza cancellare.
Le Guide Alpine di Bormio lo chiamano il “Machu Picchu delle Alpi” — un nome esagerato, ma chi arriva in cima capisce perché l’hanno scelto: strutture militari intatte, in una posizione panoramica assoluta tra Italia e Svizzera.
Piz Umbrail e Forcola di Rims: l’anello per chi non teme l’alta quota
Il percorso più impegnativo è un anello che sale fino ai 3.031 metri del Piz Umbrail, balcone naturale sospeso tra Italia e Svizzera con vista sul gruppo Ortles-Cevedale.
I numeri: circa 11 km, 700 metri di dislivello positivo complessivo, 4-4,5 ore.
Il tracciato alterna pascoli d’alta quota, resti di fortificazioni della Grande Guerra e brevi tratti attrezzati con catene.
La discesa verso la Forcola di Rims attraversa un sistema difensivo di trincee e camminamenti perfettamente integrati nel paesaggio — fino ai resti di una caserma militare sul versante opposto.
È un’escursione riservata a escursionisti esperti, da affrontare con buona preparazione fisica, meteo favorevole e attrezzatura adeguata — meglio ancora se accompagnati dalle Guide Alpine di Bormio, che per questo percorso portano uno storico al seguito.
Il calendario estate 2026: le escursioni guidate
Per chi preferisce esplorare questi luoghi con qualcuno che conosce ogni singola pietra, il calendario estivo dugli Stelvio Historical Trek offre diverse opportunità.
Il Parco Nazionale dello Stelvio propone quattro appuntamenti aperti a tutti:
21 luglio — “Bocchetta di Forcola: sulle tracce della Grande Guerra e della Strada dello Stelvio”
4 agosto — “Bivacco Battaglione Skiatori Monte Ortles: un ricovero del primo conflitto mondiale ad alta quota”
18 agosto — “Passo di Gavia – Monte Gaviola”
1° settembre — “Le Buse: nel silenzio calcareo della memoria e della vita selvatica”
Info e iscrizioni: punto informazioni del Parco (0342 900823) o Bormio Tourism (0342 903300).
Le Guide Alpine di Bormio accompagnano invece tre escursioni con uno storico al seguito:
26 luglio — Monte Scale
8 agosto — Cime dei Forni
22 agosto — Monte Scorluzzo e Filon dei Mot (“Il Machu Picchu delle Alpi”)
Info: info@guidebormio.com — tel. 351 8895411.
I “Trekking del giovedì – Camminando nella storia” a Santa Caterina Valfurva tornano ogni giovedì da luglio al 3 settembre, con le Guide di Media Montagna tra i sentieri della Valle dell’Alpe e del Sobretta, raggiungibili in cabinovia.
Iscrizioni: 351 8895411 o 0342 925116.
Schede tecniche e mappa dei percorsi: bormio.eu
Info pratiche
Dove: Comprensorio di Bormio, Parco Nazionale dello Stelvio, Valtellina, Lombardia
Come arrivare a Bormio: SS38 da Sondrio, o valichi dalla Svizzera (Stelvio) e dall’Austria (Resia); stazione ferroviaria più vicina Tirano (linea Milano-Tirano), poi bus per Bormio
Le Buse: 5,8 km, 436 m D+, 2h40, facile — famiglie
Filon dei Mot e Monte Scorluzzo: 8 km, 797 m D+, 3h30, medio
Piz Umbrail e Forcola di Rims: 11 km, 700 m D+, 4-4h30, impegnativo — esperti
Attrezzatura consigliata: scarponcini da trekking, abbigliamento a strati, acqua abbondante — anche in estate le quote dello Stelvio sorprendono con il freddo
Foto Bormio Tourism
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