Immaginate di passeggiare tra le attrazioni del Wurstelprater di Vienna — ruota panoramica, montagne russe, zucchero filato — e di trovarvi davanti a una casa perfettamente sferica, circondata da un reticolato di filo spinato e da un cartello che recita: Repubblica di Kugelmugel. Si tratta di un’installazione artistica temporanea? Un set cinematografico? Niente di tutto questo.
È una nazione autoproclamata con la sua costituzione, i suoi francobolli e un presidente fondatore che ha trascorso anni a combattere contro la burocrazia austriaca.
Kugelmugel è una delle destinazioni più bizzarre e affascinanti d’Europa, e si trova letteralmente a pochi passi dal centro di una delle capitali più eleganti del mondo.
Un artista, una sfera e una guerra con lo Stato austriaco
La storia di Kugelmugel inizia nel 1971, quando l’artista e architetto Edwin Lipburger decise di costruire a Katzelsdorf, nella regione di Wiener Neustadt, una casa dalla forma insolita: una sfera perfetta di 8 metri di diametro.
L’idea era coerente con la sua visione estetica e filosofica. Lipburger era convinto che le forme curve, in armonia con la natura, rappresentassero lo spazio ideale per l’essere umano.

L’ostacolo era uno solo, ma tutt’altro che trascurabile: l’assenza di qualsiasi permesso edilizio. Le autorità austriache cominciarono a pressarlo con diffide e richiami, ma Lipburger oppose una difesa originale quanto ostinata. La sua costruzione, sosteneva, era uno “spazio bidimensionale positivo e costante” a cui le normali normative edilizie semplicemente non potevano applicarsi, differente da qualsiasi vera e propria abitazione con fondamenta stabili.
La Corte distrettuale di Wiener Neustadt non fu convinta e lo condannò a dieci settimane di prigione per usurpazione di potere. Fu solo l’intervento diretto del presidente austriaco a evitargli la galera.
Quando una “sfera” diventa una nazione indipendente
Anziché cedere, Lipburger alzò la posta in gioco. Nel 1976 dichiarò l’indipendenza della Repubblica di Kugelmugel, dotandola di costituzione, bandiera e persino di una produzione filatelica propria — i francobolli kugelmugheliani, naturalmente privi di riconoscimento da parte di qualsiasi servizio postale al mondo. Nessun organismo internazionale ha mai riconosciuto la micronazione, eppure questo non ha fermato il suo fondatore.

Le tensioni con le autorità austriache continuarono per anni, tra ricorsi, proteste e nuove condanne. La svolta arrivò in modo inaspettato. Nel 1982 il municipio di Vienna propose di spostare la sfera all’interno del Prater, il celebre parco pubblico della città, trasformandola in attrazione turistica.
Lipburger accettò, ma a patto che l’indipendenza della sua repubblica fosse rispettata. La casa-sfera fu trasferita e circondata simbolicamente da filo spinato, a marcare i confini di uno Stato che nessuno riconosce ma che in pochi si sognerebbero di ignorare.
Dentro i confini di Kugelmugel
Oggi la sfera si trova nel cuore del Wurstelprater, il luna park storico di Vienna, a due passi dalla celebre Riesenrad — la gigantesca ruota panoramica che campeggia sullo skyline della città. La struttura è ancora lì, impeccabile, con il suo reticolato simbolico e i cartelli della repubblica.
All’interno, si possono acquistare i famosi francobolli kugelmugheliani come souvenir: un pezzo di storia impossibile da trovare altrove. Lipburger, scomparso nel 2015, ha lasciato una struttura diventata icona dell’eccentricità europea. La piccola sfera ospita ancora oggi una sorta di “ufficio postale” informale e continua ad attirare visitatori curiosi da ogni angolo del mondo, affascinati dall’idea che un singolo individuo abbia potuto sfidare lo Stato, anche in modo così bizzarro.

Quello che colpisce di più, una volta arrivati davanti alla sfera, è il contrasto straniante con l’ambiente circostante: le montagne russe rumorose, i bambini con lo zucchero filato, il profumo di Bratwurst nell’aria. Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è una “nazione” con la sua identità, la sua storia e la sua ostinata coerenza. Un monumento involontario alla libertà individuale, costruito in cemento e determinazione.
Come visitare la repubblica sferica di Vienna
Raggiungere Kugelmugel è semplice quanto prendere la metropolitana. Il Wurstelprater è servito dalla U1 fino alla fermata Praterstern, da cui si cammina pochi minuti nel parco. La sfera si trova nell’area del luna park, liberamente visibile dall’esterno tutto l’anno.
Il momento migliore per una visita è durante la bella stagione. In inverno il luna park riduce gli orari, ma la sfera resta comunque accessibile alla vista.
Vale la pena abbinare l’escursione a una passeggiata sull’intera Hauptallee, il viale alberato di 4,5 chilometri che attraversa il Prater fino alla periferia: uno dei polmoni verdi più belli d’Europa.

Info pratiche
Dove: Wurstelprater, Vienna — zona Leopoldstadt, accanto alla Riesenrad
Come arrivare: Metro U1, fermata Praterstern; poi 5-10 minuti a piedi nel parco
Quando: Tutto l’anno; primavera ed estate per l’esperienza migliore
Orari: Visibile liberamente dall’esterno in ogni momento; gli interni dipendono dalle aperture occasionali
Biglietto: Accesso gratuito all’area esterna; eventuali souvenir (francobolli) a pagamento
Da abbinare: Giro sulla Riesenrad, passeggiata sulla Hauptallee del Prater, visita al Museo di Arte Moderna (Mumok) nel MuseumsQuartier
Consiglio: Portate una fotocamera e arrivate nel tardo pomeriggio per la luce migliore — la sfera sul verde del parco è una scena che vale ogni scatto
Foto Canva, Wikipedia (https://en.wikipedia.org/wiki/File:Kugelmugel_innen.jpg; https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Kugelmugel_7RV8266.jpg)
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