Provate a indicarlo sulla carta geografica senza cercarlo. Non è facile: São Tomé e Príncipe è un puntino nel Golfo di Guinea, due isole vulcaniche proprio sotto la linea dell’equatore, a ovest della costa del Gabon. È il secondo Paese più piccolo dell’Africa, dopo le Seychelles, e uno dei meno visitati del mondo: nel 2021 i turisti sono stati circa 15.000.
São Tomé e Príncipe è il paradiso africano ancora da scoprire
Lonely Planet lo ha inserito tra le esperienze del Best in Travel 2027 come un paradiso africano poco conosciuto. Per chi ama camminare, è soprattutto una giungla verticale che scende fino al mare.
Isole del cacao
Disabitate fino all’arrivo dei portoghesi alla fine del Quattrocento, le isole sono state per secoli una colonia di piantagioni, prima di zucchero e poi di caffè e cacao. All’inizio del Novecento São Tomé era tra i maggiori produttori di cacao al mondo, su un sistema basato sul lavoro forzato. L’indipendenza è arrivata nel 1975.

Di quell’epoca restano le roças, le grandi tenute agricole con le case padronali, gli ospedali e le abitazioni dei lavoratori: alcune sono in rovina, altre sono state trasformate in alloggi o producono ancora un cacao di altissima qualità. Visitarle è un modo per capire la storia del Paese, nel bene e nel male. Oggi la lingua ufficiale è il portoghese e il ritmo di vita si riassume in un’espressione locale, leve leve: piano piano.
La natura: un laboratorio di specie uniche
Come le Galapagos, le isole non sono mai state collegate al continente, e questo isolamento ha prodotto un numero altissimo di specie endemiche, soprattutto uccelli, rettili, farfalle e piante. Non a caso São Tomé e Príncipe viene a volte chiamato le Galapagos d’Africa. Quasi un terzo di São Tomé è occupato dal Parco naturale Obô, fatto di foresta pluviale, paludi e mangrovie. Príncipe, la più piccola e la più selvaggia delle due isole, è Riserva della Biosfera UNESCO dal 2012.

Lungo le spiagge, in alcuni periodi dell’anno, le tartarughe marine arrivano a deporre le uova, e in diverse località ci sono progetti di tutela che accompagnano i visitatori a osservarle senza disturbarle.
Cosa fare: dai vulcani alle cascate
Il trekking più impegnativo è la salita al Pico de São Tomé, il punto più alto del Paese con i suoi 2.024 metri: due giorni di cammino nella foresta pluviale, su sentieri ripidi, fangosi e spesso avvolti dalle nuvole. Molto più semplice raggiungere i punti panoramici sul Pico Cão Grande, un ago di roccia vulcanica che svetta sopra la foresta nel sud dell’isola ed è diventato il simbolo del Paese.
Nel parco Obô ci sono sentieri più brevi verso cascate e laghi vulcanici, come la Lagoa Amélia, il fondo di un antico cratere. A Príncipe, un’escursione di circa un’ora e mezza porta alla cascata di O Qué Pipi, nel cuore della riserva. E poi ci sono le spiagge, molte delle quali deserte per la maggior parte del tempo.
Quanto è impegnativo
Pico de São Tomé: impegnativo: due giorni, forte dislivello, terreno ripido e scivoloso, umidità altissima. Sconsigliato a chi ha poca esperienza di trekking
Sentieri nel parco Obô e a Príncipe: da facili a moderati, di qualche ora; il fango è quasi una costante
Guide: consigliate per tutte le escursioni nella foresta, indispensabili per il Pico de São Tomé
Per chi: chi cerca natura intatta e accetta servizi turistici ancora limitati, strade a volte dissestate e ritmi lenti
Salute: zona a rischio malaria: prima di partire serve il parere di un medico o di un centro di medicina dei viaggi
Quando andare
La stagione secca, che qui si chiama gravana, va all’incirca da giugno a settembre ed è il periodo migliore per il trekking e per salire sul Pico de São Tomé. Nel resto dell’anno piove di più, ma il clima resta caldo e le foreste sono al massimo del loro rigoglio.
Come arrivare
Il collegamento più comodo dall’Europa passa per Lisbona, con voli diretti di circa sei ore e mezza verso l’aeroporto di São Tomé. Tra le due isole ci sono voli interni di una quarantina di minuti. Sull’isola principale si gira con auto a noleggio, meglio se con autista o con un fuoristrada, oppure con escursioni organizzate.
Domande frequenti
Dove si trova São Tomé e Príncipe?
Nel Golfo di Guinea, al largo della costa occidentale dell’Africa, a ovest del Gabon e quasi sulla linea dell’equatore.
Quanto è difficile salire sul Pico de São Tomé?
È un trekking impegnativo di due giorni, con forti pendenze e terreno fangoso, da fare con una guida.
Che lingua si parla?
Il portoghese è la lingua ufficiale.
Qual è il periodo migliore?
La stagione secca, da giugno a settembre, soprattutto per il trekking.
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