Prima era difficilissimo arrivarci. Ora queste isole sono a tre ore dall’Italia

Dal 2 giugno 2027 c\'è un volo diretto da Milano Malpensa alle Isole Faroe — tre ore e un quarto, nessuno scalo. È la prima rotta diretta dall\'Italia verso uno degli arcipelaghi più remoti e spettacolari d\'Europa: 18 isole nel Nord Atlantico, 500 km di sentieri, scogliere a picco sull\'oceano e un meteo che cambia quattro volte al giorno. Ecco cosa aspettarsi.

Isole Faroe

Fino ad oggi, raggiungere le Isole Faroe dall’Italia significava mettere in conto almeno uno scalo — Copenhagen, Reykjavik, Bergen — e una giornata di viaggio che scoraggiava chi non era più che determinato ad andarci. Il risultato è che le Faroe sono rimaste, per la maggior parte degli italiani, una di quelle destinazioni che si conosce per le foto sui social — quelle scogliere verticali, quei villaggi con i tetti d’erba, quell’oceano color piombo — ma che si rimanda sistematicamente a un futuro non meglio definito.

Dal 2 giugno 2027 Atlantic Airways inaugurerà il primo volo diretto da Milano Malpensa a Vágar, l’aeroporto internazionale delle Faroe: tre ore e un quarto, ogni mercoledì, fino al 1° settembre. Stagionale, per ora, ma è un inizio, e cambia completamente la logistica di un viaggio che molti hanno sognato e rimandato troppo a lungo.

Dove sono e cosa sono le Isole Faroe

Le Faroe si trovano nel Nord Atlantico, in mezzo tra Islanda e Norvegia — 18 isole di origine vulcanica, con circa 50.000 abitanti, più pecore e pulcinelle di mare di quanti siano gli esseri umani. Il nome in norreno significa letteralmente “isole delle pecore”, e chi ci è stato dice che ha senso: gli ovini pascolano liberi ovunque, anche sui sentieri di trekking, anche sulle creste a picco sul mare.

Non si è mai a più di 5 km dal mare — il che vuol dire che ogni uscita in montagna ha l’oceano sullo sfondo, le scogliere come orizzonte e il vento atlantico come compagno costante. Il meteo cambia continuamente: gli abitanti dicono che in una stessa giornata puoi avere tutte e quattro le stagioni, e non è un modo di dire. Questo è uno dei dati più utili da sapere prima di partire: alle Faroe non si va per il sole garantito, si va per un paesaggio che proprio grazie al meteo instabile produce quei cieli di nuvole scultoree e quelle luci improvvise che si vedono nelle fotografie.

Múlafossur

Il trekking: 500 km di sentieri, quasi tutti spettacolari

La maggior parte delle camminate caratteristiche sono brevi — la difficoltà non è la distanza, ma il terreno sdrucciolevole, l’esposizione al vento e le pendenze. È una buona notizia per chi non vuole fare trekking d’alta montagna ma vuole comunque un’esperienza outdoor autentica: le Faroe sono accessibili a un pubblico ampio, a patto di avere scarpe con buon grip, abbigliamento impermeabile e la disponibilità a fermarsi se il meteo dice di fermarsi.

La maggior parte dei sentieri più conosciuti è accessibile a chiunque abbia una forma fisica ragionevole e le scarpe giuste. Le Faroe sono colline più che montagne, nella maggior parte dei casi — anche la cima più alta, lo Slættaratindur a 880 metri, è raggiungibile in modalità moderate.

Questi sono i percorsi che vale la pena conoscere prima di partire:

Lago Sørvágsvatn e la scogliera di Trælanípa (isola di Vágar, 6-8 km andata e ritorno, facile-moderato). Il punto di partenza è il villaggio di Miðvágur, a pochi minuti dall’aeroporto di Vágar. Il lago Sørvágsvatn è famoso per un’illusione ottica: visto dalla scogliera di Trælanípa, sembra fluttuare sospeso sul mare, decine di metri più in alto dell’oceano. È uno degli scenari più fotografati dell’intero arcipelago. L’ingresso al sentiero costa 200 DKK a persona.

Faro di Kallur (isola di Kalsoy, circa 4 km andata e ritorno, facile-moderato). Si raggiunge con un traghetto da Klaksvík, circa 20 minuti di traversata, e poi si cammina fino al faro su una cresta che cade a picco sull’Atlantico. Tanta spettacolarità per uno sforzo contenuto — è uno dei sentieri più impressionanti in rapporto alla difficoltà.

Múlafossur e il villaggio di Gásadalur (isola di Vágar, 3 km, facile). La cascata Múlafossur cade direttamente nell’oceano da una scogliera — è probabilmente l’immagine più iconica delle Faroe. Gásadalur fino al 2006 non aveva una strada: il postino ci arrivava a piedi su un sentiero che saliva per 400 metri sulla scogliera, impiegandoci due ore. Adesso c’è un tunnel, ma il paesaggio attorno è rimasto esattamente quello.

Slættaratindur (isola di Eysturoy, circa 8 km andata e ritorno, moderato). A 880 metri è la cima più alta delle Faroe, e nelle giornate limpide da qui si vedono tutte e 18 le isole dell’arcipelago. L’approccio più comune parte dal passo di Eiðisskarð, che riduce significativamente il dislivello.

Saksun – Tjørnuvík (isola di Streymoy, 14 km, moderato-difficile). Il villaggio remoto di Saksun è una delle mete più visitate dell’isola, ma pochi dei visitatori affrontano la camminata fino al valico di Tjørnuvíksskarð per arrivare al villaggio vicino di Tjørnuvík. È uno dei percorsi più solitari e selvaggi, e per questo uno dei migliori.

Múlafossur

Non solo trekking

Le Faroe non sono solo sentieri. Chi vuole combinare l’outdoor con qualcos’altro trova un arcipelago sorprendentemente vario.

La pesca è parte della cultura locale — ci sono operatori che portano in barca nelle acque fredde degli stretti tra le isole per pescare halibut e merluzzi, con la stessa barca con cui pescavano i bisnonni. Il birdwatching sull’isola di Mykines — dove le colonie di pulcinelle di mare sono tra le più dense d’Europa — è un’esperienza che merita da sola il viaggio. Il kayak nelle acque dei fiordi è un modo per vedere l’arcipelago da una prospettiva completamente diversa da quella terrestre.

Tórshavn, la capitale, è la città più piccola al mondo con questo ruolo — 20.000 abitanti — e il suo centro storico sul promontorio di Tinganes, con le case di legno color amaranto e i tetti d’erba del XVI secolo, ospita uno dei parlamenti più antichi d’Europa, ancora attivo. È il tipo di posto in cui si cammina senza meta per un pomeriggio e si torna con più domande di quante se ne avevano all’arrivo.

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Isole Faroe

Informazioni pratiche

Quando andare: Il volo diretto copre giugno-settembre, che è anche il periodo migliore: giornate lunghissime, temperature più miti (10-15°C in media), sentieri praticabili. Il meteo resta variabile anche in estate — si parte comunque con impermeabile e strati.

Cosa mettere nello zaino: Scarpe da trekking con grip solido (i sentieri sono spesso fangosi e sdrucciolevoli), giacca impermeabile e antivento, strati termici anche d’estate. I bastoncini sono utili sui tratti più esposti.

Come muoversi: Le isole sono collegate da tunnel sottomarini, traghetti e autobus. Non è indispensabile l’auto, ma semplifica la logistica per chi vuole muoversi liberamente tra le isole.

Accesso ai sentieri: Molti dei sentieri più famosi hanno un costo di accesso (100-200 DKK a persona), introdotto negli ultimi anni per gestire i flussi e finanziare la manutenzione. È una scelta sensata che vale la pena sostenere.

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