Ogni anno, quando Lonely Planet pubblica il suo Best in Travel, l’attenzione si concentra quasi tutta su una domanda: qual è la destinazione dell’anno? Per il 2027 la scelta italiana è caduta sul Veneto, e se ne parlerà a lungo. Ma la selezione di quest’anno ha una seconda metà che rischia di passare inosservata. Accanto alle destinazioni, Lonely Planet ha scelto anche una serie di esperienze: non luoghi da visitare, ma cose da fare.
Ed è proprio lì che il Best in Travel diventa interessante per chi viaggia con le scarpe da trekking nello zaino o in bicicletta. Tra le esperienze selezionate ci sono cammini di più giorni, navigazioni a vela, immersioni, safari a piedi e perfino un tuffo nelle acque dell’Antartide. Viaggi in cui il corpo non serve solo a spostarsi da un museo all’altro, ma diventa parte dell’esperienza.
Come nasce la selezione delle esperienze Best in Travel
Il Best in Travel 2027 raccoglie 50 idee di viaggio, divise per aree geografiche, scelte dalla rete internazionale di autori di Lonely Planet. Il filo conduttore dichiarato è quello delle nuove esigenze dei viaggiatori: rallentare, evitare le mete più affollate, cercare esperienze autentiche lontano dai percorsi più battuti.
Non tutte le esperienze della lista parlano a chi ama l’aria aperta: ci sono anche itinerari gastronomici, architettura e vita notturna. Abbiamo scelto quelle in cui ci si muove davvero, e le abbiamo riordinate non per continente ma per modo di viaggiare. Nelle prossime settimane le racconteremo una per una, con un’attenzione in più: quanto sono impegnative, e per chi.
A piedi: cammini, trekking e safari senza jeep
La St Cuthbert’s Way è un cammino di circa 100 chilometri che parte da Melrose, in Scozia, attraversa il confine con l’Inghilterra e finisce sull’isola di Lindisfarne. L’ultimo tratto si percorre sulla sabbia, e solo quando la bassa marea scopre il passaggio. Si fa in cinque o sei giorni, con dislivelli modesti.
Il Michinoku Coastal Trail, in Giappone, è tutt’altra scala: oltre 1.000 chilometri lungo la costa pacifica del Tohoku, nati come progetto di ricostruzione dopo lo tsunami del 2011 e aperti per intero nel 2019. Quasi nessuno lo percorre tutto: si sceglie un tratto e si cammina tra scogliere, foreste e villaggi di pescatori.
In Tanzania, nel Gombe National Park, il safari si fa a piedi, nella foresta degli scimpanzé resi celebri dalle ricerche di Jane Goodall. In Costa Rica, la foresta nebulare di Monteverde si esplora lungo sentieri e ponti sospesi, dentro una nuvola quasi permanente. E nel Red Centre australiano, dove Lonely Planet punta sull’arte aborigena, il paesaggio si capisce davvero solo camminando.
In acqua: vela, immersioni e un tuffo da record
C’è anche un pezzo d’Italia: le Isole Eolie in barca a vela, sette isole vulcaniche da raggiungere dal mare, con Stromboli che dà spettacolo. In Grecia, Lonely Planet segnala uno straordinario mondo subacqueo, mentre in Irlanda il Killary Fjord, l’unico vero fiordo dell’isola, si insinua per 16 chilometri nel Connemara tra montagne scoscese.

Più lontano ci sono le Galapagos, da esplorare in crociera, e le avventure oceaniche della Polinesia Francese, ben oltre l’immagine del bungalow sull’acqua. E poi c’è l’esperienza più estrema della lista: il tuffo polare in Antartide, pochi secondi in un’acqua che sfiora lo zero.
Viaggi lenti: strade, rotaie e piccoli aerei
La Route Napoléon, in Francia, ripercorre per oltre 300 chilometri la strada seguita da Napoleone nel 1815 dopo la fuga dall’Elba, dalla Costa Azzurra verso Grenoble attraverso le Prealpi: un tracciato che molti ciclisti conoscono bene. Negli Stati Uniti, il viaggio lento on the road porta lungo le rive del Lago Superiore, in Minnesota, tra paesaggi selvaggi e piccoli centri.

In India, la Darjeeling Himalayan Railway sale verso le colline del tè su una ferrovia a scartamento ridotto in servizio dal 1881. In Alaska, il volo sull’ultima frontiera porta dove le strade non arrivano. E in Rhode Island, al Rose Island Lighthouse, si può fare per una notte il guardiano del faro.
Incontri e isole lontane
In Malaysia, una longboat risale il fiume nella terra degli oranghi. A Samoa, l’esperienza è lo stile di vita delle isole, lento e comunitario. E nel Golfo di Guinea, São Tomé e Príncipe è il paradiso africano poco conosciuto: due isole sull’equatore, foreste e spiagge quasi deserte.
Cosa abbiamo lasciato fuori, e perché
La lista completa comprende anche i bar degli hotel di South Beach a Miami, l’architettura di Astana, un itinerario gourmet a Taiwan, il vino della Valle di Guadalupe in Messico, il tango a Buenos Aires e una visita di Abu Dhabi. Sono esperienze interessanti, ma raccontano un altro modo di viaggiare. Qui ci concentriamo su quelle veramente outdoor.
Sognare, o partire
Molte di queste esperienze sono lontane, alcune costose, altre richiedono settimane. Non importa: una lista così serve anche a sognare, e a volte un sogno è il primo passo di un viaggio che si realizzerà tra un anno o tra cinque.
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