I muretti a secco della Valtellina sono Patrimonio UNESCO: come resistono e perché passeggiare adesso

In Valtellina i Patrimoni UNESCO non sono una targa sul muro: sono ancora vivi. I muretti a secco che reggono 750 ettari di vigneti sulle Alpi, la transumanza che ogni autunno riporta il bestiame a valle tra feste di paese, l’alpinismo come cultura tramandata di generazione in generazione. Tre riconoscimenti, tre pratiche che resistono e che, tra ottobre e novembre, trovano il loro momento migliore.

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Quando l’UNESCO iscrive qualcosa nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, il rischio è che quella cosa diventi un reperto — qualcosa da preservare in una teca, da spiegare ai turisti, da fotografare senza toccare. In Valtellina questo non è successo. I tre patrimoni immateriali riconosciuti dall’UNESCO che insistono su questo territorio — la transumanza, l’arte dei muretti a secco e l’alpinismo — sono pratiche ancora in uso, ancora insegnate, ancora legate all’economia e all’identità locale. Non musei a cielo aperto, ma attività vive.trenino-rosso-bernina-orari-2026

L’autunno è il momento in cui tutto questo diventa visibile nello stesso periodo: i muretti reggono i vigneti in vendemmia, gli armenti scendono dagli alpeggi, le guide alpine accompagnano gli ultimi scalatori prima della neve. Vale la pena capire cosa si guarda, prima di andare.

I muretti a secco: 2.500 chilometri di pietra senza cemento

L’arte di costruire muretti a secco è entrata nella Lista UNESCO nel 2018, con una candidatura transnazionale che ha coinvolto otto Paesi. Il principio tecnico è semplice da descrivere e difficile da eseguire bene: pietre disposte una sull’altra senza nessun legante, solo l’equilibrio tra i pesi e la scelta delle superfici di contatto. Il risultato tiene per secoli — a condizione che qualcuno sappia ripararlo quando serve.

In Valtellina questa tecnica ha trasformato versanti ripidissimi in qualcosa di impensabile: terrazzamenti vitati. I pendii tra il Comune di Buglio in Monte e quello di Tirano, dai 300 agli 800 metri di quota, ospitano circa 2.500 km di muretti e 750 ettari di terrazze coltivate a vite. Su quei terrazzamenti cresce il Nebbiolo delle Alpi, il vitigno che dà origine al Valtellina Superiore DOCG e allo Sforzato DOCG — il vino passito di montagna più estremo d’Italia, ottenuto da uve appassite sulle graticci dopo la vendemmia.

L’UNESCO non ha riconosciuto il muretto come oggetto ma come sapere: la capacità di leggere la pietra, di sceglierla, di incastrarla. Un sapere che si impara guardando qualcuno che lo fa, e che rischia di perdersi ogni volta che una generazione non trova chi continua. In Valtellina questa trasmissione è ancora attiva — anche perché senza quei muri i vigneti franerebbero, e con loro gran parte dell’economia agricola della valle.

Durante il Valtellina Wine Trail del 7 novembre — la corsa tra i vigneti da Tirano a Sondrio — si cammina letteralmente su questi terrazzamenti. È uno dei pochi modi per vederli dall’interno, a ritmo lento o veloce a seconda delle proprie ambizioni atletiche.

La transumanza: il rito autunnale della discesa dagli alpeggi

La transumanza è entrata nella Lista UNESCO nel 2019, con una candidatura condivisa da Italia, Austria e Grecia. La pratica è la stessa in tutta l’area alpina: il bestiame sale sugli alpeggi in primavera e torna a valle in autunno, seguendo i ritmi della stagione. In Valtellina questo ciclo è ancora pienamente funzionante, e il momento della discesa autunnale è diventato un evento comunitario.

A Livigno, Valdidentro e Albosaggia il rientro degli animali si festeggia con sfilate, costumi tradizionali, cibo a chilometri zero. Ad Albosaggia la festa si chiama Scargaamuut — dall’espressione dialettale per “scarica a valle” — e quest’anno si svolge dal 9 all’11 ottobre: tre giorni con laboratori, degustazioni e la sfilata degli allevatori con le loro mandrie decorate. Non è una ricostruzione folklorica: gli allevatori ci sono davvero, le mucche anche.

La transumanza porta con sé un bagaglio di saperi difficile da elencare in modo completo. La conoscenza dei percorsi, la gestione degli animali in quota, la produzione casearia sugli alpeggi — a partire dal Bitto, il formaggio valtellinese per eccellenza prodotto solo d’estate sulle alte quote e celebrato ogni ottobre alla Mostra del Bitto di Morbegno (17-18 ottobre, 119ª edizione). Un formaggio che può stagionare per decenni, e che in questo senso porta letteralmente il tempo degli alpeggi fino alla tavola.

L’alpinismo: una cultura, non solo uno sport

Il terzo patrimonio immateriale è l’alpinismo, riconosciuto nel 2019 con una candidatura congiunta di Italia, Francia e Svizzera. Il riconoscimento non riguarda la performance atletica ma la cultura che ci sta intorno: la conoscenza dell’ambiente montano, le tecniche di progressione su ghiaccio e roccia, il principio di solidarietà che regola ogni cordata, la trasmissione di questi valori tra guide, alpinisti esperti e principianti.APF Valtellina Valmasino_Arrampicata_low

La Valtellina è circondata da alcune delle pareti più importanti delle Alpi — l’Ortles-Cevedale, il Bernina, le Alpi Retiche. Le guide alpine della valle appartengono a una tradizione di accompagnamento in montagna che ha radici nell’Ottocento, e che oggi si esprime anche attraverso l’insegnamento ai ragazzi. L’autunno, prima della neve, è ancora stagione di arrampicata su roccia nelle zone più basse.

Il Trenino Rosso del Bernina: il patrimonio materiale

Oltre ai tre patrimoni immateriali, la Valtellina fa parte di un riconoscimento UNESCO materiale: la Ferrovia Retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina, iscritta nel 2008. Il tratto che riguarda la Valtellina è quello del Trenino Rosso del Bernina, che parte da Tirano e sale fino a St. Moritz attraversando paesaggi alpini tra i più spettacolari d’Europa — laghi, ghiacciai, viadotti elicoidali.trenino-rosso
Il punto più alto è l’Ospizio Bernina, a 2.253 metri, raggiungibile in treno da Tirano in circa due ore. In autunno il paesaggio lungo il percorso è straordinario: il foliage dei boschi a valle, la neve fresca sulle cime a monte.

Come organizzare un weekend UNESCO in Valtellina

Ottobre e novembre sono i mesi giusti: la vendemmia è appena finita, gli eventi enogastronomici si moltiplicano, la transumanza è in corso. Un punto di partenza comodo è Morbegno o Sondrio per i terrazzamenti e i vigneti, Tirano per il Trenino del Bernina, Albosaggia o Livigno per gli eventi legati alla transumanza.
Per aggiornamenti sugli eventi: www.valtellina.it

Foto: APF Valtellina

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