A 1 ora da Milano, appena oltre confine, ci sono castagne buonissime

Mulini che macinano ancora, selve secolari, grotti con il fuoco acceso. E soprattutto niente code al parcheggio. Dieci mete svizzere per andare a castagne questo autunno, da un\'ora di macchina a un weekend lungo.

A 1 ora da Milano, appena oltre confine, ci sono castagne buonissime

Ottobre, domenica mattina. Prendi la strada per il solito castagneto e trovi la stessa scena dell’anno scorso: auto in doppia fila, famiglie con il sacchetto dell’Esselunga, ricci già svuotati da qualcuno partito alle sette. La castagna, frutto povero per eccellenza, è diventata un evento di massa.

Eppure basta passare la dogana di Chiasso, di Ponte Tresa o di Castasegna per trovare un’altra storia. In Ticino e nei Grigioni il castagno è stato per secoli l'”albero del pane”: oggi ci sono selve recuperate una a una, mulini restaurati, essiccatoi in pietra, festival che durano tre settimane. E una densità di visitatori che, fuori dalle feste più famose, resta umana.

A 1 ora da Milano, appena oltre confine svizzero, ci sono castagne buonissime

Le abbiamo divise per distanza, perché è così che si sceglie: quanto tempo ho, e quanta voglia di guidare.

Prima di partire: le due regole che quasi nessuno conosce

1. Non tutte le castagne a terra sono di tutti. In Ticino patriziati, aziende agricole e privati hanno ripristinato molte selve castanili: sono a tutti gli effetti frutteti, anche quando non c’è nessuna recinzione. Raccogliere in una selva gestita senza il permesso del proprietario è vietato. Se vedi cartelli, rispettali; se il prato sotto i castagni è falciato e pulito, è quasi sempre una selva curata da qualcuno. Nei boschi non gestiti la raccolta è invece una tradizione diffusa.

A 1 ora da Milano, appena oltre confine, ci sono castagne buonissime

2. La dogana. Per piccole quantità a uso personale, castagne fresche e farina comprata al mulino non creano in genere problemi, grazie agli accordi fitosanitari tra Svizzera e Unione europea. Prima di caricare il bagagliaio, però, dai un’occhiata alla Carta doganale del viaggiatore dell’Agenzia delle Dogane: le regole cambiano e vale la pena controllare.

In giornata: da un’ora a due da Milano

1. Il Parco del Castagno, tra Lamone e Origlio

Si parte dalla stazione di Lamone, alle porte di Lugano, e si sale verso la collina di San Zeno: l’oratorio quattrocentesco regala una vista larga sulla piana del Vedeggio, con i castagni che dominano il bosco sottostante insieme a betulle e tigli. Si scende poi verso Origlio, con la chiesa di San Giorgio e la sua facciata incompiuta in cima a una scalinata, e si prosegue verso Ponte Capriasca, dove la chiesa di Sant’Ambrogio custodisce una copia dell’Ultima Cena di Leonardo.

Di fronte alle scuole c’è il Parco del Castagno: due ettari con area picnic attrezzata per la grigliata, un piccolo biotopo e giochi per bambini. Il giro si chiude intorno al laghetto di Origlio. È la gita ideale per chi ha bambini o vuole camminare senza dislivelli importanti.

Da Milano: circa 1 ora e 10 in auto; Lamone è servita anche dal treno

Per chi: famiglie, camminatori tranquilli

Perché è poco affollato: è un itinerario “di paese”, fuori dai circuiti dei grandi eventi

2. La via storica del Monte Ceneri

Da Piazza Ticino, sul Monte Ceneri, alla stazione di Cadenazzo, lungo il valico che per secoli ha diviso Sopra e Sottoceneri. Un tempo era la strada di briganti, pellegrini e viandanti; oggi è un itinerario didattico che scende attraverso le selve castanili di Robasacco. È un percorso lineare: il ritorno si fa comodamente in treno.

Da Milano: circa 1 ora e 20

Per chi: chi ama la storia e i percorsi in discesa

Il bello: partenza e arrivo collegati dai mezzi pubblici: l’auto può restare a casa

3. Valle di Muggio: la valle più a sud della Svizzera

A un quarto d’ora da Mendrisio, e quindi a un passo da Como, la Valle di Muggio sembra un altro secolo. Il percorso parte da Bruzella e attraversa un paesaggio fatto di grà (gli essiccatoi per le castagne), mulini, roccoli per l’uccellagione e nevère, le ghiacciaie in pietra dove un tempo si conservava il latte.

La tappa da non perdere è il Mulino di Bruzella, nel bosco tra Bruzella e Cabbio: un’antica macina restaurata e ancora funzionante, dove già nel Medioevo si macinavano castagne e cereali. Qui si può comprare la farina per la polenta e portarsi a casa un pezzo di valle. Gli orari di apertura variano con la stagione: meglio verificarli prima.

Da Milano: circa 1 ora

Per chi: chi abita nel comasco: è la meta più vicina in assoluto

Da sapere: strade strette e parcheggi piccoli: meglio arrivare presto

4. Da Vogorno all’Alpe Bardüghè, in Verzasca

Lago Maggiore o diga della Verzasca? Tutti e due. È un anello di media difficoltà che sale nella selva castanile sopra Vogorno, passa da Odro e arriva a Bardüghè. Alcuni tratti sono ripidi, ma la vista ripaga ogni metro di dislivello. È la scelta per chi vuole fare fatica vera e conquistarsi le castagne.

Da Milano: circa 1 ora e 45

Per chi: escursionisti allenati

Il trucco: la Verzasca è affollata a Lavertezzo, non qui: i turisti si fermano al ponte, tu sali

5. Alto Malcantone, in bicicletta

Per chi preferisce i pedali agli scarponi c’è un anello che attraversa le selve castanili dell’Alto Malcantone seguendo il Sentiero delle meraviglie, tra tracce del passato e borghi in pietra. Chi preferisce camminare trova nella stessa zona il Sentiero del Castagno, che abbiamo raccontato qui.

Da Milano: circa 1 ora e 20

Per chi: ciclisti, anche in e-bike

Il bonus: il Malcantone è a ridosso di Ponte Tresa: ideale per chi parte dal varesotto

6. Castaneda, il “giardino” della Val Calanca

Qui il nome dice tutto: Castaneda, il primo paese della Val Calanca, deve il suo nome ai castagneti che coprono i pendii. Dal fondovalle di Grono si sale con il sentiero storico o con il “Sentiero dei Menö”, si raggiungono i mulini di Pisela e la selva della Mola, tra terrazzamenti e una selva castanile nuova di zecca.

Siamo nei Grigioni italiani, in Mesolcina, una valle che quasi tutti attraversano in auto verso il San Bernardino senza fermarsi mai. Errore: scendendo verso Cama si trovano i grotti, dove si beve il “mez e mez”, mezzo vino e mezza gazzosa nel tazzino.

Da Milano: circa 1 ora e 50

Per chi: chi cerca silenzio vero

Perché è poco affollato: perché quasi nessuno esce dall’autostrada

7. Val Bregaglia: le selve di Castasegna

Superata Chiavenna, appena dopo il confine, la Val Bregaglia custodisce alcune delle selve castanili più belle delle Alpi, intorno a Castasegna e sotto Soglio. Ed è qui che si tiene il Festival della Castagna più lungo della Svizzera: la 22ª edizione va dal 26 settembre al 18 ottobre 2026, con oltre cinquanta appuntamenti tra visite guidate nelle selve, degustazioni ed escursioni. Il giorno clou è domenica 11 ottobre, con la Festa della Castagna.

A 1 ora da Milano, appena oltre confine, ci sono castagne buonissime

Il consiglio: se cerchi tranquillità, scegli un giorno feriale o un weekend diverso da quello della festa, e lasciati guidare dal programma del festival per le visite in selva.

Da Milano: circa 2 ore

Per chi: chi vuole unire castagne, montagna e borghi in pietra

Info: bregaglia.ch, sezione Festival della Castagna

Da weekend (o gita lunga)

8. Valposchiavo: il trenino rosso e la Settimana della castagna

Dalla stazione di Tirano, in Valtellina, sei già praticamente in Valposchiavo. A Brusio, nella parte bassa della valle, i castagni appartenevano un tempo alle famiglie patrizie e passavano di generazione in generazione. Durante la Settimana della castagna sono proprio alcuni di questi proprietari ad accompagnare i visitatori nelle selve, con castagne calde e un bicchiere di vino della vicina Valtellina, seguiti da un pranzo autunnale in paese.

A 1 ora da Milano, appena oltre confine, ci sono castagne buonissime

Le visite guidate 2026 sono in programma sabato 10, martedì 13, venerdì 16 e sabato 17 ottobre, con ritrovo alle 10.15 alla stazione di Campocologno; il biglietto si prenota entro mezzogiorno del giorno prima. E poi ci sono le “brasché”, come qui chiamano le caldarroste: i castanicoltori di Brusio le offrono gratis domenica 11 ottobre in piazza a Poschiavo e sul lago a Le Prese, martedì 13 a Cavaglia e mercoledì 14 di nuovo a Poschiavo.

Per farne un weekend: si sale sul Trenino Rosso del Bernina e si vede la valle cambiare colore dal castagno al larice in un’ora.

Da Milano: circa 2 ore e mezza fino a Tirano, in auto o in treno

Per chi: chi vuole il pacchetto completo: treno, castagne, tavola

Info: valposchiavo.ch

9. Fully, nel Vallese: la festa enorme (e il bosco il giorno dopo)

Onestà prima di tutto: la Fête de la Châtaigne di Fully non è un posto poco affollato. È anzi l’appuntamento autunnale più famoso della Svizzera francese, con circa 40.000 visitatori e quasi 300 bancarelle nel weekend del 17 e 18 ottobre 2026. Ma Fully ha una castagneta storica sopra il paese, aperta con passeggiate guidate durante la festa, e soprattutto vigneti terrazzati dove nasce la Petite Arvine.

La mossa giusta: andare il weekend prima o quello dopo, quando la castagneta torna silenziosa e le cantine hanno tempo di raccontarsi. Oppure fare la festa il sabato e il bosco la domenica mattina presto.

Da Milano: circa 3 ore, via Sempione

Per chi: chi vuole abbinare castagne e vino

Info: fully.ch / valais.ch

10. Greppen, sul Lago dei Quattro Cantoni: la sorpresa

Chi pensa che i castagni in Svizzera finiscano con il Gottardo si sbaglia. Sulle rive del Lago dei Quattro Cantoni, ai piedi del Rigi, il clima mite ha fatto crescere castagni da secoli. A Greppen, domenica 25 ottobre 2026, c’è la Chestene Chilbi, il più grande mercato di prodotti a base di castagne della Svizzera tedesca: oltre sessanta bancarelle con pasta, miele, dolci, birra e liquore di castagne.

È la meta perfetta per un weekend che unisce lago, Lucerna e un tipo di Svizzera completamente diverso da quella ticinese.

Da Milano: circa 3 ore, via Gottardo

Per chi: chi vuole una gita d’autunno insolita

Info: kastanien.net

Box pratico: come andare, cosa portare

  • In auto: per le autostrade svizzere serve la vignetta. Per le valli più strette (Muggio, Calanca) meglio arrivare presto e avere pazienza con i parcheggi.
  • In treno: molte partenze (Lamone, Monte Ceneri, Cadenazzo, Mendrisio, Campocologno) sono raggiungibili con i treni regionali da Como, Varese e Milano. Per i percorsi lineari come la via del Ceneri il treno è la scelta migliore.
  • Cosa mettere nello zaino: guanti da lavoro per i ricci, sacchetto di tela (le castagne devono respirare), scarpe con suola scolpita: le foglie bagnate sul sentiero sono più scivolose del ghiaccio.
  • Moneta: nei grotti e ai mercatini c’è chi accetta solo franchi o contanti. Meglio averne un po’.
  • Una curiosità: in Ticino chi raccoglie molte castagne può consegnarle ai centri di raccolta cantonali (Stabio, Cadenazzo, Vezia, Biasca) fino al 3 novembre, ricevendo un piccolo compenso. Per i ticinesi è una tradizione; per noi è un buon motivo per non lasciarle marcire in cantina.

E una volta a casa? Ti abbiamo spiegato qui come conservarle al meglio e qui perché fanno bene.

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