Il canyon d’acqua cristallina nascosto nel Monferrato, tra pareti di roccia alte cento metri e piccole spiagge

Scorre tra pareti di roccia alte fino a cento metri un torrente limpido che in estate si trasforma in una delle mete più amate della Val Borbera. Le Strette di Pertuso sono un piccolo canyon di pozze, spiagge di ciottoli e acqua fresca incastonato nel verde

strette del pertuso

Anche il Piemonte ha i suoi Caraibi? Il paragone fa sorridere: qui non ci sono palme, sabbia bianca o fondali tropicali. Ma alle Strette di Pertuso non serve assomigliare a un posto esotico per sorprendere. Bastano l’acqua limpida, le pareti di roccia e le piccole spiagge di ciottoli dove fermarsi nelle giornate più calde.

Siamo in Val Borbera, in provincia di Alessandria, tra Pertuso e Persi, in un angolo di Piemonte non lontano dal Monferrato. Qui il torrente attraversa una gola spettacolare, stretta tra pareti che in alcuni punti raggiungono circa cento metri. In estate si viene per fare il bagno, cercare un po’ di fresco o semplicemente passare qualche ora nella natura.
Il Borbera si restringe tra le rocce, poi rallenta in anse più tranquille, mentre la luce fa cambiare colore all’acqua dal verde all’azzurro. Più che ricordare i Caraibi, le Strette hanno un fascino tutto loro: fresco e selvatico.

Un canyon scavato dal Borbera tra pareti alte cento metri

La sensazione, osservando le Strette di Borbera dal basso, è che il torrente abbia aperto con forza un varco nella montagna. In realtà dietro questo paesaggio c’è una storia geologica lunghissima. Le rocce che caratterizzano la gola comprendono i conglomerati di Savignone, di età oligocenica, tra cui la cosiddetta puddinga, una roccia sedimentaria formata da ciottoli e frammenti arrotondati cementati tra loro. Nel tempo l’azione del Borbera ha inciso progressivamente questi materiali, dando origine a una gola profonda che in alcuni punti raggiunge circa cento metri.strette del pertuso

Il risultato non è un canyon uniforme: qui le pareti si avvicinano e poi tornano ad allontanarsi, il greto cambia larghezza e le rocce emergono dall’acqua con forme arrotondate. Lungo il percorso si alternano tratti tranquilli e brevi rapide, mentre la luce non è mai uguale.

 

Anche la vegetazione cambia. Nella parte iniziale sono presenti boschi di castagni e roveri, che rendono il paesaggio più verde e ombreggiato. Nei settori più aspri e stretti, invece, gli alberi lasciano progressivamente spazio alle pareti nude, alla ghiaia e al letto del torrente. Osservate dall’alto, le Strette appaiono quasi come un taglio netto tra due parti della valle. Dal piccolo abitato di Monteggio, raggiungibile dalla zona di Cerreto Ratti, è possibile avere una visione più ampia dell’intera gola.

Acqua trasparente, spiaggette e una biodiversità preziosa

Naturalmente in estate è soprattutto l’acqua rinfrescante a essere protagonista. Il Borbera forma lungo le Strette numerose zone in cui la corrente rallenta e lascia spazio a pozze, rive ghiaiose e piccole spiagge di sassi, diventate negli anni una sorta di alternativa al mare per chi vive nell’alessandrino e nelle zone vicine.

La trasparenza dell’acqua permette spesso di vedere distintamente il fondo, mentre le diverse profondità e il colore delle rocce possono regalarle tonalità che vanno dal verde al turchese. Non è però una piscina: il Borbera rimane un corso d’acqua naturale, con portata e corrente che possono cambiare in base alle piogge e alla stagione.

strette del pertuso

Proprio la qualità delle sue acque contribuisce a rendere l’ambiente particolarmente interessante anche dal punto di vista naturalistico. Nell’area vive ancora il gambero di fiume, specie diventata rara e legata ai corsi d’acqua ben conservati, insieme a diverse specie ittiche.

Il luogo è inoltre parte della Rete Natura 2000 e sono comprese nella Zona Speciale di Conservazione “Strette della Val Borbera”, istituita per tutelare habitat e specie di particolare interesse. Tra la vegetazione della zona si trovano anche specie come il giglio martagone, la Fritillaria tenella e diverse orchidee selvatiche. Non soltanto un posto dove fare il bagno, insomma, ma un ambiente naturale delicato da scoprire e proteggere.

Bagni nel torrente, passeggiate e sentieri sopra la gola

Per rilassarsi basta raggiungere uno degli accessi al torrente, scendere sul greto e scegliere un angolino dove fermarsi tra ciottoli e rocce. Da lì ci si può spostare a piedi lungo le rive, attraversando eventualmente i tratti meno profondi quando le condizioni dell’acqua lo permettono.
Le pozze più tranquille vengono utilizzate in estate per rinfrescarsi, mentre le spiaggette sono abbastanza ampie in diversi punti da poter stendere un telo. Le condizioni, però, variano molto in base alla portata del Borbera: dopo periodi di pioggia corrente e profondità possono essere molto diverse rispetto alle settimane più secche.

Chi preferisce camminare può invece salire sui versanti che dominano le Strette e raggiungere Rivarossa, un piccolo borgo abbandonato immerso nei boschi della Val Borbera. È una deviazione interessante soprattutto per chi vuole vedere il canyon dall’alto e aggiungere alla giornata sul torrente una passeggiata più avventurosa.

strette del pertuso

Si tratta di un luogo frequentato comunque anche fuori dall’estate. In primavera, ad esempio, quando la portata è maggiore, il Borbera viene percorso dagli appassionati di canoa e kayak, mentre nelle stagioni più fresche l’interesse si sposta soprattutto verso l’escursionismo e la fotografia del foliage.
Camminando sul greto è comunque meglio utilizzare scarpe adatte e prestare attenzione ai sassi bagnati e alle rocce levigate. Anche nei tratti apparentemente tranquilli bisogna ricordare che si tratta di un ambiente fluviale e non di un’area balneare controllata.

Dove si trovano le Strette di Pertuso e come arrivare

Le Strette di Pertuso si trovano in Val Borbera, in provincia di Alessandria, tra Persi, frazione di Borghetto di Borbera, e Pertuso, frazione di Cantalupo Ligure. La gola corre accanto alla Strada Provinciale 140 della Val Borbera, la strada che da Arquata Scrivia risale la valle in direzione dell’Appennino.

Uno degli accessi più utilizzati si trova nei pressi di Pertuso, al km 15,600 della provinciale. Qui un cippo ricorda la Divisione partigiana Pinan-Cichero e da un breve sentiero si raggiunge il torrente e la passerella pedonale che collega le due sponde.

Un secondo accesso comodo si trova dall’area attrezzata Boscopiano, lungo la SP140: da qui una scalinata protetta da corrimano scende verso il greto. Lungo la provinciale esistono inoltre altri sentieri di accesso, ma non da tutti è facile scendere.

In estate, soprattutto nei weekend, la zona può essere molto frequentata. Una volta abbandonata la strada, però, il rumore delle automobili sparisce rapidamente. Rimangono quello dell’acqua sui sassi, l’ombra delle pareti e un torrente trasparente che continua a scavare lentamente la sua strada tra le rocce dell’Appennino.

Foto: Wikipedia

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