L’altopiano dolomitico dove una marmotta ha scoperto i resti di un uomo preistorico

Nel 1985, a Pescul di Selva di Cadore, Vittorino Cazzetta notò alcuni particolari reperti in un cumulo di terriccio lavorato da una marmotta — e scoprì quello che nessuno si aspettava: l\'unica sepoltura mesolitica mai trovata in alta quota, a 2.150 metri, sull\'altopiano di Mondeval de Sora tra il Monte Pelmo e i Lastoi di Formin. Il cacciatore, soprannominato Valmo, visse circa 7.500 anni fa e fu sepolto con oltre 60 oggetti. Oggi lo scheletro e il corredo funerario sono al Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore. L\'altopiano si raggiunge in circa 2 ore da Santa Fosca.

MONDEVAL LAGO-BASTE-PELMO-LUCA PATRON -

Nel 1985 un escursionista di Selva di Cadore notò qualcosa di strano in un cumulo di terriccio.
Lo aveva smosso una marmotta.
Dentro c’erano reperti che non appartenevano a nessuna epoca recente.
Vittorino Cazzetta segnalò la scoperta. Nel 1987, in seguito agli scavi del professor Antonio Guerreschi e della sua équipe, fu rinvenuto lo scheletro di un cacciatore mesolitico vissuto circa 7.500 anni fa.

Mondeval, l’altopiano della preistoria

La scoperta fu di portata mondiale per due ragioni.
La prima: lo scheletro e il ricco corredo funebre erano in uno stato di ottima conservazione.
La seconda, ancora più sorprendente: fino a quel tempo non si era a conoscenza che i cacciatori mesolitici frequentassero l’alta montagna.mondeval

Mondeval de Sora è un altopiano alpino posto a un’altitudine media di 2.200 metri, facente parte del gruppo dolomitico Croda del Lago, compreso nei comuni di San Vito di Cadore e Selva di Cadore in provincia di Belluno.
Un posto che gli uomini raggiungevano già diecimila anni fa — e che oggi si raggiunge con un sentiero di due ore tra i faggi e i pascoli dolomitici.

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Valmo: il cacciatore sepolto con 60 oggetti

Il cacciatore, che gli studiosi hanno soprannominato Valmo, appartiene al tipo Cro-Magnon, tra gli ultimi rappresentanti di questo tipo umano, posto sotto un riparo formato da un masso erratico, sepolto con tutto il suo ricco corredo da altri cacciatori.
Il corredo funerario ritrovato nella sepoltura è di rara bellezza ed enorme importanza sia per conservazione che per qualità e quantità — circa 60 oggetti. Tra questi spiccano un accurato arpione da pesca, una serie di denti canini atrofici di cervo forati e utilizzati probabilmente per una collana, grandi lame di selce di circa 10 cm di lunghezza e lamelle di piccole dimensioni realizzate con tecniche di lavorazione molto sofisticate.uomo-mondeval-valmo

Il corredo conserva importanti reperti anche di tipo organico, in particolare resti di pasto e resine con propoli, che hanno ampliato notevolmente le conoscenze paleontologiche.
Quello che colpisce, oltre alla ricchezza degli oggetti, è il rituale.
Seppellire un compagno con questo livello di cura — in alta quota, in un luogo difficile da raggiungere anche oggi — richiede una concezione della morte, dell’aldilà e della comunità che nessuno aveva attribuito a cacciatori di questo periodo.
Si tratta ad oggi dell’unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota.

Il Museo Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore

Prima di salire all’altopiano, o al ritorno, vale la pena fermarsi al Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore.
Nella parete di fondo, un accurato diorama integrato da un supporto audio ricostruisce alcuni aspetti della vita e delle attività condotte in una capanna mesolitica, ricavata sotto un riparo, sulla base dei dati desunti dallo studio scientifico del sito di Mondeval de Sora.esterno-museo-cazzetta-belluno

Il museo custodisce l’intero corredo funerario — visibile a pochi centimetri, senza vetri opachi né distanze museali esagerate.
Lo scheletro di Valmo è lì, con i suoi 60 oggetti sistemati esattamente come furono trovati.
Il museo ospita anche il calco del masso con le impronte dei dinosauri trovato nei pressi del Monte Pelmo — l’altra grande scoperta di Cazzetta, che scoprì entrambi i siti prima di scomparire in un incidente di montagna nel 1996.
Contatti museo: tel. 0437.521068, sito museoselvadicadore.it

I due sentieri per raggiungere l’altopiano

Sentiero da Santa Fosca — il percorso più completo
Il punto di partenza ideale per chi sale da Selva di Cadore è Santa Fosca, la frazione a 1.468 m con parcheggio.
Da Santa Fosca si sale in auto fino a Malga Pian de Vacia a 1.650 m — consigliabile chiedere il permesso alla malga e acquistare qualcosa al ritorno.

Da qui si segue il sentiero CAI 466: si supera la Malga Mondeval de Sota ormai abbandonata, si passa una passerella sul Rio Mondeval e si sale fino all’altopiano di Mondeval, dove sulla sinistra, circondato dai pascoli, si trova il masso dove fu ritrovata la sepoltura.
Dislivello totale: 700 m dal parcheggio di Santa Fosca, 500 m se si sale in auto a Malga Pian de Vacia. Tempo: circa 2 ore. Difficoltà: facile. Sentieri: 466, 436, 465.
In alto il sentiero obliqua a sinistra, traversa un ruscello e sale a svolte tra grandi massi di dolomia fino a un bivio sull’orlo della conca di Mondeval. Si lascia a destra un sentiero per Forcella Ambrizzola e si continua a saliscendi in una conca erbosa sorvegliata dai Lastoni di Formin e dallo Spiz de Mondeval, fino al masso a 2.130 m che ospitava l’insediamento preistorico.

Sentiero dal Passo Giau — per chi viene da Cortina
Il luogo della sepoltura è raggiungibile dal Passo Giau parcheggiando nei pressi della Malga Giau e seguendo il sentiero n. 436 fino al bivio di Forcella Giau.
Da lì si scende verso Mondeval con il sentiero 466 — un percorso più breve ma che richiede di ridiscendere lo stesso dislivello al ritorno.

L’altopiano: il Lago delle Baste e il Pelmo riflesso

Arrivati all’altopiano di Mondeval, la sepoltura è solo l’inizio.
Il Lago delle Baste — a pochi minuti a piedi dal masso — è uno degli scorci più iconici delle Dolomiti bellunesi: il Monte Pelmo si riflette nell’acqua del piccolo lago alpino, con i Lastoi di Formin e la Croda da Lago che chiudono il panorama.
L’altopiano di Mondeval, con i massi rocciosi sparsi un po’ ovunque come le rovine di un antico tempio e con l’onirico lago delle Baste, dove il Pelmo riflette e fa da sfondo, sembra il luogo sacro dove un uomo di migliaia di anni fa trovava la connessione spirituale tra terra e cielo.monte-pelmo-bici

Più in alto, a sinistra, sono gli edifici della Casera Mondeval de Sora, da cui il sentiero prosegue verso il Lago delle Baste. Salendo nella conca a monte del masso si raggiunge il sentiero dell’Alta Via numero Uno, che si può seguire verso Forcella Ambrizzola o Forcella Giau.

Le escursioni nei dintorni

Anello Forcella Ambrizzola — Forcella Giau:
Per il rientro dal sito, si consiglia di salire fino a Forcella Ambrizzola con vista sulla conca ampezzana, prendere il sentiero 435 verso Forcella Giau con vista sulla conca di Giau, e poi scendere attraverso un grande catino erboso con a sinistra Monte Mondeval a 2.455 m e a destra il Piz del Corvo a 2.383 m.
Un anello panoramico completo che aggiunge circa 2 ore al percorso base.

Monte Pelmo dalla Val Fiorentina:
L’altopiano di Mondeval è uno dei punti di partenza per chi vuole continuare verso il Giro del Pelmo — il grande anello che abbraccia l’intero massiccio dolomitico. Il pezzo sul Monte Pelmo racconta il percorso completo con dislivelli e difficoltà.

Miniere del Fursil a Colle Santa Lucia:
A meno di 20 minuti di auto da Selva di Cadore, le Miniere del Fursil custodiscono un’altra scoperta di Vittorino Cazzetta: il masso con le orme dei dinosauri. Lo stesso ricercatore, due scoperte straordinarie nello stesso territorio. Da non perdere il castello di Andraz, nella foto.miniere-fursil-agordo

Alta Via n. 1:
Il sentiero di lunga percorrenza più classico delle Dolomiti occidentali transita proprio da questo altopiano — chi percorre l’AV1 trova Mondeval come una delle tappe più suggestive dell’intero percorso.

Info pratiche

Dove: Mondeval de Sora, comuni di Selva di Cadore e San Vito di Cadore, provincia di Belluno, Dolomiti venete
Come arrivare: dall’A27 Venezia-Belluno, poi SR203 Val Cordevole fino a Selva di Cadore — circa 80 km da Belluno, 2h da Venezia
Partenza da Santa Fosca: parcheggio a Santa Fosca o a Malga Pian de Vacia (1.650 m) — sentiero 466
Partenza da Passo Giau: parcheggio Malga Giau, sentiero 436 — per chi viene da Cortina d’Ampezzo
Dislivello: 500-700 m secondo il punto di partenza
Difficoltà: facile, sentiero ben segnalato
Tempo: circa 2 ore andata, 1h30 discesa§
Quota sito: 2.130-2.150 m
Museo Vittorino Cazzetta: Selva di Cadore — tel. 0437.521068, museoselvadicadore.it
Stagione: luglio-settembre, sentiero praticabile anche in giugno con neve residua in quota

Foto https://valfiorentinadolomiti.it/, https://www.visitdolomitibellunesi.com/it

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